Archive for August, 2009

….non è un’emergenza

Monday, August 31st, 2009

“o la maggioranza degli italiani capisce che si gioca il futuro di questo Paese o la battaglia è persa, prima di tutto sul piano culturale”

Viviamo in una continua emergenza, o almeno così percepiamo le varie questioni che il sistema dell’informazione ci propone. Dalla sicurezza alla giustizia, dall’etica alle pensioni, secondo il governo non c’è ambito che sfugga all’urgenza di interventi normativi o interpretativi su cui prevale il decisionismo sul dibattito. Questa ansia da legiferazione o pronunciamento confonde le idee e mischia in una marmellata indistinta questioni prioritarie con dettagli propagandistici. Di fronte alla varietà e complessità degli argomenti difficilmente le persone comuni riescono a trovare il tempo per riflettere, per approfondire e, quindi, difficilmente riescono a capire fino in fondo il senso complessivo di quanto avviene e il nesso tra un titolo, un disegno di legge e l’ordinanza del sindaco. Questo uso improprio dell’emergenza vi è anche per argomenti che avrebbero bisogno di cautela e ponderazione oltre che di condivisione. E’ il caso della scuola. Il tourbillon del grembiule e del 5 in condotta ha sovrastato questioni ben più sostanziali per il nostro sistema scolastico e che riguardano i contributi alle scuole private, i programmi o addirittura il suo impianto complessivo. Quello che è in discussione, sostanzialmente, è il principio di laicità della scuola così come previsto dalla Costituzione sia per quanto riguarda la tutela da ingerenze confessionali, sia per l’equilibrio e capacità progettuale di lungo periodo che solo una scuola organizzata a livello nazionale può garantire. Invece gli intendimenti governativi sono segno opposto e, dietro il vessillo dell’autonomia, si apre al localismo e al controllo dei singoli istituti sulla gestione e sulla didattica. Se l’impianto della proposta Gelmini non sarà modificato, le conseguenze di questa riforma saranno di proporzioni storiche e gli effetti disastrosi perchè le profonde differenze economiche e produttive tra nord e sud e tra città e città produrranno distorsioni e frammentazioni irrecuperabili.
La scuola, anzi pezzi della scuola italiana, non sono più in sintonia con i ritmi, i linguaggi e i temi che la modernità e la globalizzazione hanno imposto? Bene, mettiamoci tutti/e, ma proprio tutti/e, a ragionare sul ‘come’ e sul ‘cosa’ va cambiato predisponendoci, se sarà necessario, ad uno scontro profondo che avrà bisogno della partecipazione e consapevolezza di milioni di persone perchè non basteranno certo i cortei delle avanguardie dell’Onda o le proteste civili di ricercatori precari e frustrati. Sulla scuola o la maggioranza degli italiani capisce che si gioca il futuro di questo Paese o la battaglia è persa definitivamente, prima di tutto sul piano culturale. La dimensione del sistema scolastico riguarda molto le donne in quanto studentesse, madri e insegnanti, ma questa massiccia dimensione femminile sinora non si è imposta come punto di riferimento con una visione critica di genere. Ma le donne dovrebbero prendere coscienza della loro forza numerica e del fatto che nulla può cambiare nella scuola senza il loro consenso. Come lavoratrici della e nella scuola e come fruitrici dovrebbero mettere competenze e autorevolezza in questa partita decisiva per la qualità delle persone e della società negli anni a venire. L’altra carta da giocare, con una visione critica femminile, sarebbe quella dell’irrisione di una maggioranza parlamentare, Ministra compresa, che difende le scappatelle di un ultrasettantenne indisciplinato e oltretutto Presidente del Consiglio mentre è intransigente con gli studenti e che vanta le maxi-bocciature come una vittoria sulla ‘dilagante immoralità adolescenziale’. Perchè se il nostro Premier fa le corna ad un G8 è giustificato e se invece a fare altrettanto è uno studente di scuola media inferiore si becca 5 in condotta e perde l’anno scolastico? Per non parlare delle innumerevoli ed infelici sortite dei leghisti sui meridionali o sugli extracomunitari, che anche in una scuola di Varese sarebbero state sanzionate con qualche giorno di espulsione. Il PdL non si preoccupa di spiegare queste contraddizioni e spiega che nella scuola che prefigura ci sarà il massimo della libertà: delle famiglie di scegliere scuola orari e programmi, degli istituti di assumere o licenziare insegnanti e di scegliere i finanziatori, dello Stato di distribuire soldi a tutti. In tanto caos gli unici a dover ‘obbedire e tacere’ saranno gli studenti, visti come passivi destinatari di un messaggio educativo repressivo che difficilmente si comprende tanto più se contestualizzato in un mondo in cui la dinamicità e la capacità critica saranno le carte vincenti non per primeggiare, ma per sopravvivere.

