Archive for September, 2008

Casalinghe consolate

Tuesday, September 30th, 2008

Casalinghe disperate? Sì certo, ma per poco ancora, da quando hanno scoperto che il computer le può consolare. Secondo l’indagine dell’«Associazione Donne e Qualità della Vita», tre casalinghe italiane su quattro (77%) confessano per le nuove tecnologie (computer, fotocamere digitali, mp3) «una vera passione». Ben più sviluppata di quella di manager e imprenditori (71%), che in teoria dovrebbero essere le categorie sociali più aperte all’innovazione.

E’ un bel salto di qualità rispetto all’era della casalinga di Voghera, che simboleggiava il grado minimo dell’istruzione e dell’apertura al mondo. Stanche di spolverare gli inerti pc, stufe di urlare alla prole «basta col computer è ora di fare i compiti», indispettite di attendere languide nel talamo il consorte che restava appiccicato allo schermo a smanettare chissà dove, hanno preso il toro per le corna e studiato il problema. Da Milano a Matera c’è stato un pullulare di corsi informatici dedicati a loro, in comodi orari mattuttini per conciliare tastiera e spesa. All’inizio le signore ignoravano cosa fosse un «nickname» e che si potessero scaricare foto sexy di George Clooney. Poi l’alfabetizzazione ha fatto miracoli: ora il 74% delle casalinghe dichiara di navigare in Internet.

Lo strano totem è diventato uno strumento utilissimo. Per migliorare la vita. E per riempire meravigliosamente il tempo. I siti dedicati alle casalinghe informatiche sono moltissimi. Contengono forum sugli argomenti più svariati. Consigli sul frigorifero, sul ragù, ma anche sull’uso dei sex toys, sempre più sdoganati dalle dive e dalla tv. E dato che andarli a comprare è ancora un filino imbarazzante, il web fornisce l’aiutino: grazie al corso sull’e-commerce, si fa l’ordine on line e l’agognato oggetto arriva a domicilio in un discreto pacchetto.

Le furbissime le «casalinghe collegate» hanno imparato a usare Skype per risparmiare sui telefoni. Frequentano i social network per muoversi meglio nel mondo, scoprono come fare ricorsi al giudice di pace o togliersi il dubbio sul figlio che si droga. Grazie ai blog si scoprono poetesse e scrittrici, perché, forti dell’esperienza, possono essere più spiritose di Bridget Jones e più malinconiche di Virginia Woolf. Un tempo chiacchieravano davanti a un tè o un banco del mercato, ora, grazie alla web cam partecipano a party virtuali immensi. Nelle chat possono facilmente trovare avventure romantiche. Spesso il cyber amante, passato alla realtà, si rivela un carciofone peggio del marito, ma esperte come sono di fornelli riescono a gestire abbastanza bene il salto dalla padella alla brace.

Naturalmente le sedule madri di famiglia, nei questionari, dichiarano di usare internet per scopi nobili, tipo controllare le e-mail (72,6%), aggiornamento culturale (58,9%), leggere giornali (39,3%). Ma la casalinga che scopre i siti di file-sharing non la smette più di scaricare musica, e frega l’i-pod alla figlia per costruirsi personali compilation. E nella dilagante mania del poker planetario ne trovi sempre più ai tavoli di texas hold’em. Il pc permette di lanciarsi in arditi «all in» anche se hanno i bigodini in testa o l’arrosto sul fuoco.

Fonte: La Stampa

I matrimonialisti: tra le mura domestiche è una strage continua

Monday, September 29th, 2008
L’allarme degli avvocati: «Morti in famiglia prima piaga nazionale. Ogni giorno nei nostri ospedali centinaia di feriti per liti tra le mura domestiche»
ROMA
«La morte dei due bambini pisani, uccisi ieri a martellate dal padre, rappresenta la sintesi di un vero e proprio dramma nazionale che non può più essere sottovalutato dalle forze politiche e dalla magistratura». L’allarme del presidente nazionale dell’Associazione Matrimonialisti Italiani avvocato Gian Ettore Gassani segue di poche ore l’ultima tragedia avvenuto a Pisa. Gassani annuncia che l’Ami invierà ai ministeri di Grazia e Giustizia e Interni «una relazione dettagliata chiedendo un’audizione». «È indubbio che la recrudescenza di vere e proprie stragi in famiglia rappresenti la prima piaga nazionale: quella che annualmente produce più vittime della malavita e del terrorismo messi insieme».

«La scia di sangue dei morti in famiglia continua - aggiunge Gassani -. In nessuna altra parte del mondo si registrano i dati statistici italiani relativi alle vittime da strage familiare. Spesso dietro queste immani tragedie, che di fatto annientano interi gruppi familiari (e che spesso si concludono con la morte dello stesso omicida-suicida) si registra la solitudine di coppie di coniugati o conviventi in grave conflitto tra loro. La gran parte di questi fatti di sangue deriva da separazioni e divorzi gestiti non sempre al meglio e le cui vicende spesso vengono sottovalutate dagli addetti ai lavori. Ogni giorno vengono emessi dagli ospedali italiani centinaia di referti medici attestanti lesioni in danno di donne e bambini subite tra le mura domestiche».

Fonte : La Stampa

«La pillola anticoncezionale fa male ma non si vuole che venga detto»

Sunday, September 28th, 2008

Ci sono metodi naturali che aiutano ad amarsi, così come ci sono studi scientifici che non vengono conosciuti sul male che la pillola anticoncezionale fa. Su questo non c’è informazione, non si vuole fare informazione. La Chiesa difende il principio del metodo naturale». Lo ha detto monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense e presidente della Pontificia Accademia per la vita nel corso dell’incontro con gli studenti organizzato dall’Osservatorio permanente giovani editori.

