Archive for February, 2008

Arrestato per violenza sulla figlia di 3 anni

Friday, February 29th, 2008

 Era già stato condannato in via definitiva per aver violentato uno dei suoi figli. Oggi, un padre è stato nuovamente arrestato per abusi sulla figlioletta di soli tre anniUn trentottenne della provincia di Pescara e’ finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale sulla figlia di tre anni, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Pescara.
L’uomo risulta gia’ condannato, in via definitiva, per analogo episodio di violenza nei confronti di un altro figlio.
Ad attivare le indagini dei Carabinieri del Comando provinciale era stata una segnalazione degli operatori dei Servizi sociali, a seguito della quale la piccola era stata allontanata dal nucleo familiare per essere trasferita in un istituto.
Titolare dell’inchiesta e’ il sostituto procuratore della Repubblica di Pescara Gennaro Varone.

Aborto, primo via libera alla Ru486

Thursday, February 28th, 2008

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha dato il primo via libera alla commercializzazione in Italia della pillola abortiva Ru486. La commissione tecnico-scientifica (Cts) dell’Aifa ha infatti fornito parere favorevole alla richiesta di autorizzazione al commercio, attraverso la procedura di mutuo riconoscimento, che coinvolge anche altri Paesi europei, per la RU486.PRIMO STEP - La domanda era stata avanzata a fine novembre dalla Exelgyn, la ditta farmaceutica francese produttrice del farmaco. Si tratta del primo step sulla strada che potrebbe rendere la RU486 disponibile in Italia, come farmaco utilizzabile esclusivamente in ospedale, e dunque classificato in fascia H.

L’ITER - L’iter di autorizzazione prevede ora che il Comitato tecnico-scientifico (Chmp) dell’Agenzia europea del farmaco (Emea) dia il via libera al mutuo riconoscimento. Ok che dovrebbe arrivare già mercoledì. Dopo questo passaggio, la “pratica” tornerà alla Commissione tecnica dell’Aifa che, a sua volta, darà mandato al Comitato prezzi e rimborsi dell’agenzia del farmaco per la negoziazione del prezzo per il Servizio sanitario nazionale. Ultimi step: l’approvazione da parte del Consiglio di amministrazione e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. L’iter di registrazione per mutuo riconoscimento della pillola abortiva RU486 non si concluderà prima della fine di maggio.

NODO DA SCIOGLIERE - Per i tecnici dell’Aifa resta però sul tavolo un altro nodo da sciogliere. La RU486, infatti, deve essere somministrata alle donne in aggiunta a un altro farmaco, il misoprostolo, che è autorizzato in Italia esclusivamente come gastroprotettore e non per uso ginecologico. Dunque, spetterà alla Cts decidere se ampliare le indicazioni di questo prodotto, consentendone l’uso in aggiunta alla pillola abortiva, o se autorizzarne l’utilizzo “off label”, cioè “fuori indicazione”.

VIALE SODDISFATTO - «Oggi è un grande giorno per le donne italiane». Così Silvio Viale, ginecologo torinese, promotore della sperimentazione della RU486, esprime soddisfazione per il primo via libera dato dalla Commissione tecnico scientifica dell’Aifa alla pillola abortiva. Secondo Viale il via libera dell’Aifa «corona una battaglia durata sette anni e colma vent’anni di ritardo rispetto alla Francia e nove rispetto all’Europa. Finalmente finisce il bluff di chi la chiamava “pesticida umano” o “diserbante chimico” o di chi parlava di aborto facile o a domicilio». «La RU486 - dice ancora Viale - sarà utilizzato per gli aborti nell’ambito della legge 194 e permetterà anche ai medici italiani di partecipare alle ricerche in altri campi della medicina». «Che fosse un farmaco - conclude - era chiaro e da oggi siamo più vicini all’Europa».

Fonte: Corriere della Sera

Fœmina sapiens la nuova frontiera

Wednesday, February 27th, 2008

John Stuart Mill profeta del femminismo

GIULIO GIORELLO

Se un contadino irlandese gravemente in debito con il suo proprietario terriero non è industrioso, alcuni concludono senz’altro che gli irlandesi sono pigri per natura». Ma queste sono generalizzazioni piuttosto malferme. In campi così delicati come quelli dell’indole o carattere si può sempre «ragionevolmente dubitare che l’esperienza abbia fornito basi sufficienti per operare un’induzione». Così scriveva John Stuart Mill nel saggio Sull’asservimento delle donne, 1869. E lui di logica (deduttiva e induttiva) se ne intendeva, visto che nel 1843 aveva pubblicato il suo grande Sistema. Il parallelo con le «servitù» dell’isola vicina per il filosofo britannico era sostanziale. Il pregiudizio circa l’inferiorità femminile nelle scienze e nelle arti forniva la giustificazione alla consuetudine di relegare la donna nella prigione domestica della famiglia patriarcale escludendola dalla vita pubblica, a meno di condannare le femmine più riottose all’emarginazione sociale – proprio come il mito del «cattivo» carattere irlandese era stato utilizzato per giustificare una spietata conquista di natura coloniale.