Fonte: http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=02712

Maxicondono per colf e badanti ecco come chiederlo via internet

Monday, August 31st, 2009

IL MAXICONDONO per colf e badanti è in dirittura di arrivo. Da martedì primo settembre ogni famiglia potrà regolarizzare una colf e due badanti extracomunitarie, comunitarie o italiane, a patto che dimostri di averle alle proprie dipendenze almeno dal 30 marzo 2009. La denuncia del rapporto di lavoro sommerso potrà essere fatta dal 1° al 30 settembre. Secondo le stime del prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, “in tutto arriveranno almeno 500mila domande che potrebbero lievitare a 750mila”.

Per quanto riguarda i lavoratori extracomunitari, i datori di lavoro possono scaricare già da oggi il software necessario a compilare i moduli della regolarizzazione, in modo da essere pronti a partecipare alla sanatoria a partire dal primo settembre. Bisognerà poi comunque registrarsi sul sito del Viminale. Il ministero dell’Interno ha anche messo in rete un manuale dell’utente per facilitare la procedura.

I moduli per la presentazione delle domande dovranno essere compilati utilizzando il software scaricato e fornendo i dati del datore di lavoro e del lavoratore da regolarizzare, oltre agli estremi del versamento da 500 euro da effettuare attraverso apposito modulo F24.

Dal primo al 30 settembre sarà possibile dunque inviare la propria domanda on line. Nessuna fretta né corsa alle quote questa volta. La regolarizzazione non è a numero chiuso: chi ha i requisiti vi rientrerà, indipendentemente dalla data di invio della domanda.

A procedura conclusa, dal sito del Viminale sarà scaricabile una ricevuta della la domanda inviata. Dal 1° ottobre 2009 lo Sportello Unico per l’immigrazione riceverà i moduli. Acquisito il parere della questura, il datore di lavoro e il lavoratore straniero saranno convocati per la stipula del contratto di soggiorno. Solo allora, la badante o la colf extracomunitaria potrà richiedere il permesso di soggiorno.

Fonte: La Repubblica

Berlusconi, «le donne italiane si ribellano»

Thursday, August 27th, 2009

Una mano femminile, con la fede al dito, spunta da un piatto di spaghetti: con questa vignetta il New York Times illustra un commento di Chiara Volpato «Le donne italiane si ribellano». La vignetta evoca quella di Der Spiegel, che negli anni di piombo mise in copertina un piatto di spaghetti con sopra una pistola. Molti fuori dall’Italia – scrive Volpato - credono che Silvio Berlusconi la faccia franca con il suo «comportamento sessista» perché gli uomini italiani lo perdonano e le donne per lo meno lo tollerano. «Non è più vero. Oggi ci sono due Italie: un’Italia ha assorbito l’ideologia di Berlusconi sia per interesse sia per incapacità di resistere ai suoi enormi poteri di persuasione; l’altra contrattacca».