NON CONFONDERE AMORE CON PASSIONE - «Nessun Papa, nessun vescovo, nessun uomo di chiesa può venir meno a questo principio», ha sottolineato mons. Fisichella. «Più cresce la fede e più cresce la consapevolezza dello stile di vita che una persona deve seguire. La Chiesa pensa che la natura vada rispettata per quello che è. Non bisogna confondere amore con passione. A 15 anni non è bene che dopo un breve periodo si pensi ad avere un rapporto completo perché l’amore è anche idealità». Poi mons. Fisichella ha richiamato i giovani. «Tendete ad anticipare molto stili di vita che a lungo andare portano ad annoiarsi. Quando a 15 anni cominciate a vivere con una coetanea come marito e moglie, che accadrà quando ne avrete trenta?» (Fonte : Corriere della Sera)

Monsignor Fisichella ha diritto a consigliarci condotte morali, è il suo lavoro, ma non ha diritto a diffondere notizie fasulle!

La battaglia della Chiesa contro la contraccezione è una battaglia lunga e dolorosa, basti pensare alla diffusione dell’AIDS in un continente come l’Africa o al numero di bambini morti per malnutrizione nelle nazioni povere.

Però se dopo cinquecento anni hanno riabilitato Galileo e si sono convinti che la Terra gira prima o poi si renderanno conto dell’utilità dei metodi anticoncezionali.

Ma, ribadisco il concetto, ognuno è libero di consigliare quello che crede.

Quello che monsignor Fisichella non può fare è spaventare le donne!

E diffondere notizie terroristiche e prive di fondamento !

A bientot

il telefono può aiutarti…

Saturday, September 27th, 2008

     Telefono rosa

Viale Mazzini, 73 - 00195 Roma - tel. 06/37518261/2 - Fax. 06/37518289

I centri antiviolenza in ordine alfabetico per città:

ANCONA 
CASA DELLE DONNE - TELEFONO ROSA 
Federazione Casa delle Donne c/o Donne e Giustizia 
Via Cialdini, 23 - 60122 ANCONA Tel. 071/204680 
AOSTA 
CENTRO DONNE CONTRO LA VIOLENZA 
Federazione Casa delle Donne c/o Consulta Regionale Femminile della Valle d’Aosta  
Viale dei Partigiani, 52 - 11100 AOSTA Tel. 0165/238750 - Fax 0165/42242 
 
AREZZO 
ASSOCIAZIONE CONTRO LA VIOLENZA E IL MALRATTAMENTO SULLE DONNE 
Piazza Santa Maria in Gradi, 4 - 52100 AREZZO Tel. 0575/355053 - prontodonna@interfree.it 
 