Ma è indebito far passare le cattive abitudini per leggi dello Stato o addirittura di natura. Qualsiasi corpo politico che pretenda di legalizzare una qualche forma di discriminazione è per ciò stesso oppressivo: proprio come qualunque società che tolleri la schiavitù dei Neri – si pensi alle vicende di non pochi paesi dell’America Latina, per non dire degli Usa! – o lo sfruttamento della manodopera o la sottomissione di qualche altro popolo. La difesa di Mill dei diritti della donna – e in particolare del movimento per la franchigia elettorale – si basa inoltre sullo smantellamento dell’ideologia per cui la disuguaglianza tra uomini e donne si fonderebbe su un qualsiasi «decreto» della natura.

Per esempio, in una celebre pagina, Mill esamina il trito argomento stando al quale innegabili «differenze di costituzione corporea» dovrebbero farci congetturare anche «diversità mentali»: dovremmo allora misurare attentamente la scatola cranica di maschi e femmine per evidenziare che la massa cerebrale dell’uomo è in media maggiore di quella della donna, e dunque ciò comporta maggiore talento, poniamo, nella matematica, nello studio del mondo fisico o magari nelle belle arti? Qualcuno potrebbe obiettare che «è facile conoscere donne stupide». La risposta di Mill è secca: «La stupidità è uguale dappertutto». Insomma, «per quanto grandi e apparentemente non sradicabili possano essere le differenze morali e intellettuali tra gli uomini e le donne, la prova del loro essere differenze naturali non potrà che essere negativa. Si potrà dedurre che siano naturali solo quelle che non possono essere artificiali, e cioè quelle che rimangono una volta eliminate tutte le caratteristiche di entrambi i sessi, suscettibili di essere spiegate in base all’educazione o a circostanze esterne»”.

Questo rasoio di Mill (come lo potremmo chiamare) si è rivelato piuttosto tagliente. In tal senso, non c’è conquista del movimento femminista del nostro Novecento che Mill non abbia anticipato o a cui non abbia fornito intelligenti motivazioni. Per una qualche ironia della sorte, non poche protagoniste del «pensiero femminile» hanno finito per rinfacciare al filosofo britannico di aver trascurato «la differenza di genere», perseguendo solo un ideale di astratta eguaglianza! A mio parere, però, coglie nel segno Nadia Urbinati, studiosa di Mill di livello internazionale, quando osserva che nel saggio Sull’asservimento delle donne l’eguaglianza non annulla la differenza, ma le consente «di esprimersi senza essere trasformata in ragione di discriminazione». Per Mill «l’opposto dell’eguaglianza erano dunque la gerarchia e il privilegio, non la differenza». Di qui il profondo significato libertario di quel suo saggio: difendendo l’idea di uguali opportunità lavorative per il preteso gentil sesso, Mill contrastava la cosiddetta tirannia della maggioranza, ovvero che «la maggioranza debba imporre leggi alle azioni individuali della minoranza». Infatti, sarebbe stata una forma di oppressione anche l’imposizione della volontà di una «maggioranza» di donne che avesse scelto la vita domestica sulla «minoranza» che avesse, invece, preferito una professione lavorativa fuori della famiglia.

A Mill la differenza, in sé, sta a cuore: una società maggiormente diversificata è per lui una società che più si avvicina all’ideale di «piena fioritura umana» – in particolare, in un’ottica libertaria nessuna società può «predeterminare quale sia il lavoro adatto a ciascuna persona». Le differenze fisiche tra i due sessi, sotto questo profilo, però, non sono rilevanti, proprio come non lo sarebbero il colore degli occhi o quello dei capelli. Tuttavia, non è che tali differenze fisiche non contino affatto; essendo ogni essere umano corpo prima ancora che mente, è ovvio come per Mill le prime libertà da garantire siano per così dire fisiche. L’assoggettamento delle donne nella sfera civile è per prima cosa un dominio che padri, mariti, giudici ecc. esercitano sui loro corpi. Per contrapposizione, l’infrangere questo arbitrario sistema di vincoli è la premessa ineliminabile per liquidare l’asservimento di una parte del genere umano all’altra.

Sbaglierebbe chi pensasse che la protesta di Mill fosse dettata da una mera disposizione affettiva nei confronti di qualche esponente dell’altra metà del cielo. La sua idea è invece che una società che tolleri qualunque forma di servitù sia una società malata, il cui prezzo viene pagato, sul lungo periodo, non solo da chi è direttamente asservito, ma anche da chi si sente libero di danneggiare gli altri: «L’abitudine alla sottomissione rende sia gli uomini sia le donne mentalmente servili». E l’esempio di società asiatiche, all’epoca sua giudicate retrive, funziona in Mill da deterrente. «La schiava preferita di un sultano ha al suo servizio delle schiave che può tiranneggiare; ma la cosa desiderabile sarebbe che non avesse schiave, e non fosse a sua volta una schiava».

L’apparentemente più blanda «schiavitù» della donna nel mondo occidentale priva comunque la società di molti talenti e fornisce un paradigma di dominio che frena lo sviluppo delle forze produttive.