«Era ora: la condotta di Berlusconi è stata vergognosa», si legge ancora sul New York Times. Il commento di Volpato, docente di psicologia sociale all’Università di Milano, ricorda gli episodi più recenti: il premier italiano ha consigliato a una studentessa di sposarsi un uomo ricco per uscire dalle difficoltà economiche, si è vantato della bellezza delle candidate al Parlamento del suo partito, ha designato una ex modella con cui aveva flirtato come ministro delle Pari Opportunità. Finché la moglie Veronica lo ha accusato di amoreggiare con giovani donne e ha chiesto il divorzio.

«Perché gli italiani devono sopportare tutto questo?». Rispetto agli altri Paesi europei, scrive Volpato, in Italia le idee conservatrici sono dure a morire, in parte a causa della nostra cultura patriarcale, in parte a causa dell’«enorme influenza della Chiesa cattolica», la cui interferenza politica e sociale sembra essersi rafforzata da quando Berlusconi è diventato Primo ministro nel 1994.

Il «tetto di cristallo» che le donne non riescono a spezzare sembra essere più resistente da noi: l’Italia è solo al 67.mo posto su 130 nel recente rapporto del World Economic Forum sull’indice del divario sessuale, dopo l’Uganda, la Namibia, il Kazakhstan e lo Sri Lanka. Secondo l’Ocse, solo metà delle donne italiane hanno un lavoro, contro una media di due su tre. Gli uomini italiani hanno 80 minuti in più al giorno di tempo libero, la differenza più grande tra i 18 Paesi considerati. «Non c’è da stupirsi che molte donne italiane non vogliano prendersi il peso di allevare bambini». E il tasso di natalità dell’Italia è estremamente basso.

I media italiani non fanno che esacerbare la realtà, continua Volpato, presentando un’immagine della donna «incomprensibile nel resto d’Europa». Bellezze poco vestite fanno da silenziose decorazioni in show condotti da uomini, più vecchi e «vestiti di tutto punto». Con questo «lavaggio del cervello», l’ambizione più diffusa tra le ragazzine è di diventare una «velina».
Secondo Volpato, ci sono segni di cambiamento. Gli italiani denunciano il comportamento sessista di Berlusconi con denunce alla Corte europea dei Diritti dell’uomo, con il documentario di Lorella Zanardo «Il corpo delle donne». Prima del G8, un gruppo di accademiche, tra cui Volpato, ha presentato una petizione per invitare le first ladies a boicottare il vertice. In pochi giorni, la petizione ha ottenuto 15mila firme. La popolarità di Berlusconi è calata sotto il 50%. Il commento si conclude con un appello alle donne (e anche agli uomini) dissenzienti di farsi avanti perché l’Italia è finalmente pronta a scendere in piazza.

Sempre con Berlusconi nel mirino, il Guardian oggi mette a confronto l’atteggiamento delle mogli del premier italiano e dei fratelli Kennedy: mentre Veronica attacca il coniuge, le donne dei Kennedy hanno sempre coperto gli eccessi dei rispettivi mariti. Così – ironizza Alexander Chancellor - Berlusconi potrebbe anche avere vissuto con maggiore probità dei fratelli Kennedy, «eppure il primo ministro italiano è oggetto di derisione universale, mentre i Kennedy, anche dopo la loro morte, sono sempre ai primi posti nel pantheon degli dei americani».
E’ stata la moglie di Berlusconi – ricorda il Guardian - a lanciare l’ondata di accuse sulla sua ossessione per le giovani donne. Le mogli dei Kennedy invece erano unite nel proteggere i mariti dall’esposizione pubblica delle loro debolezze.

Un altro commento sul sito del Guardian, «Indulging Berlusconi», si occupa dell’indulgenza plenaria. Il premier conta di farsi assolvere i peccati nella “Perdonanza” che si terrà a L’Aquila nel weekend, scrive John Hooper. «Ma lo salverà?». Comunque, «ci sono dubbi sul fatto che l’eternamente controverso primo ministro italiano sia desideroso – o capace – di approfittare dell’opportunità». Semplicemente partecipare alla processione significherebbe annunciare al mondo che si considera un peccatore. Per di più, è divorziato e «quindi non può fare la comunione».