BARI 
CENTRO ANTI VIOLENZA 
Associazione Aracne 
Via Lombardi, 12 - 70100 BARI Tel. 080/5218389 
BELLUNO 
ASSOCIAZIONE BELLUNO DONNA  
Tel. 0437/987577 
BERGAMO 
AED FEMMINISMO (associazione Educazione Demografia) 
Passaggio Canonici Lateranensi, 22 - 24121 BERGAMO (Parcheggio: Via Camozzi, 95 - scala D) 
Tel. 035/244337 - Fax 035/235660 
BERGAMO  
COMITATO PROVINCIALE CONTRO LA VIOLENZA SESSUALE 
C/o Consultorio AIED (Ass. Italiana Educazione Demografica) 
Via Angelo Mai, 18/c - 24100 BERGAMO Tel. 035/232600 - Fax 035/213230  
BOLOGNA  
CASA DELLE DONNE PER NON SUBIRE VIOLENZA 
Associazione gruppo di lavoro e di ricerca sulla violenza alle donne 
Via dell’Oro, 3 - 40124 Bologna Tel. 051-333173Fax 051-3399498  
BOLOGNA  
GRUPPO GIUSTIZIA UDI 
Via Castiglione, 26 - 40124 BOLOGNA Tel. 051/232313 - 236849  
BOLOGNA  
S.O.S. DONNA 
Via XXI Aprile, 3 - 40134 BOLOGNA Tel. 051/43435  
BOLZANO  
CASA ALLOGGI PROTETTI/VEREIN HAUS 
Geschutzen Wohnungen des Katholischen Familienerbandes Sudtirols  
39100 BOLZANO - Casella Postale 103  
BOLZANO  
ASSOCIAZIONE GEA  
Centro d’Ascolto Antiviolenza  
via del Ronco 17  
39100 Bolzano - Tel. 0471/513399 Fax. 0471/513398  
Linea d’emergenza attiva 24 ore su 24 Numero verde: 800 27 64 33 
BRESCIA  
ASSOCIAZIONE CASA DELLE DONNE 
Via S. Faustino 38 - 25122 BRESCIA Tel. 030/2400636  
BRINDISI  
IO DONNA 
c/o Centro Documentazione Donna 
Via Cappuccini, 8 - 72100 BRINDISI Tel. e Fax 0831/522034  
e-mail: associazioneiodonna@supereva.it  - sito internet: http://freeweb.supereva.com/associazioneiodonna/ 
CAGLIARI  
ADVOCATE  
c/o Arcidonna La Luna Nera 
Via Barcellona, 80 - 09128 CAGLIARI Tel. 070/652675  
CASERTA  
TELEFONO ROSA 
Associazione Spazio Donna c/o USL 15 
Via Roma, 169 - 81100 CASERTA Tel. 0823/354126  
CATANIA 
CENTRO ANTIVIOLENZA THAMAIA 
Via G. Macherione, 14 - 95125 CATANIA Tel. 095/7223990 
centroav@thamaia.org - www.thamaia.org 
CESENA  
TELEFONO DONNA 
c/o Centro donna 
Piazza del Popolo, 9 - 47023 CESENA (FO) Tel. 0547/356462 - Fax 0547/356329  
CHIETI  
TELEFONO ROSA 
Associazione Il filo di Arianna 
Via Cesare De Lollis, 23 - 66100 CHIETI Tel. 0871/347999  
COMO  
TELEFONO DONNA 
Via Zezio, 60 - 22100 COMO Tel. 031/304585 - Fax 031/09374 
segreteria@telefonodonnacomo.it - www.telefonodonnacomo.it 
COSENZA  
TELEFONO FOSA 
Centro contro la violenza delle donne “Roberta Lanzino” 
Via Caloprese, 56 - 87100 COSENZA Centro tel. 0984/3631 - Telefono Rosa 0984/36211  
CREMA  
COMITATO DONNE CONTRO LA VIOLENZA  
C/o Camera del lavoro 
Via Carlo Urbino, 9 - 26013 CREMA  
CREMOMA  
A.I.D.A. - Associazione Incontro Donne Antiviolenza Onlus 
Via Beltrami 13 - 26100 Cremona - Tel 0372/30113 - Fax 0372/566288 - cell. 338/9604533  
www.sitisolidali.it/siti/aida - aida.onlus@virgilio.it 
L’Associazione si occupa di donne che subiscono maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, in famiglia e in qualsiasi altro luogo.  
Si offre: ascolto telefonico, consulenza legale e psicologica, informazioni ed indicazioni su servizi e strutture terriroriali. 
Presidente dell’Associazione: Rossella Casarini 
CUNEO  
TELEFONO DONNA c/o ARCI 
Via Carlo Emanuele, 34 - 12100 CUNEO Tel. 0171/631515  
EMPOLI  
CENTRO AIUTO DONNA - LILITH  
c/o Pubbliche Assistenze Riunite di Empoli 
Via XX Settembre, 17 - 50053 - Empoli (Firenze) Tel. 0571/725156 
FAENZA  
SOS DONNA 
c/o Centro tutela diritti 
Via Bubani, 7 - 48018 FAENZA (RA Tel. 0546/664386 - Fax 0546/27182  
FERRARA  
CENTRO DONNA GIUSTIZIA 
C/o UDI 
Via Terranova, 12/B - 44100 FERRARA Tel. e Fax. 0532/247440  
FIRENZE  
CENTRO DONNE CONTRO LA VIOLENZA “KATIA FRANCI” 
Associazione Artemisia 
Via del Mezzetta, 1 - 50135 FIRENZE Tel. 055/602311 - (abuso minori) 055/603234  
FORLI‘ 
CENTRO DONNA 
Via Tina Gori, 58 - 47100 FORLI’ Tel. 0543/712660 - Fax. 0543/712670 - email: centrodonna@comune.forli.fo.it 
GENOVA  
CENTRO ACCOGLIENZA DONNE MALTRATTATE  
C/o UDI 
Via Cairoli, 14/7 - 16125 GENOVA Tel. 010/2461715 - Fax 010/2461716  
GROSSETO  
CENTRO PARI OPPORTUNITA’ AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GROSSETO 
Via Oberdan, 14 - 58100 GROSSETO Tel. 0564/20027 - Fax 0564/2118  
LAMEZIA TERME 
TERME CENTRO LILITH 
Via Garibaldi, 83 - 88046 LAMEZIA TERME (CZ) Tel. 0968/201713  
LATINA  
TELEFONO DONNA 
C/o Centro donna Lilith 
Via D’Azeglio, 19 - 04100 LATINA Tel. 0773/664165 - Fax 0773/48035  
LA SPEZIA  
TELEFONO DONNA 
Associazione Codice Donna c/o UDI 
Via Corridoni, 5 - 19100 LA SPEZIA Tel. 0187/703338  
L’AQUILA  
BIBLIOTECA DELLE DONNE MELUSINE  C/o AIED 
Via dell’Annunziata, 7 - 67100 L’AQUILA Tel. 0187/703338   
LECCO  
TELEFONO DONNA c/o UDI 
Via Parini, 6 - 20053 LECCO Tel. 0341/363484  
LIVORNO  
CENTRO DONNA 
Servizio del Comune di Livorno 
Via Largo Strozzi - 57100 LIVORNO Tel. 0586/890053  
LIVORNO  
CENTRO TUTELA CARDIACA PER DONNE E MINORI 
Via Pieroni, 27 - 57100 LIVORNO Tel. 0586/887009  
MANTOVA  
TELEFONO ROSA 
Via Dario Tassoni, 14 - 46100 MANTOVA Tel. 0376/225656  
MERANO   
PER LE DONNE, CONTRO LA VIOLENZA FUR FRAUEN, GEGEN GEWALT 