Abbiamo visto come Mill avesse smantellato pezzo per pezzo l’idea che qualsiasi forma di asservimento di un essere umano da parte di un altro avesse giustificazione in un preteso ordine naturale. Aveva anche intuito come la liberazione da quel pregiudizio andasse di pari passo con la crescita del patrimonio tecnico-scientifico, che permette alla nostra carne di tramutare la cosa in sé della natura in cosa per noi. Per questo la sua enfasi sulla necessità di aprire al genere femminile le porte della ricerca scientifica ci pare, col senno di poi, tanto importante: tecnica e scienza, infatti, costituiscono un’impresa in cui le idee non restano nel cielo di Platone, ma anch’esse si incarnano, per così dire, nella materia. È proprio ciò che consente i progressi di quella che un tempo si chiamava meccanica applicata, e che oggi si è articolata nei settori più diversi, dalle alte tecnologie ingegneristiche all’informatica, dalle procedure mediche di igiene e profilassi alle biotecnologie. È indubbio che tutte queste discipline dischiudano oggi nuove possibilità al corpo umano. E continuiamo con Mill a pensare che, nel dibattito sul significato di queste innovazioni che riguardano la fisicità di Homo sapiens, tocchi una parte altrettanto rilevante a… Foemina sapiens!

Fonte: La Stampa.it

IO LOTTO MARZO

Monday, February 25th, 2008

IO LOTTO MARZO
LIBERA DI SCEGLIERE
PER 194 RAGIONI

Siamo donne e uomini, giovani e meno giovani, provenienti da
esperienze diverse dei movimenti, della politica, del sindacato, delle
associazioni, della società civile e siamo convinte/i che qui e ora ,
in particolare nella nostra regione, la Lombardia, si stia giocando
una partita decisiva sulla libertà delle donne.

Per questo l’assemblea della rete regionale “194 ragioni “,
(www.194ragioni.it) riunitasi il 19 febbraio ha deciso di organizzare
una grande mobilitazione in occasione della giornata dell’8 marzo
(appuntamento ore 14,30 in largo Cairoli).

INVITIAMO

TUTTE E TUTTI A

- partecipare per dare INSIEME una risposta forte e UNITARIA
all’attacco criminalizzante e strumentale che pone in discussione
l’autodeterminazione della donna , la sua capacità di scelta
responsabile e avvalla l’ennesima violenza sul suo corpo.

- diffondere l’iniziativa perché più saremo, più avremo voce pubblica.

- aderire all’appello, inviando l’adesione a : 194ragioni@gmail.com

La 194 va sostenuta, sì alla Ru486

Sunday, February 24th, 2008

La legge 194, «pur scontando ritardi e omissioni applicative, a distanza di 30 anni dimostra tutta la solidità e la modernità del suo impianto tecnico-scientifico, giuridico e morale. Occorre supportarla». Parola della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), che si schiera decisamente a favore della legge sull’aborto, tornata a essere oggetto di dibattito e di ’scontrò politico’, in un documento che affronta diversi temi bioetici e che è stato messo a punto durante la riunione del Consiglio nazionale a Roma.

PIENA ATTUAZIONE - I rappresentanti dei camici bianchi sono anche a favore della pillola abortiva Ru486, non ancora autorizzata in Italia: va data piena attuazione alla legge, sottolineano, «compreso l’articolo 15, laddove raccomanda ‘l’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità psicofisica della donna e meno rischiose per l’interruzione di gravidanza’». Nel documento della Fnomceo si evidenzia come si debba sostenere la legge 194 «incrementando l’educazione alla procreazione responsabile, il supporto economico e sociale alla maternità, soprattutto in quelle fasce di popolazione dove il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza resta alta, quali ad esempio adolescenti ed immigrate». Nel testo si parla anche di pillola del giorno dopo, il contraccettivo d’emergenza che troppo spesso è difficile riuscire ad avere. «Non può incontrare surrettizie limitazioni - afferma la Fnomceo - che ostacolino la fruizione del diritto della donna che intenda prevenire una gravidanza indesiderata e un probabile successivo ricorso all’aborto». In sostanza, «pur riaffermando con forza il diritto del medico alla clausola di coscienza prevista all’articolo 22 del Codice deontologico», i vertici dei camici bianchi italiani non possono non richiamare l’attenzione sull’obbligo, previsto dallo stesso codice, per il medico di «fornire al cittadino ogni utile informazione e chiarimento». E ancora, «la tensione tra il diritto del medico alla clausola di coscienza, e quello del cittadino alla fruizione della prestazione riconosciuta come disponibile, non fa venir meno l’obbligo anche deontologico dei medici ad adoperarsi al fine di tutelare l’accesso alla prestazione nei tempi appropriati».