L’uscita del libro «Tendenza Veronica», di Maria Latella, è oggetto di cronache su numerosi siti esteri. Il britannico Times titola: «Terapia per dipendenza sessuale potrebbe salvare il matrimonio di Silvio Berlusconi, dice libro». Il corrispondente Richard Owen fa notare che nella prefazione all’edizione paperback, Latella rivela che alcune delle persone più vicine al premier gli hanno consigliato di entrare in una clinica per curare la dipendenza sessuale come parte del processo di riconciliazione. La sola clinica specializzata in questi problemi in Italia è a Bolzano. Il direttore Cesare Guerreschi normalmente cura uomini e donne tra i 30 e i 40 anni. La cura dura da sei mesi a un anno. «La terapia appare essere una precondizione per ogni prospettiva di distensione tra il Primo ministro e sua moglie».

Il sito della Bbc richiama sulla homepage l’uscita del libro. Ne parla anche il Telegraph: «Berlusconi ha preso in giro il matrimonio aperto». Il Nouvel Observateur pubblica varie agenzie: «La moglie di Berlusconi giustifica la sua domanda di divorzio» (Reuters); «Le menzogne hanno condotto al divorzio, racconta Veronica» (Ap). El Pais riprende un’Efe: «Veronica Lario: Non ho potuto evitare che mio marito facesse il ridicolo». Il sito spagnolo Abc titola: «La signora Berlusconi si confessa». La notizia gira parecchio anche sui siti Usa, tra cui il New York Times con il titolo: «Moglie di Berlusconi: è ridicolo davanti al mondo», il Chicago Tribune, il San Francisco Chronicle.

Fonte: Il Sole 24 ORE

Gianni Guido

Wednesday, August 26th, 2009
STRAGE DEL CIRCEO: GUIDO E’ LIBERO, HA SCONTATO PENA
ROMA - Da ventiquattro ore è un uomo libero: Gianni Guido, uno dei tre responsabili della strage del Circeo, ha da ieri chiuso i conti con la giustizia italiana. “Fine pena 25 agosto 2009″, è scritto sulla sua scheda del casellario giudiziario. L’oramai 53enne ex ragazzo della borghesia romana che assieme ad Angelo Izzo e Andrea Ghira seviziò e uccise Rosaria Lopez e ridusse in fin di vita Donatella Colasanti in una villa del Circeo la notte del 30 settembre 1975, non ha più l’obbligo di dimora nella casa dei genitori così come previsto dall’affidamento ai servizi sociali che il Tribunale sorveglianza gli aveva concesso l’11 aprile 2008.

Figlio di un alto dirigente di banca, Guido è l’unico dei tre massacratori del Circeo ad avere scontato la pena e ad essere tornato in libertà senza più alcun obbligo di comunicazione dei propri spostamenti in Questura e con la possibilità di fare domanda per riavere il passaporto. Condannato all’ergastolo in primo grado, la pena di Guido fu ridotta in appello a 30 anni dopo una dichiarazione di pentimento e dopo un risarcimento di cento milioni di lire alla famiglia Lopez (che rinunciò a costituirsi parte civile). In carcere, di fatto, Guido ha trascorso una ventina d’anni, anche se in passato le provò tutte pur di non restare in cella: nel 1981 fuggì dal penitenziario di San Gimignano per rifugiarsi in Argentina, dove fu arrestato due anni dopo; nel 1985 evase anche dal carcere di Buenos Aires e riparò a Panama, ma la sua latitanza finì nel 1994.