Corso Liberta’, 184 - 39012 MERANO (BZ) Tel. 0473/222335 - Fax 0473/222140  
MESSINA  
CEDAV ONLUS  - CENTRO DONNA ANTIVIOLENZA 
Via Campo delle Vettovaglie, 98122 MESSINA 
telefono : 09715426- 800225858 - Fax 090 670931 
MILANO  
CASA DI ACCOGLIENZA DELLA DONNE MALTRATTATE 
Via Piacenza, 14 - 20135 MILANO Tel. 02/55015519 - Fax 02/55019609  
MODENA  
CENTRO CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE 
C/o Casa delle donne 
Via del Gambero, 77 - 41100 MODENA Tel. 059/361050 - Fax 059/361369  
MODENA  
GRUPPO GIUSTIZIA  
Via del Gambero, 77 - 41100 MODENA Tel. 059/366012 - Fax 059/374710  
MONZA   
CENTRO AIUTO ALLE DONNE MALTRATTATE - CADOM 
Via Mentana, 43 - 20052 MONZA (MI) Tel. 039/2840006 - Fax 039/2844515 
e-mail:cadomonza@centrodonnemaltrattate.191.it  - sito: www.cadom.it 
NAPOLI  
SPORTELLO ROSA 
Piazza Garibaldi 101 presso la sede Filcams - Cgil, Napoli Tel. 081/2449827 
NAPOLI  
ONDA ROSA 
Associazione di volontarie 
Via Carducci, 29 - 80100 NAPOLI Tel. 081/426368  
PADOVA  
CENTRO VENETO PROGETTO DONNA 
Via Tripoli, 3 - 35100 PADOVA Tel. 049/8721277 - Sito: www.centrodonnapadova.it  
PALERMO  
CENTRO DI ACCOGLIENZA PER DONNE IN DIFFICOLTA’ 
C/o UDI 
Via XX Settembre, 57 - 90141 PALERMO Tel. 091/327973  
PARMA  
ASSOCIAZIONE CENTROANTIVIOLENZA 
Via del Farnese, 23 - 43100 PARMA Tel. 0521/238885 - Fax 0521/23894  
PAVIA  
ASSOCIAZIONE PROVINCIALE DONNE CONTRO LA VIOLENZA 
Porta Pertusi, 6/A - 27100 PAVIA Tel. 0382/32136  
PERUGIA  
TELEFONO DONNA 
Centro per le Pari Opportunità della Regione dell’Umbria 
Palazzo Maltauro, Via Fontivegge 51, 06124 Perugia 
Numero verde: 800861126 
PESCARA  
TELEFONO ROSA 
Via Modesto della Porta, 24 - 65124 PESCARA Tel. 085/64535 - Fax 085/691345  
PIACENZA  
ASSOCIAZIONE “CITTA’ DELLE DONNE” TELEFONO ROSA PIACENZA 
Via G. Landi n. 8 - 29100 PiacenzaTel. 0523/334833 - mail: telefonorosapiacenza@libero.it 
Attività: accoglienza telefonica, accoglienza personale, consulenza legale gratuita, consulenza psicologica, informazione servizi territoriali, informazione/prevezione nelle scuole, ricerca, formazione. Dal mese di Maggio 2008 sarà operativa la prima casa accoglienza ad indirizzo segreto per donne vittime di violenza. 
PISA  
TELEFONO DONNA 
Associazione Casa della donna 
Via Galli Tassi, 8 - 56100 PISA Tel. e Fax 050/561628  
POTENZA   
TELEFONO DONNA  
C/o AVIS Associazione telefono donna 
Via dei Ligustri, 32 - 85100 POTENZA Tel. 0971/ 55551  
RAVENNA  
LINEA ROSA 
Via Garatoni, 12 - 48100 RAVENNA Tel. e Fax 0544/216316  
RIVA DEL GARDA  
ASSOCIAZIONE CULTURALE TELEFONO DONNA 
Viale 1° Maggio, 1 - 33066 RIVA DEL GARDA (TN) Tel. 0464/556000  
ROMA 
CENTRO DONNA L.I.S.A. 
Via Rosina Anselmi 41/42 - Tel. 06/87141661 - 5811473 - Fax 06/87230457 
e-mail: donneingenere@tiscalinet.it ; sito: www.centrodonnalisa.it 
ROMA  
CENTRO ANTIVIOLENZA 
Associazione Differenza Donna 
Viale di Villa Pamphili, 86/B - 00100 ROMA Centro: Tel. 06/5810926 - 5811473 - Fax 06/5811473  
ROMA  
TELEFONO ROSA 
Via Tor di Nona, 43 - 00100 ROMA Tel. 06/6832690 - 6832820 
Viale Mazzini, 73 - 00195 ROMA Tel. 06/37518261 06/37518262 fax 06/37518289 e mail telefonorosa@libero.it  
SALERNO  
LINEA ROSA 
Associazione Spazio Donna 
P.zza Veneto, 2 - 84100 SALERNO Tel. 089/254242  
SAVONA  
TELEFONO DONNA 
(Consulta della Provincia) 
Via Sormano, 12 - SAVONA Tel. 019/870065  
SIRACUSA 
ASSOCIAZIONE E CENTRO ANTIVIOLENZA “LE NEREIDI”  
TORINO  
TELEFONO ROSA DI TORINO 
Via Assietta 13/A - 10128 Torino Tel. 011/530666 - 011/5628314 - Fax 011/549184 
TORINO 
ASSOCIAZIONE DONNE CONTRO LA VIOLENZA 
C/o Casa delle Donne 
Via Vanchigia, 3 - 10124 TORINO Tel. 011/8122519 - Fax 011/837479  
TOLMEZZO (UDINE) 
Sportello Antiviolenza - Associazione IOTUNOIVOI - Donne Insieme 
Via Spalto 9/G - Tolmezzo - Tel. 0433/94094 - fax 0433/457654 - cell. 320/4242936 - ass.idi@infinito.it - www.iotunoivoi.it 
TRENTO  
ASSOCIAZIONE LAICA FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’ 
Via S. Francesco d’Assisi, 10 - 38100 TRENTO 
Tel. 0461/235008 - 233528 TRENTO vedi RIVA DEL GARDA  
TRENTO  
CENTRO ANTIVIOLENZA DI TRENTO 
Via della Dogana, 1 - 38100 TRENTO 
Tel. 0461/220048 - Fax 0461/223476 - 233528 - centroantiviolenzatn@tin.it - www.centroantiviolenzatn.it  
TREVISO  
TELEFONO ROSA 
Via Canova, 44 - 31100 TREVISO Tel. 0422/53022  
TRIESTE  
GOAP Centro antiviolenza 
Via S. Silvestro 3/5  - 34132 TRIESTE Tel./Fax 040/3478827 - www.goap.it - info@goap.it  
VARESE 
ASSOCIAZIONE EOS 
Centro ascolto donna  
Via Staurenghi 24, 21100 Varese Tel. 0332/231271 fax 0332/496511-  eosvarese@virgilio.it 
VENEZIA - MESTRE  
ASSOCIAZIONE DONNE CON LE DONNE 
C/o Centro Donna 
Viale Garibaldi, 155/A - 30174 VENEZIA - MESTRE Tel. 041/5342991 - Fax 041/5342862  
VENEZIA - MESTRE  
CENTRO ANTIVIOLENZA c/o Centro Donna 
Via Garibaldi, 155/A - 30174 VENEZIA-MESTRE Tel.041/5349215 - Fax 041/5342862  
VERONA  
TELEFONO ROSA di VERONA 
Via Poiano, 26  - POIANO  (VR) Tel.045/550770 - Fax 045/8709847 
VICENZA  
DONNA CHIAMA DONNA  
Via Torino, 11 - VICENZA Tel/Fax 0444/542377 - bogarf@iol.it 