PREMATURI - La Fnomceo afferma inoltre, a proposito dei feti prematuri, che bisogna «salvaguardare la vita dei piccoli nati estremamente prematuri, evitando ogni forma di accanimento terapeutico». Nel dettaglio il documento sottolinea che «il medico, come sempre, quando sussistano possibilità di vita autonoma del feto, debba adottare tutte le misure idonee a salvaguardarne la vita, ispirando il proprio comportamento caso per caso, secondo un’appropriata e autonoma valutazione clinica, evitando ogni forma di accanimento terapeutico». La Fnomceo ribadisce, inoltre, «il valore morale e civile di un processo di informazione e consenso che deve coinvolgere i genitori in scelte sempre drammatiche e difficili». Su questo tema è intervenuto anche Giuliano Ferrara, secondo cui la presa di posizione dei medici sui feti prematuri è l’effetto della mobilitazione lanciata dal suo movimento «pro-life».

fonte: Corriere della Sera

trattate come spazzatura…

Saturday, February 23rd, 2008

Cadavere di donna in valigia in un cassonetto

SERRAVALLE PISTOIESE (PISTOIA), 22 FEB - Il cadavere di una giovane donna è stato trovato questa mattina, poco dopo le 11, all’interno di una valigia di formato trolley depositata in un cassonetto per l’immondizia lungo la strada provinciale lucchese fra l’abitato di Masotti e il bivio per Serravalle alto, lontano da centri abitati e con traffico intensissimo notte e giorno. A fare la scoperta è stata una donna che abita nelle vicinanze la quale, recatasi a gettare l’immondizia, si è insospettita nel vedere la valigia e ha avvertito il marito: quando questi ha aperto la valigia è spuntata una mano. Il corpo presenta una ferita alla fronte e segni di strangolamento. La giovane donna è bianca, con capelli di colore biondo, con addosso jeans e maglietta. Il delitto potrebbe essere maturato nel mondo della prostituzione. Sul posto sono intervenuti il procuratore della Repubblica Renzo dell’Anno e il sostituto procuratore Ornella Galeotti. Indagano polizia e carabinieri.

Secondo i primi accertamenti, la vittima potrebbe essere una ragazza dell’Est europeo, di corporatura minuta tanto da poter essere rinchiuso nella valigia “Due morti ammazzati in un giorno è un fatto che non era mai capitato in provincia di Pistoia”, ha detto il capo della Procura della Repubblica di Pistoia, Renzo Dell’ Anno, intervenendo sul luogo del ritrovamento del cadavere della donna e riferendosi anche al delitto di Monsummano Terme, dove un anziano pregiudicato, Michele Galdi, è stato ucciso o con un colpo di pistola alla testa. Dell’Anno ha effettuato sopralluoghi sia a Monsummano che a Serravalle assieme al sostituto procuratore Ornella Galeotti.

Fonte : Ansa.it

zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzv.jpg

Drogata e violentata davanti ai suoi figli

LONDRA - E’stata prima drogata e poi violentata per tutta la notte davanti agli occhi spaventati dei suoi bambini. Protagonista di questa triste vicenda è una donna inglese che, dopo aver fatto entrare in casa una conoscente, ha subito la violenza carnale da parte di una gang di teenager, composta da tre ragazzi che avevano tra i 14 e 16 anni. Questi, come riporta il tabloid inglese The Sun, hanno anche filmato lo stupro e lo hanno postato su Youtube. Dopo la denuncia della donna il filmato è stato subito rimosso dal popolare sito web.

VIDEO - Le poche persone che hanno visto il filmato di tre minuti dichiarano che si tratta di un video davvero disgustoso. Secondo costoro si vede chiaramente che la vittima di 25 anni ha perso i sensi, ma i suoi carnefici continuano ad abusare di lei. In sottofondo si odono i pianti dei figli, rispettivamente di quattro e due anni. L’incubo della donna, che vive nella zona meridionale di Londra, è iniziato quando una conoscente, di cui si fidava, si è presentata a casa sua insieme a tre teenager. La ragazza li ha fatti entrare e per essere ospitale ha aperto una bottiglia di champagne. Ma dopo aver bevuto i primi sorsi la venticinquenne ha cominciato a sentirsi male.

DRINK DROGATO - Secondo la polizia probabilmente il drink della ragazza era stato corretto con qualche droga. La venticinquenne ha sottolineato: «Ero totalmente paralizzata. Mi stavano facendo male e sapevo che stavo subendo qualcosa di veramente disgustoso, ma non riuscivo a muovermi. Sono stata violentata tutta la notte. Sono stata torturata. Hanno abusato di me davanti a mia figlia che gridava, ma io non riuscivo a fare nulla». Quindi ha continuato: «Mettere il video della violenza sul web è stata una cosa abominevole. Nel film si sentono chiaramente i singhiozzi dei miei figli». La polizia ha sottolineato che nel filmato si vedono i volti degli stupratori e che questi saranno presto acciuffati

STUPRO - Questo famigerato stupro sarebbe avvenuto lo scorso novembre, ma la ragazza lo avrebbe denunciato solo la settimana scorsa poco dopo aver scoperto il filmato su Youtube: «Ancora non riesco a capire come un sitoweb possa mostrare cose del genere» ha dichiarato la ragazza. Ai poliziotti che le hanno chiesto perchè non ha denunciato subito la violenza carnale, la venticinquenne londinese ha confessato: «Mi sentivo umiliata e non volevo avere più nulla a che fare con questa storia. Ciò che era accaduto era stato così orrendo e non volevo che nessuno lo sapesse».

Fonte: Corriere della Sera

zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzdm.jpg

Caserta: uccide la moglie per strada

L’ha uccisa per strada. Uxoricidio a Gricignano d’Aversa, un comune del casertano. Angelo Di Ronza, un imprenditore edile di 36 anni, ha ucciso con numerosi colpi di arma da fuoco la moglie, Mariarosa Nugnes, di 30. Il fatto è avvenuto in via Enrico Fermi, alla presenza di numerosi testimoni. L’uomo, che era fuggito a bordo di un fuoristrada, è stato poi rintracciato e fermato dai carabinieri di Aversa. Ai militari dell’Arma ha confessato il delitto.