Considerate le evasioni, avrebbe dovuto scontare ben più di 30 anni che gli erano stati inflitti per la strage del Circeo, ma tra indulti, benefici penitenziari previsti dalla ‘Gozzini’, regime di semilibertà e infine affidamento in prova ai servizi sociali, la pena di Gianni Guido é arrivata ormai al termine. I giudici del Tribunale di sorveglianza di Roma che nel 2008 lo hanno affidato in prova ai servizi sociali hanno scritto che Guido ha fatto un percorso di “silenzioso pentimento”. Per gli altri responsabili della strage del Circeo è andata diversamente: Andrea Ghira, subito fuggito all’estero, è morto in Marocco (le sue spoglie sono a Melilla, nel cimitero dei legionari spagnoli). Angelo Izzo, invece, è di nuovo in carcere a scontare un altro ergastolo dopo che, nell’aprile del 2005, rimesso in semilibertà, tornò a seviziare e ad uccidere una donna, Maria Carmela Linciano, e sua figlia Valentina di 14 anni.

APPROFONDIMENTI
Quella terribile notte nella villa al Circeo
 
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Letizia Lopez: “Una ferita che si e’ riaperta”
 
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Photostory: il massacro del Circeo

Colf e badanti da regolarizzare

Tuesday, August 25th, 2009

Scatta il conto alla rovescia per il maxicondono di colf e badanti. Da martedì primo settembre ogni famiglia potrà regolarizzare una colf e due badanti extracomunitarie, comunitarie o italiane, a patto che dimostri di averle alle proprie dipendenze almeno dal 30 marzo 2009. La denuncia del rapporto di lavoro sommerso potrà essere fatta dal 1° al 30 settembre.

Il Viminale intanto ha fornito una serie di chiarimenti sulle modalità della regolarizzazione e sui punti più oscuri della procedura che potrebbe arrivare a coinvolgere fino a 750mila lavoratori (in massima parte stranieri) domestici e di assistenza alla persona.

LE FAQ DEL MINISTERO

I datori di lavoro potranno scaricare il software necessario a compilare i moduli della regolarizzazione anche da Repubblica.it, a partire da venerdì 28 agosto. Bisognerà poi comunque registrarsi sul sito del Viminale.

I moduli per la presentazione delle domande (clicca qui per i fac simile) dovranno essere compilati utilizzando il software già scaricato e fornendo i dati del datore di lavoro e del lavoratore da regolarizzare, oltre agli estremi del versamento da 500 euro da effettuare attraverso apposito modulo F24.

Dal primo al 30 settembre sarà possibile dunque inviare la propria domanda on line. Nessuna fretta né corsa alle quote questa volta. La regolarizzazione non è a numero chiuso: chi ha i requisiti vi rientrerà, indipendentemente dalla data di invio della domanda.
A procedura conclusa, dal sito del Viminale sarà scaricabile una ricevuta della la domanda inviata. Dal 1° ottobre 2009 lo Sportello Unico per l’immigrazione riceverà i moduli. Acquisito il parere della questura, il datore di lavoro e il lavoratore straniero saranno convocati per la stipula del contratto di soggiorno. Solo allora, la badante o la colf extracomunitaria potrà richiedere il permesso di soggiorno