Nel Mali le «donne del karité», storia di una battaglia (vincente) al femminile

Friday, September 26th, 2008

 Burro di karité. Si chiama così la speranza di un gruppo di donne del Mali, e precisamente del distretto di Kati, nel Koulikoro. Il loro lavoro si scontra ogni giorno con l’arretratezza dei mezzi e delle tecnologie che non permette di valorizzare quella che è diventata una risorsa fondamentale per il Paese: il burro di karité appunto, un ingrediente di uso comune in cosmetologia, noto per le sue proprietà emollienti, protettive, idratanti e antiossidanti. Sono loro, le donne di Kati (soprannominate «donne di karitè») le destinatarie di un progetto di Cesvi, organizzazione umanitaria di Bergamo, e Just Italia, azienda veronese di cosmetici e prodotti naturali. Obiettivo: sostenere il lavoro e i diritti delle donne maliane attraverso percorsi di formazione, costruzione di opere, acquisto di attrezzature e materiali per un valore di 40mila euro.

UN PICCOLO MIRACOLO» - Ad oggi nel Mali le donne raccolgono le noci a mano, ad una ad una; l’estrazione della farina e del burro avviene con sistemi rudimentali e faticosi. Il progetto punta a dar loro una formazione professionale, costruendo anche un magazzino centrale e 15 piattaforme di essiccazione, fornendo attrezzature per la lavorazione e conservazione del burro di karité: dai barili ai teli di plastica fino alla pesa e ai contenitori necessari per lo stoccaggio. Quella del karité è una storia di donne che fanno squadra, che lavorano con altre donne lottando per una migliore qualità della vita. «Il progetto è partito anche grazie alla determinazione delle donne che producono il karité - spiega Agata Romeo, responsabile Cesvi del progetto -. Le donne stesse mi hanno spiegato quale fosse la sfida: si tratta di migliorare la qualità del burro e di venderlo affinché anche le donne possano contribuire al sostentamento economico di tutta la famiglia. Donne che hanno un reddito: una specie di rivoluzione se si pensa al ruolo cui esse sono confinate nella cultura Bambara (l’etnia di maggioranza in questa parte del Mali). È una rivoluzione anche per gli uomini che consentono questa attività e che ultimamente la appoggiano esplicitamente. Quello che si sta producendo in questi villaggi è un piccolo miracolo».

Fonte: Corriere della Sera

 

 

Giovani bocciati in contraccezione Per molti “è compito delle ragazze”

Thursday, September 25th, 2008

Si assegnano medaglie d’oro e d’argento nella contraccezione consapevole ma, in realtà, i giovani italiani sono un mezzo disastro. La metà ritiene l’educazione sessuale “inutile” e per due su tre la protezione nei confronti di gravidanze indesiderate è compito “di lei”. Sono alcuni dei risultati di un sondaggio della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, la SIGO, presentati oggi a Londra, in occasione della giornata mondiale della contraccezione che si celebra il 26 settembre.

Una desolante fotografia, scattata durante l’estate a 1200 giovani da Como alla Sicilia, attraverso un’indagine, non scientifica ma statisticamente significativa, dal titolo “Sesso, conosci le regole del gioco?”, associata ai Summer Games Tour 2008, una manifestazione che ha attraversato tutta la penisola in 20 tappe.

La scarsa conoscenza delle “regole del gioco” non stupisce più di tanto, considerato che l’Italia è ormai uno dei pochissimi paesi a non aver introdotto a scuola uno spazio dedicato alla conoscenza del proprio corpo, alla contraccezione, alla protezione dalle malattie sessualmente trasmesse, che non a caso sono in aumento proprio tra le giovanissime. Stupisce invece, e molto, che in un campione composto al 78 per cento da donne, la maggior parte (62%) ritenga che sia un compito femminile, e non della coppia, quello di evitare di “correre rischi” durante l’amore.

“E’ importante informare i ragazzi sulla contraccezione - spiega il professor Giorgio Vittori, presidente della SIGO - e su come proteggersi dalle malattie trasmesse sessualmente. Per questo, a parte il sito (www. sceglitu. it), e un numero verde (800.555.323, attivo nei giorni feriali dalle 14 alle 17), che è una specie di call center per le informazioni sulla contraccezione, abbiamo utilizzato You Tube e Second life. Inoltre gli opuscoli a vignette che spiegano come funzionano i mezzi contraccettivi e suggeriscono la doppia protezione, pillola e profilattico, verranno distribuiti a breve ai concerti, negli ambulatori dei ginecologi, ma anche in piscine e palestre. E ho avuto la disponibilità di Farmindustria per una campagna di informazione su contraccettivi e malattie sessualmente trasmesse nelle farmacie italiane. Un risultato importantissimo”.