AGGUATO - Secondo i militari Di Ronza ha teso un vero e proprio agguato alla moglie affrontandola e sparando contro di lei diversi colpi di pistola. I numerosi testimoni presenti hanno fornito le indicazioni utili per risalire all’imprenditore che è stato fermato ad Aversa. I rapporti tra i due coniugi si erano da tempo deteriorati al punto che - secondo quanto accertato dai carabinieri di Aversa - erano prossimi alla separazione pur vivendo ancora assieme. Le testimonianze raccolte indicano comunque che marito e moglie erano provenienti da un ambiente familiare considerato «normale».

Fonte: Corriere della Sera

queste cose mi fanno impazzire!

Thursday, February 21st, 2008

Violenze sessuali su una dodicenne
Arrestati i genitori e il padrino

Gli abusi da parte del padrino di battesimo sarebbero continuati per circa sei mesi fino alla denuncia, seppur tra molte ritrosie, della piccola vittima. Il padre e la madre avrebbero acconsentito alle violenze sessuali

Per oltre sei mesi avrebbe subito in silenzio le violenze sessuali del padrino di battesimo, poi la piccola vittima, di appena dodici anni, ha raccontato tutto ed è scattato l’arresto dell’uomo e dei genitori che avrebbero acconsentito alle violenze sessuali. È il terribile scenario dell’ennesimo vicenda di pedofilia che, questa volta, è accaduta a Palermo. I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno arrestato i genitori naturali ed il padrino di battesimo.

Le indagini, che sono state dirette dal pm di Palermo Adriana Blasco, mentre le misure cautelari sono state ordinate dal gip Roberto Conti, hanno portato alla luce situazioni drammatiche di degrado familiare ed ambientali e il timore di eventuali ritorsioni nei confronti della minore. Le tre ordinanze, sono state eseguite dai Carabinieri della Stazione Palermo Brancaccio che si sono avvalsi della collaborazione di Assistente dell’Unità Organizzativa Emergenze Sociali del Comune di Palermo. Le violenze accertate dagli investigatori, si sono protratte per circa sei mesi fino a quando la giovane minore, seppure tra mille ritrosie, ha raccontato il terribile choc subito.

zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzh1.jpg

Abortisce clandestinamente
Grave una 20enne cinese

Una ragazza cinese di 20 anni è ricoverata in prognosi riservata all’ospedale fiorentino di Careggi a seguito di un aborto che le potrebbe essere stato procurato, sembra in maniera clandestina. La giovane si è presentata ieri sera all’ospedale con una zia, dopo avere accusato dei malori; è stata sottoposta a un intervento chirurgico e le sue condizioni sono definite gravi.
Un medico di Careggi ha allertato la polizia e le volanti sono intervenute nel nosocomio. Secondo i sanitari l’aborto le sarebbe stato procurato da terzi, anche se la giovane avrebbe detto alla zia di avere interrotto da sola la gravidanza con arnesi da cucina. La squadra mobile di Firenze indaga per capire dove e in quali circostanze sia avvenuto l’aborto.

un articolo strano ma da leggere…

Tuesday, February 19th, 2008

Aborto-express
Le pasticche di Cytotec regolarmente in vendita in farmacia e l’aumento delle interruzioni di gravidanza clandestine

Innanzitutto ci vogliono quattordici euro, e non dovrebbe essere difficile procurarseli. Poi è necessaria una prescrizione di un medico, e qui invece qualche problema potrebbe esserci. Se però avete i soldi e il foglietto debitamente firmato, possedete il kit completo per il moderno aborto clandestino. Tramontati i tempi dei ferri da calza e degli spilloni, chi ha bisogno di aggirare la 194, la vergogna, i rimproveri di mamma e papà, gli anatemi di clericali e teo-dem, si affida al Cytotec, l’aborto-express come lo chiamano in un blog in spagnolo frequentatissimo dalle sudamericane in Italia, un farmaco che fra i suoi effetti ha anche questo: interrompere le gravidanze.«Gli aborti clandestini stanno aumentando, ora che la 194 è sempre meno applicata», hanno gridato le donne scese in piazza sabato 9 febbraio per la no-Vat, la manifestazione contro il Vaticano. «C’è un surplus di 14 mila aborti spontanei che risulta dai dati Istat e che nessuno sa che cosa rappresentino», denuncia Bruno Mozzanega, ricercatore cattolico della Clinica Ginecologica di Padova. Se fate un giro nei reparti di ginecologia degli ospedali italiani i medici ve lo confermeranno e vi parleranno proprio di questo farmaco dalla crescita impossibile da racchiudere in un numero: il Cytotec viaggia per cammini oscuri, nascosti ai più se non quando qualcosa va male, ed è necessario fare ricorso a un ospedale.