Fonte: La Repubblica

Umberto Veronesi: (1) Quanti ostacoli ai diritti delle donne

Monday, August 24th, 2009

Le donne non si fermano: la vittoria dell’ approvazione della Ru 486 è parte di un progetto non scritto di affermazione del loro futuro ruolo. La forza delle donne non è riportata nei manuali di storia o di filosofia, perchè il pensiero femminile vive dentro gli avvenimenti, spesso nascosto dietro il nome di un uomo. Per secoli le donne hanno silenziosamente influenzato il progresso civile e hanno determinato l’ evoluzione culturale con l’ azione più che con la teoria. A volte il loro contributo è stato idealizzato, ed eccole Angeli, altre invece è stato demonizzato, ed eccole Streghe. E hanno pagato un caro prezzo, nel passato, per questa loro condizione di debolezza; quante povere ragazze ( in genere con disturbi mentali) sono state arse vive perchè possedute dal Demonio ? Ed ancora oggi il 90% degli omicidi sono di mano maschile, ma la grande maggioranza delle vittime sono donne. Siamo, per questo aspetto, una società primordiale, in cui gli uomini ( più forti ) uccidono le donne ( più deboli ). Ma in una società del futuro, con regole evolute di convivenza civile, l’ aggressività maschile, necessaria alle origini per procurare sostegno alla famiglia, sarà sempre più di peso e d’ impaccio.  L’ uomo non sa e non può liberare la propria aggressività e spesso la rivolge contro se stesso: la grande maggioranza dei suicidi sono maschili. Le donne non uccidono e non si uccidono. La mia professione di  ‘ medico delle donne ‘ mi ha insegnato l’ arte di leggere nell’ agire delle donne. Le ho viste affrontare con forza i momenti di debolezza, guardare in faccia il dolore e farne un’ occasione di rinascita. Le ho viste fare rivoluzioni e ricomporre armonie. Quando si scatena il caos è la donna che riporta l’ ordine: nei pensieri, nei rapporti umani, nell’ ambiente e nella società.  Sono diventato un estimatore profondo del pensiero femminile, per molti aspetti superiore a quello maschile, e mi sono convinto che la parità fra sessi non è una scelta, ma è una realtà storicamente inarrestabile. Il problema è come realizzarla concretamente e come darle una veste ufficiale. E qui c’è un bisticcio di fondo da risolvere.  …….. “”

 (…. ma il neo-maschilismo non le fermerà)

Le donne sfidano la crisi rosa un terzo delle nuove imprese

Saturday, August 22nd, 2009

 Le donne reagiscono alla crisi aprendo nuove imprese. Nei primi mesi del 2009, secondo i dati pubblicati dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, lo hanno fatto in quasi 40.000, dal Nord al Sud. Le imprese femminili costituiscono infatti il 30 per cento delle nuove aziende individuali, e sono state avviate principalmente in Lombardia (12,8 per cento) ma anche in Campania (10,2), Piemonte (8,7 per cento) e Lazio (8,7 per cento).

Dati che dimostrano come le donne imprenditrici non siano un fenomeno limitato alle regioni italiane economicamente più floride. Infatti in Molise le imprese individuali femminili rappresentano il 34,2 per cento del totale, in Basilicata il 31,6 per cento e in Abruzzo il 30,4 per cento. In totale, oggi in Italia le imprese guidate da donne sono 857.230 e rappresentano il 25,5 per cento del totale delle imprese individuali.

Le donne si dimostrano imprenditrici più tenaci: infatti il tasso di resistenza alla crisi è del 25 per cento superiore rispetto ai colleghi uomini. Ulteriore riprova è che anche in regioni difficili come la Calabria quest’anno si sia registrato un aumento delle imprese femminili dello 0,6 per cento.

Le imprese individuali con titolare donna, secondo lo studio della Camera di Commercio, si concentrano soprattutto nelle attività commerciali (33,4 per cento), ma anche nell’agricoltura (28,9 per cento) e nei servizi alla persona (11 per cento).

(21 agosto 2009)

Fernanda Pivano

Wednesday, August 19th, 2009

Questo è l’ultimo intervento di Fernanda Pivano scritto per il Corriere della Sera. E’ stato pubblicato il 18 luglio di quest’anno, giorno del suo 92esimo compleanno. E’ un testo dedicato agli interrogativi posti dalla vecchiaia, ai ricordi e alla nostalgia degli anni della gioventù, nei quali si innamorò della nuova letteratura americana, i cui autori proprio lei contribuì a far scoprire con le sue traduzioni.

 

Ah, la vecchiaia. Gli anni che pesano. Le parole cariche di amara rassegnazione di Guido Ceronetti, alle quali ha risposto con affettuoso ottimismo Arrigo Levi, mi hanno costretto a pensare, ancora una volta, alla mia di vecchiaia. A interrogarmi. E a scavare un po’ nella memoria.