Ma non l’unico. Per la prima volta, infatti, grazie ad un accordo con il CONI, la contraccezione entrerà anche nel mondo dello sport. “Proporremo ai ragazzi i messaggi attraverso personaggi giovani, vincenti, di successo - precisa Diana Bianchedi, campionessa olimpica di fioretto a Sidney e medico dello sport - è importante che si faccia capire, attraverso le maternità pianificate della Vezzali o di Josefa Idem, per esempio, che la propria vita sessuale e riproduttiva va tutelata, così come una contraccezione sicura. Ed è importante che gli opuscoli messi a punto dalla Sigo si troveranno nelle palestre e nelle piscine di tutto il paese”.

Dunque informazione, tanta informazione. E, in parte, i risultati di questa indagine, ragiona Alessandra Graziottin, direttore del centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano, sono un’implicita accusa a noi adulti, medici, genitori, istituzioni, che non sappiamo stimolare i ragazzi su un tema così prioritario. “E’ necessario che non solo scuola, genitori, medici e pediatri raggiungano i ragazzi. Ma che lo si faccia con programmi efficaci, già sperimentati in altri paesi: la comunicazione deve essere da maschio a maschio o da donna a donna, ci deve essere vicinanza d’età tra chi spiega e chi ascolta e, se il contesto è multirazziale, uguaglianza di razza. Difficilmente un ragazzo starà a sentire una donna, ma un allenatore di calcetto o un giovane campione di nuoto avrà tutta la sua attenzione”.

Fonte: La Repubblica

Le nuove Lolite, messaggini e filmati su internet:così Baby Pikkolina adesca i grandi

Wednesday, September 24th, 2008

 Forse al lavoro, o a tavola, o al telefono, magari davanti alla tivvù, comunque lontanissimi, e dispersi, e senza bussola, anche se il mondo dei propri figli è lì a due passi, oltre un corridoio,  in un territorio delimitato dal confine di una parete, e di una porta chiusa. Chissà cosa fanno e cosa pensano, i genitori di Bambolina, di Cuccioletta ’94, di Piskelleta, di Venere Maliziosetta ’92, di Baby Pikkolina, di Ilona Tossika ’95, di tutte le altre, mentre le figlie e si avventurano tra gli agguati digitando, navigando sui siti di incontri per giovanissimi più frequentati, dissimulando la propria identità dietro un nickname, lasciando fluire oscenità in forma di parole, di foto, di immagini, di appuntamenti, progetti di sesso occasionale. E qualche volta si mettono in vendita, per soldi o per qualche ricarica di cellulare, in saldo, con l’automatismo di chi sta praticando un passatempo di tendenza, a beneficio di un Cucciolo, di un Drago, di un Bastard, di un Sonocarino, di qualcun’altro che le vuol comprare, che forse è un coetaneo e forse no, magari è un adulto travestito, o dichiarato, un buon offerente, o solo uno che ti gratifica, ti fa sentire grande.

In un kit tecnologico istruzioni per l’anima non ce ne sono, e il concetto di ”spirituale” non è diverso da quello di ”virtuale”, riguarda solo ciò che non si tocca. In un kit tecnologico, ciò che non si tocca, però, si può vedere, e successivamente si può pure incarnare, senza miracoli, è solo una questione di intraprendenza, di tempo, di occasioni. O di tariffe. In un kit tecnologico l’amore e il sesso sono due concetti dissociati, un corpo lo puoi vendere e comprare, e il contratto non prevede clausole troppo impegnative, nulla che imponga uno scambio emotivo, o un sentimento.
Perciò potremmo raccontarci che a sterilizzare l’anima dei nostri figli siano stati i kit tecnologici, possiamo maledirli, per aver diffuso un virus letale che ha indebolito gli anticorpi, il rispetto di sè e del proprio corpo, il senso del pudore, l’affettività, i freni inibitori.

Possiamo raccontarci che a rovinarli siano stati i cellulari, e le catene di sms e mms che li hanno strangolati, e quella dipendenza tossica dalla Rete, da Msn, dai social networks, da YouTube e YouPorn, da tutto quello che misura in giga il loro campo di energie, li espone alla moltiplicazione capillare degli incontri, delle immagini contagiose, delle tentazioni ispirate dall’esibizionismo. Potremmo raccontarci che non sarebbe accaduto ciò che accade, che le femmine non sarebbero mai arrivate a mercificare il loro corpo e i maschi a comprarlo, se non fosse stato per via delle protesi con le quali sia le une che gli altri tendono a sdoppiare i loro gesti, la loro voce, il loro sguardo, e a smarrire il confine tra ciò che è reale o ciò che non lo è. Possiamo raccontarci tante cose, su quello che è accaduto e sta accadendo, anche se poi sappiamo che non è così. Non solo.

Sappiamo che la mutazione antropologica è maturata tra le nostre mani e sotto i nostri occhi, che le sostanze chimiche sono reperibili in giro tutti i giorni: sono luoghi comuni, ormai, e come tutti i luoghi comuni sembrano parole vuote vuote, parole inflazionate, la solitudine, la distrazione, il consumismo, il vuoto di valori e di passioni, la noia, il bombardamento di modelli fuorvianti. Si sa. E allora, a volersi tappare le orecchie, si potrebbero almeno aprire gli occhi.

In fondo basterebbe poco. Basterebbe, ad esempio, imparare a digitare. Basterebbe, magari, frugare su quel sito che il proprio figlio frequenta assiduamente, con i suoi coetanei adolescenti, per fare l’inventario dell’offerta di gruppi che si possono frequentare, «privati e accessibili solo ai loro membri, se vuoi farne parte chiedi il permesso al proprietario».