L’aborto-express sembra fatto apposta per superare ogni divieto. Di per sé sarebbe un gastro-protettore, da prendere quando si ha l’ulcera. Provoca anche forti contrazioni uterine e quindi l’aborto, ma questo è solo uno dei suoi effetti collaterali: in Italia è regolarmente registrato e in vendita in scatole da 50 pasticche bianche esagonali grandi più o meno un centimetro. Nessun medico può rifiutarsi di prescriverlo opponendo la sua obiezione di coscienza. E i farmacisti possono al massimo sostenere di non averlo e chiedere al loro grossista di inviarlo nel più breve tempo possibile. Anche perché come possono sapere il medico o il farmacista se davanti hanno una donna incinta o una donna sotto stress?

Fino al 2006 acquistarlo era uno scherzo, nemmeno la prescrizione era necessaria. I ginecologi hanno iniziato a capire che l’ulcera c’entrava poco o nulla quando si sono trovati a dover soccorrere in ospedale sempre più donne quasi in fin di vita con emorragie troppo forti per non destare sospetti. E alla fine le donne hanno ammesso: si erano imbottite di queste pillole per le quali la casa madre, la Searle, non solo non ha mai autorizzato l’uso come abortivo ma ha anche ufficialmente messo in guardia dal farlo. L’hanno sottolineato due mesi fa in un’interrogazione parlamentare molti onorevoli del centro-destra, da Pierferdinando Casini a Bruno Tabacci e Elio Vito, per chiedere un intervento del ministro della Salute. In un documento diffuso dalla Direzione scientifica della Searle, e firmato dal dottor Michael Cullen, si leggeva, infatti: «L’uso off label del Cytotec nelle donne in gravidanza ha prodotto seri eventi avversi, tra cui la morte materna o fetale; l’iperstimolazione uterina, la rottura o perforazione dell’utero, emboli da fluido amniotico, emorragie severe, ritenzione placentare, choc, eccetera». 

Tanto clandestino il suo uso, insomma, da non essere riconosciuto nemmeno dalla casa madre. E da lasciare quindi i medici in balia degli eventi. Bruno Mozzanega in un anno e mezzo come responsabile del servizio di guardia della sua clinica ne ha viste passare sei di donne con emorragie da Cycotec. Ha segnalato il pericolo finché nel 2006 l’Aifa, l’Associazione italiana per i farmaci, ha introdotto l’obbligo di vendita dietro presentazione di una ricetta medica non ripetibile e nominale, da conservare per sei mesi. 

Risultato? «E’ nato un fiorente mercato nero», spiega Silvio Viale, ginecologo di provata esperienza radicale, quello che ha introdotto la sperimentazione della pillola abortiva RU 486 all’ospedale Sant’Anna di Torino. Perchè non tutte possono farsi fare una prescrizione: non può farlo un’extracomunitaria senza permesso di soggiorno, ad esempio, nè un’italianissima minorenne incappata nella classica inesperienza sua e del suo partner. E allora che cosa fanno? 

Le extracomunitarie se la sbrigano con poco. Si rivolgono ai medici loro connazionali e si procurano in tempi rapidi le pasticche. Arrivano dalla Cina sulle navi insieme con i giocattoli e gli oggetti cheap, oppure dalla Romania ben annegate fra i vestiti di una normale valigia. Le minorenni qualche difficoltà in più possono incontrarla ma a venire loro in aiuto è il passaparola. Internet, innanzitutto. E’ tutto un fiorire di siti dove le pillole vengono vendute e comodamente spedite a casa. Ma ci sono anche indirizzi come www.womenonwaves.org, vere e proprie guide all’aborto-express con informazioni fin nei minimi dettagli. E alle ragazzine si consiglia come eventualmente mentire al farmacista per procurarsi il Cytotec ma anche di quali siti non fidarsi per gli acquisti online. Le minorenni più sprovvedute - quelle che proprio non riescono a convincere il farmacista che, ad esempio, la nonna ha l’ulcera, o quelle che non hanno una carta di credito personale o di un amico per comprare il Cytotec in rete - possono avvicinare una rumena o andare nei negozi cinesi della loro città: una confezione non gliela negherà nessuno. Certo, a patto di pagarla qualche euro in più rispetto al prezzo della farmacia. 

A questo punto la prima serie di difficoltà è superata. Resta l’ultima, la più rischiosa: prendere le pasticche. «E’ necessario essere informati sul suo uso - spiega Viale - Bisogna sapere che l’aborto non è mai immediato ma si ottiene con piccole dosi ripetute di pasticche a intervalli regolari. Non si deve eccedere rispetto alle dosi indicate altrimenti si corrono forti rischi». Possibilità di fallimento? «In un recente studio dell’Oms sulle interruzioni fino a 9 settimane la percentuale di aborti completi è stata superiore all’80%, gli aborti interni incompleti il 15% e i fallimenti il 5%», cita Viale. 

Insomma il Cytotec non funziona solo per due donne su dieci.  E allora  si fanno ricoverare per aborto spontaneo e ottengono comunque quel che volevano. «Alla fine è un metodo dal risultato garantito - avverte Bruno Mozzanega - in cui l’aborto non lascia alcuna traccia e quindi è evidente che le pratiche clandestine possono essere molto più numerose di quanto si pensi». Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita prova a azzardare anche una stima: «Almeno il doppio delle cifre ufficiali se si aggiungono anche gli aborti causati dal Cytotec o dalla pillola del giorno dopo, e quindi la 194 va rivista». Ma dal fronte laico Silvio Viale rilancia:. «E invece è proprio questa la dimostrazione che la 194 è necessaria, anzi va ancora di più liberalizzata. Le donne abortiscono comunque, bisogna garantire loro le condizioni di salute migliori per farlo». Il dibattito è aperto.

