Aborto, fenomeno in calo. Dimezzati i casi in 25 anni

Diminuiscono gli aborti e l’età media delle donne che vi fanno ricorso, è sempre alto il numero dei medici obiettori di coscienza: sette su dieci. Mentre in Parlamento il governo dice ‘no’ all’aborto come come strumento di controllo demografico, ecco cosa è successo in 25 anni di Legge 140

Il numero degli aborti continua a diminuire. In venticinque anni le interruzioni volontarie di gravidanza sono quasi dimezzate. A dirlo sono gli ultimi dati dell’Istituto superiore di sanità, quelli relativi all’anno 2007. E mentre si aspetta che vengano ufficializzati dal viceministro alla Salute Ferruccio Fazio quelli del 2008, in Parlamento è stato approvato il testo che impegna il governo italiano a promuovere una risoluzione dell’Onu che “condanni l’uso dell’interruzione della gravidanza come strumento di controllo demografico e affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta o indotta ad abortire”.

ABORTI DIMEZZATI PER CONTRACCEZIONE E CONSULTORI 
“Negli ultimi vent’anni in Italia - spiega la dottoressa Angela Spinelli, direttore del reparto di Salute della donna e dell’età evolutiva dell’Istituto superiore di sanità - si è osservata una costante riduzione dell’Interruzione volontaria di gravidanza, grazie a un maggiore e migliore uso dei metodi anticoncezionali, ma anche per l’attività sempre svolta dai consultori familiari“. 

Secondo gli ultimi dati disponibili forniti dal Centro nazionale di epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 1982 gli aborti sono stati 234.801, nel 2007 127.038. Ma il risultato è evidente se si guardano gli anni che vanno dal 2006 al 2007: qui il calo è del 3%.

L’IDENTIKIT DI CHI ABORTISCE
È single, ha un livello di istruzione basso e ha tra 20 e 30 anni. “Ma va detto - continua la Spinelli - che ci sono anche coniugate con figli: ogni dieci donne che ricorrono all’interruzione volontaria di gravidanza, quattro non hanno figli, circa cinque ne hanno uno (23,3%) o due (25,3%) e soltanto una ne ha più di tre”.

Vediamo i numeri: nel 1983 i tassi più alti di Ivg (aborti ogni mille donne in età feconda) erano tra i 25 e i 29 anni (27,6) e tra i 30-34 anni (25,2), nel 2006 i più alti erano tra i 20-24 anni (15.9) e i 25-29 (15.2).

“Il calo delle interruzioni di gravidanza – spiega la Spinelli –  è stato più marcato tra le donne più istruite, quelle occupate e coniugate. È evidente che per queste fasce della popolazione sono risultati più efficaci i programmi e le attività di promozione della procreazione responsabile”. In pratica più è elevato il livello di istruzione, più si è consapevoli dell’importanza della contraccezione come strumento di pianificazione familiare.
AUMENTO FRA LE STRANIERE MA DIMINUISCONO LE IVG CLANDESTINE
Da 8967 casi nel 1995 (il primo dato disponibile) le interruzioni di gravidanza da parte delle straniere sono arrivate a 39.436 nel 2006, un dato che è più che quadruplicato. Molte provengono dall’est Europa, cioè da zone dove si ricorre molto all’Ivg. Ma un elemento positivo c’è: nel 1978, anno in cui entrò in vigore la legge che rese legale l’interruzione volontaria di gravidanza, gli aborti clandestini erano tra i 200 mila e i 600 mila, per scendere a 100 mila nel 1983, fino ad arrivare ai 50 mila del 1994. 

Il risultato migliore è stato poi ottenuto tra il 2005 e il 2006, con 20 mila aborti clandestini censiti. Secondo i dati dell’Iss, le regioni che praticano più interruzioni di gravidanza illegali sono quelle del sud e le isole, che arrivano a effettuarne il 90% del totale. Va detto però, che per gli aborti praticati dalle straniere e soprattutto dalle irregolari, invece, la quantificazione è molto più difficoltosa.

ABORTO FARMACOLOGICO, NON AUMENTA L’IVG
Nei Paesi in cui da oltre un decennio viene impiegato l’aborto farmacologico - quello con i farmaci come la pillola Ru486 - in aggiunta al tradizionale metodo chirurgico, non si è avuto un maggior ricorso all’interruzione di gravidanza. Nel 2005 in Italia alcuni istituti hanno iniziato la sperimentazione della Ru486, alternativa all’aborto chirurgico. Ed è atteso nel giro di poche settimane il via libera dell’Aifa per la commercializzazione del farmaco ad uso ospedaliero.

I NODI DA SCIOGLIERE
Nel confronto internazionale l’Italia è la migliore per basso tasso di abortività (11.1 aborti ogni mille donne), seconda alla Germania (7.2). Fanalini di coda Gran Bretagna (18.3) e Ungheria (22.3). Ma sebbene la legge in trent’anni abbia dato risultati positivi, anche in termini di aborti clandestini, resta ancora qualche nodo da sciogliere. Il problema principale riguarda gli obiettori di coscienza (7 ginecologi su 10 dicono di no all’aborto) e, di conseguenza, la certificazione necessaria per arrivare all’interruzione di gravidanza e l’esecuzione dell’aborto nelle strutture pubbliche.

Fonte : Kataweb

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