I titoli e i loghi, però, son tutti lì, ”Il più bel fondoschiena”, ”Ragazze web cam”, ”Bad girls, ”Miss perizoma” ”Sex no limits”, e via dicendo, in un crescendo di spregiudicatezza, ma non di fantasia. E basterebbe controllare di tanto in tanto le gallerie di foto sui cellulari, o gli abiti che son custoditi nei cassetti, o negli zaini, e i trucchi, e la disponibilità di denaro che c’è nei portafogli. E basterebbe controllare meglio i muri dei bagni delle scuole, o le panchine in cortile, dove la domanda si incrocia con l’offerta, e si possono leggere i numeri di cellulare, le prestazioni gratuite o a pagamento, o i tariffari. Gli indizi son tutti in vista, basta volerli rintracciare. Forse basterebbe, o forse no.

Forse sarebbe necessario imparare a frugare prima di tutto negli sguardi. Ad ascoltare. A cercare una mappa per orientarsi, con il coraggio e la pazienza degli esploratori, oltre quel corridoio, quella parete, quella porta chiusa. Forse, là dietro, c’è qualcuno che, senza saperlo, sta aspettando.

Fonte : Il Messaggero

un video

Tuesday, September 23rd, 2008

Oggi vi mostro  un video che mi ha molto impressionata.

Lo dedico a tutte le donne che hanno per modello le donne della pubblicità, a quelle che non si piacciono, a quelle che credono a tutto quello che vedono in tv, a quelle che si truccano in treno mentre vanno in ufficio perchè non hanno altro tempo da dedicare a se stesse, a tutte le donne che hanno un marito che compra un calendario sexy e a quelle che invidiano le veline…

 

 

 

Sessualità, moda, tecnologia ‘Cosa può fare una donna islamica?’

Monday, September 22nd, 2008

Le scarpe coi tacchi? “Una musulmana le può indossare. Basta che il tacco non sia troppo alto, sennò la camminata diventa ondeggiante e questo non sarebbe dignitoso”. E i pantaloni? Li può mettere una donna? “Sì, basta che siano larghi e che non lascino intravedere le forme. Anzi, a volte vanno pure meglio del vestito lungo, che magari si sposta e lascia scoperte le caviglie”. E le infradito? E lo smalto? E msn “per comunicare col mio ragazzo? E’ lecito oppure è proibito”? Amore, sessualità, moda. E il tentativo di coniugarli con i precetti della religione.

Si chiama “Discussioni sull’islam” il forum che, lanciato un anno fa sul web, sta diventando un punto di riferimento per le donne musulmane italiane (o meglio italofone, visto che molte scrivono anche dall’estero). Studentesse e lavoratrici, donne sposate, fidanzate con un credente oppure single, già musulmane oppure fresche d’islam. Donne, insomma, che vogliono sapere come si fa, nel ventunesimo secolo, ad essere perfettamente praticanti e pienamente donne. Come si può continuare ad essere trendy senza però commettere peccato.

Lanciato un anno fa da uno studente genovese di 23 anni convertito all’islam (si chiama Umar Andrea Lazzaro, è anche titolare di un blog antiamericanista e per le sue posizioni radicali è stato più volte contestato all’interno di altri forum, non musulmani), il sito è una raccolta di pensieri, domande e risposte sulla religione e su come farla combaciare con la vita di tutti i giorni.
Più di 400 gli utenti, oltre 7mila i messaggi arrivati dall’apertura ad oggi, trenta i macro argomenti su cui chi si registra può intervenire e lasciare il suo post. Tra questi, appunto, la sezione dedicata alle donne: “Islam al femminile”. E’ dentro quelle pagine che, dal giugno dell’anno scorso, tante ragazze esternano i loro dubbi. Chiedono e si danno consigli facendo riferimento al Corano e cercando risposte nei siti di esperti accreditati che hanno interpretato le sacre scritture.


I topic più gettonati? “Vero”, utente senior, ha chiesto dove poteva trovare parrucchiere per le donne che, anche durante il taglio, non possono mostrare i capelli a un uomo che, eventualmente entrasse nel negozio. Parrucchieri dotati di paraventi o “chiusi” al sesso maschile? “Sicuramente non ci sono strutture islamiche specifiche che offrano tali servizi - le ha risposto “Pensosa”, la moderatrice - tuttavia puoi sempre cercare delle sorelle esperte nel campo”. Oppure, le dice qualcun’altra, chiedere alla parrucchiere di non far entrare uomini mentre ti fai la piega.

“L’importante, infatti, è che orecchie, collo e capelli non vengano esposti ad estranei dell’altro sesso - chiarisce l’amministratore - oppure, secondo le interpretazioni più restrittive, di fronte a donne non musulmane”.

Maria, che abita a Bologna, chiede invece dove si possono trovare negozi che vendono l’abbigliamento adatto. Dino vuole sapere se le donne possono indossare le infradito (”sì, purché il piede non sia nudo - fa sapere Talib - perché le uniche parti che una donna può tenere scoperte sono il viso e le mani”). Justroby si vuole mettere lo smalto, ma non è sicura che si possa fare (”Lo puoi fare - è la risposta - ma come ogni altro trucco e abbigliamento, non lo possono vedere gli estranei ma solo tuo marito. E comunque, lo devi togliere per le abluzioni”).

Mouslima è una studentessa e dice che vorrebbe tanto indossare il velo a scuola ma ha paura delle battutine dei compagni, e teme di non riuscire ad affrontare le lezioni di educazione fisica. E poi c’è Ucaoe che, da Varese, chiede se secondo i precetti dell’Islam si può usare msn: “un ragazzo e una ragazza che abitano lontani, si vedono una volta alla settimana e vogliono sposarsi, possono usare msn per comunicare?”.