ABORTO, GARANTE PRIVACY AVVIA ACCERTAMENTI SU CASO NAPOLI

Saturday, February 16th, 2008

In relazione alla vicenda verificatasi nel reparto di ostetricia dell’Azienda universitaria Federico II di Napoli, il Garante per la protezione dei dati personali ha chiesto alla Questura di Napoli, alla Procura e all’Azienda ospedaliera circostanziate notizie e informazioni, allo scopo di valutare gli eventuali profili di propria competenza riguardo al rispetto dei diritti della persona interessata.

 ”Gli accertamenti del Garante - spiega una nota dell’Autorità - sono volti anche a verificare il quadro delle misure organizzative e tecniche adottate per assicurare la tutela dei diritti delle persone ricoverate per interventi relativi all’interruzione volontaria della gravidanza”.

SIT-IN DAVANTI POLICLINICO PER DIFENDERE 194

In difesa della 194 e della privacy delle donne. Questi gli obiettivi del sit-in promosso stamane dal comitato delle operatrici e degli operatori sanitari in difesa della Legge 194, riunitisi all’ingresso del policlinico universitario di Napoli, struttura al centro della vicenda delle indagini di polizia e procura su un aborto. “Diamo forza alla protesta per evitare che si torni al clima del ‘78 quando l’obiezione di coscienza veniva usata per coprire interessi di lobby private e di presunte posizioni politiche giocate sulla pelle delle donne”, si legge nel volantino distribuito ai passanti. “In tutti i Paesi europei il diritto di scelta rispetto alla maternità è un dato acquisito” ha detto Raffaele Salinas, responsabile provinciale sanità del Prc. “Al di là della denuncia politica - continua Massimo De Siena, responsabile regionale sanità Prc - vanno accertate le responsabilità penali di quanto è accaduto. E’ stata violata la privacy dei medici e soprattutto quella della donna che ha praticato l’interruzione volontaria di gravidanza”. “I corpi delle donne sono considerati come merce per presentare cartelli elettorali, proprio come fa Giuliano Ferrara” afferma De Siena. “La 194 è una legge moderna, frutto della battaglia delle donne e degli uomini di questo Paese - sottolinea Arturo Scotti di Sinistra Democratica. - Manifestiamo per chiedere alla politica italiana, soprattutto al Partito democratico e al Partito della libertà cosa pensano della 194, che secondo noi non deve essere tema di campagna elettorale”. Hanno partecipato al sit in anche Salvatore Napolitano di Rifondazione comunista, Anna Riccardi, responsabile organizzazione Lista democratica Napoli, Laura Santangelo, capogruppo della Provincia di Napoli di Sinistra democratica.

BERLUSCONI, NON TOCCHEREMO 194“Non toccheremo la 194. Io non credo si debba cambiare l’attuale legge ma applicarla meglio”. Lo ha detto Silvio Berlusconi, a Tv7 a proposito dell’interruzione di gravidanza

TURCO, OGGI CHIESA ‘POCO AMOREVOLE’

Una chiesa “poco amorevole” in un momento culturale come quello presente, nel quale “i temi etici sono diventati rilevanti e irrompono nel dibattito pubblico”:il ministro della Salute, Livia Turco, è critica verso la scelta, fatta dalle “gerarchie ecclesiastiche”, di utilizzare in questo senso i temi etici. Lo ha detto lo stesso ministro nella video-chat organizzata oggi dal quotidiano L’Unità. Per Livia Turco sono “fuori discussione la responsabilità e la libertà della chiesa nel promuovere il suo punto di vista e i suoi valorì. Questo, ha aggiunto, “fa parte della ricchezza del nostro Paese”. Tuttavia, ha rilevato, “tante volte leggo un indirizzo prevalente di indicare grandi temi etici come motivo per la costruzione di un’identità culturale, come un ambito che sancisca una precisa identità culturale”. Relativamente ai temi etici, ha rilevato il ministro, “la chiesa propone un corpo compatto in cui non è facile fare esercizio di mediazione. Credo - ha detto ancora - che sia stata più produttiva la stagione in cui la chiesa si proponeva come lievito, come dialogo”, inteso come “entrare e farsi carico, essere amorevole nei confronti della vita delle persone. Oggi sento la chiesa poco amorevole”.

CASINI, NON TOCCARE LA 194,SI RISCHIA LEGGE PEGGIORE

“La legge 194 non va toccata perché si rischia di avere una legge peggiore”. Lo ha detto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, intervenendo a Benevento ad una manifestazione elettorale per annunciare la candidatura alla presidenza della Provincia del deputato Erminia Mazzoni. “Il problema non è rifare la legge - ha proseguito Casini - ma capire se sia stata attuata nella parte in cui si parla di tutela della vita”. Casini ha quindi proposto l’istituzione nella prossima legislatura di una commissione di inchiesta. Riferendosi a quanto avvenuto nei giorni scorsi a Napoli ha criticato l’intervento della magistratura ritenendo però che queste vicende non debbano essere affrontate con “isterismo”.

AVVENIRE, ALIMENTATO UN ALTRO CASO MEDIATICO

Sulla vicenda di Silvana, la donna che appena dopo aver subito un aborto terapeutico al Nuovo Policlinico di Napoli è stata interrogata dalla polizia intervenuta in seguito ad una denuncia anonima, si è creato “un altro caso mediatico”. Lo scrive “Avvenire” in un articolo di cronaca in cui si rileva anche che “lo scandalo di cui ci si deve occupare” non è il blitz della polizia, quanto quello di un “aborto consumato in solitudine nel bagno dell’ospedale”. “Un’altra scelta deve esserci sempre - si legge nell’articolo sul quotidiano dei vescovi - non si può mai lasciare una donna spalle al muro davanti al bivio dell’aborto. Ma di questo nelle piazze e sui giornali non si è sentito parlare: si è invece tentato di rendere incandescente il clima alimentando incidenti e creando un altro caso mediatico, proprio mentre la ricostruzione dei fatti di Napoli faceva affiorare più di un dubbio sulla versione sbrigativa della prima ora”.

Fonte: Ansa.it

Le donne in piazza in tutta Italia

Friday, February 15th, 2008

 Una cosa è certa: è stata “una dichiarazione di guerra”, un “atto illegale”, un “attacco alle donne e alla loro autodeterminazione”. Una cosa è chiara: è necessario “alzare i toni”, “rispondere”, “saranno tempi bui”. All’assemblea romana che si è tenuta alla Casa delle Donne c’è molta disciplina e decisione. Un intervento dietro l’altro, senza perdere tempo, senza chiacchiere inutili, viene organizzata la risposta al “blitz” di Napoli. Su questo argomento tutto è stato detto, ora bisogna di nuovo farsi sentire.

E così, in modo veloce e spontaneo, è stato in diverse città dove oggi pomeriggio ci saranno mobilitazioni. Sono previsti presidi davanti agli ospedali, dalla Mangiagalli di Milano al Sant’Orsola di Bologna, sempre a Milano un appuntamento è in piazza San Babila alle 18, a Roma invece davanti al ministero della Salute alle 17, a Napoli in piazza Vanvitelli alle 17.

È stata una reazione immediata, quella delle femministe e di molte donne, voci indignate e “furenti” si sono levate dalle assemblee, si è mosso quel movimento sommerso, quella rete di donne (dai partiti ai collettivi) che non sempre si vede ma esiste, non è un ritorno al passato, dicono, ma è di nuovo “qui e ora” intorno ad una questione strategica: la possibilità di scelta della donna.

La risposta sarà capillare ma questo, promettono le organizzatrici, è solo l’inizio, partiranno anche iniziative legali e “sarà necessario affrontare di nuovo, dopo tanti anni, la questione dei medici obiettori, quei ginecologi che per fede ma spesso per carriera non praticano interruzioni di gravidanza e rendono difficile applicare la legge nelle strutture pubbliche”. Dice una “veterana” delle lotte delle donne all’assemblea romana: “Quello che è accaduto a Napoli non è stato un caso, avevano iniziato già con la legge 40, ma tutti a dire “non oseranno toccare la 194″, invece vogliono farlo o meglio tenteranno di sabotarla.

L’autodeterminazione delle donne”, aggiunge rivolta alle più giovani, “ricordatevelo: fa ancora paura”.
A Milano la Rete delle donne ha deciso che da San Babila una delegazione andrà in prefettura. “Chiediamo al prefetto garanzie precise che a Milano venga rispettata la legge 194″, dice Lella Brambilla. “Ci preoccupa che le forze dell’ordine a Napoli abbiano risposto ad una telefonata anonima, potrebbe essere l’inizio di una sequenza di iniziative per creare un clima di panico e intolleranza verso le donne che devono affrontare il calvario dell’aborto”.

E’ quella di Napoli però la manifestazione più eterogenea e con più adesioni. “Daremo voce a chi normalmente non ce l’ha. Per parlare di donne, per ribadire il nostro sdegno per quanto accaduto al Policlinico, ma anche per dire alla politica cosa le donne davvero si aspettano”, dice Stefania Cantatore, che a Napoli rappresenta l’Udi, Unione Donne in Italia.

Ma a Napoli non ci saranno solo donne. Anche rappresentanti di associazioni, sindacati. E politici, dai Comunisti italiani a Rifondazione ai Verdi. Compresi ministri e sottosegretari. Il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, dà la sua “piena adesione contro un atto inqualificabile”, partecipano anche le ministre Linda Lanzillotta (Affari regionali) e Barbara Pollastrini (Pari opportunità). “Invitiamo i politici a prendere una posizione chiara”, hanno chiesto all’assemblea romana, “vogliamo sapere chi sono quelli che in parlamento difenderanno la legge 194 e chi no. Non è il momento di essere ambigui, come lo sono molti anche a sinistra, perché non ci sono solo i voti dei cattolici ma anche i nostri”.

(14 febbraio 2008)