Una domanda cruciale, di questi tempi, e anche insidiosa su cui il forum, per un attimo, ha oscillato. “Non credo ci siano problemi - le ha risposto Ummah - basta che sia usato in maniera costruttiva.. Ma le vostre famiglie lo sanno?”. La drizzata è arrivata però dall’amministratore, con tanto di link a “sapienti” in lingua inglese a confermare le sue risposte: “L’utilizzo di msn, come di qualsiasi altro mezzo elettronico, la chat eccetera, tra estranei di sesso diverso è proibito - dice - ma capisco quanto sia difficile tra fidanzati. Sarebbe meglio allora utilizzare il telefono con lo scopo di conoscervi un po’ ma senza esagerare nella durata, e mantenendo sempre una comunicazione modesta ed halal (cioé “che sta dentro le regole”; ndr). Premessa di tutto ciò: i genitori devono saperlo, ed il ragazzo aver fatto la proposta di matrimonio”.
La domanda, però, nasce spontanea: e il forum? “Questo spazio - ha spiegato Andrea Lazzaro - grazie a Dio e al suo permesso è diventato il forum islamico in italiano più frequentato e visitato”. Un modo, insomma, per diffondere la cultura islamica. Ma non è anch’esso un mezzo elettronico che fa comunicare estranei di sesso diverso?

Fonte: La Repubblica

ci uccidono senza pietà

Sunday, September 21st, 2008
Uccisa dal marito davanti alla figlia
Francesco Manti, di 53 anni, ha sparato alla moglie ed è fuggito. E’ stata la bambina a chiamare i carabinieri

MONTEBELLO JONICO (REGGIO CALABRIA) - Una donna, Orsola Nicolò, di 42 anni, è stata uccisa dal marito, Francesco Manti, di 53 anni, nel corso di un litigio a Montebello Jonico. All’omicidio, avvenuto mentre la donna era nei pressi della sua abitazione, ha assistito la figlia minorenne della coppia. Manti è fuggito ed è ricercato dai carabinieri e dalla polizia.

LA FIGLIA DI 9 ANNI HA CHIAMATO I CARABINIERI - È stata la figlia di Orsola Nicolò e Francesco Manti a chiamare i carabinieri dopo aver assistito all’omicidio della madre da parte dell’uomo. La donna è stata uccisa con otto colpi di pistola sparati con una pistola calibro 7,65 legalmente detenuta. La bambina di nove anni, in stato di choc, è stata portata negli uffici della caserma dei carabinieri di Montebello Jonico. Sul luogo del delitto gli investigatori hanno sequestrato i bossoli.

ERANO SEPARATI DA QUALCHE MESE - Si era separato da qualche mese dalla moglie, Francesco Manti. Alla separazione si era giunti dopo anni di litigi scaturiti dalla gelosia dell’uomo. Anche prima del delitto Manti ha incontrato la moglie e la figlia di nove anni nei pressi dell’ abitazione e subito dopo è nato un violento litigio. Manti ha quindi estratto la pistola, legalmente detenuta, ed ha sparato tutti i colpi contenuti nel caricatore. La donna è stata raggiunta in diverse parti del corpo ed è morta all’istante. Subito dopo l’uomo è fuggito facendo perdere le sue tracce. I carabinieri di Montebello Jonico e gli agenti della polizia di Stato hanno avviato tempestivamente le ricerche, che sono ancora in corso.

 

 

 

 

 

 

 

Uccide la figlia di 8 anni, ferisce
la moglie e tenta il suicidio nel torinese

L’uomo soffriva di crisi depressive. Ora è piantonato dai carabinieri all’ospedale di Pinerolo

TORINO - Ha un risvolto terribile la vicenda accaduta giovedì mattina a Luserna San Giovanni, nel Torinese, dove un uomo ha sparato alla moglie ferendola e ha poi tentato il suicidio. La figlia di 8 anni della coppia è infatti stata trovata uccisa da un colpo di arma da fuoco all’interno del bagagliaio della loro auto. L’uomo si chiama Matteo Gliatta, è del ‘60 ed è dipendente delle Poste di Abbadia Alpina a Pinerolo, viveva a Torre Pellice e che è ora piantonato dai carabinieri all’ospedale di Pinerolo, soffriva di crisi depressive. La moglie, le cui condizioni non sarebbero gravi, è ricoverata in ospedale a Torino.

PARROCO,SOFFRIVA DI DEPRESSIONE - Potrebbe essere stata la depressione ad armare la mano di Matteo Gliatta: «Era una persona di una gentilezza stupenda - dice don Armando Girardi, parroco di San Martino, la chiesa frequentata dalla famiglia - ma da qualche tempo soffriva di depressione». Un’ipotesi su cui ora sono al lavoro i carabinieri. Proprio il parroco è stata una delle ultime persone a vedere l’uomo: «L’ho incontrato giovedì mattina, intorno alle 8, mentre accompagnava la figlia a scuola - racconta don Armando - ci siamo salutati e mi ha chiesto come stavo. Non avrei immaginato quello che poi è accaduto un paio d’ore dopo». Intorno alle 10, il padre è infatti ritornato alla scuola parificata dell’Ordine Mauriziano, chiedendo alla direttrice di lasciare uscire la figlia in anticipo perchè la nonna non stava bene. Sconvolta la direttrice della scuola, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni. «Non ho parole, non so proprio che cosa dire», si è limitata ad affermare all’uscita degli studenti - ai quali non è stato detto nulla - dall’istituto che si trova nell’area pedonale di Torre Pellice