Mi è tornata in mente Alice B. Toklas che a quasi ottant’anni aveva uno strano modo di giggling, di fare una risatina silenziosa stringendosi nelle spalle, come una ragazzina. Regale e tenerissima, era molto premurosa nei miei confronti, forse a causa dell’ ammirazione che avevo dimostrato per Gertrude Stein con cui aveva condiviso molti anni della sua vita. Nell’ aprile 1954 Alice era venuta a trovarmi nella mia casa di via Cappuccio a Milano, città a lei piuttosto sconosciuta, per «vedere» dove e come abitavo. Si era molto rassicurata quando aveva visto la terrazza deliziosa che dava sul parco di non ricordo che cardinale con la deliziosa vista sulle montagne lontane, illuminate dal tramonto rosato.

 
 

 

Allora ero giovane, con il sangue che scorreva veloce nelle mie vene. Solo molti anni dopo ho capito il coraggio che i ragazzi possono dare a chi è già vecchio. Ho molta nostalgia di quegli anni. Ma mi consola chi viene a farmi autografare i libri di Ernest Hemingway, di Jack Kerouac, di Gregory Corso, di Allen Ginsberg, di tutti gli autori che hanno permesso loro di sognare e che io sono orgogliosa di poter dire di aver contribuito a far conoscere. A questi sognatori ricordo sempre che devono ringraziare la follia di Gregory, la visioni di Ti Jean, le preghiere di Allen e tutti i miei amici che se ne sono andati. E che rimpiango. Tutti loro hanno raggiunto gli immensi spazi profumati dell’ eternità quando al massimo avevano compiuto settant’ anni. Troppo presto.

 
 

 

Ma se penso ad Henry Miller, penso che anche un genio come lui se n’ è andato troppo presto. E di anni ne aveva 88. Non ho mai voluto accettare le malattie dell’ età e ne ho le scatole piene di dover prendere tutte queste pastiglie che i medici mi prescrivono. Ho sempre cercato di vivere di passioni e tutto questo mi riporta solo alla disperazione dei miei 92 anni, con le vene che non reggono la pressione di una semplice iniezione. Ma grazie a Dio ci sono questi ragazzi di 18 anni che mi mandano le loro poesie, i loro racconti, i loro auguri e mi chiedono suggerimenti su come fare a superare le tragedie della vita. Ahimè. A 92 anni ancora non so cosa rispondere. Dico loro di sperare. Di battersi per vivere in un mondo senza guerre volute solo da capitani ansiosi di medaglie. Di sorridere senza il rimorso di non aver aiutato nessuno. E proprio questi giovani sono una grande, meravigliosa, consolazione. Il segno che qualcosa di ciò che hai fatto ha lasciato un piccolo segno, un piccolo seme.

Posso confidarvi che l’ ultima volta che ho incontrato Gore Vidal per la presentazione di un suo libro, nel gennaio 2007, io ero appena uscita da un ricovero in ospedale e lui camminava aiutandosi con un bastone. Ma a cena, quando gli ho chiesto cosa potremmo fare insieme, lui mi ha risposto: «Let’ s make a baby - facciamo un bambino». Forse è questo il segreto per riuscire a sopravvivere anche a questa età. Forse è questo il segreto del vecchio Suonatore Jones dello Spoon River caro alla mia giovinezza «che giocò con la vita per tutti i novant’anni»

Fernanda Pivano

Questo è l’ultimo intervento di Fernanda Pivano scritto per il Corriere della Sera. E’ stato pubblicato il 18 luglio di quest’anno, giorno del suo 92esimo compleanno. E’ un testo dedicato agli interrogativi posti dalla vecchiaia, ai ricordi e alla nostalgia degli anni della gioventù, nei quali si innamorò della nuova letteratura americana, i cui autori proprio lei contribuì a far scoprire con le sue traduzioni.

 

Ah, la vecchiaia. Gli anni che pesano. Le parole cariche di amara rassegnazione di Guido Ceronetti, alle quali ha risposto con affettuoso ottimismo Arrigo Levi, mi hanno costretto a pensare, ancora una volta, alla mia di vecchiaia. A interrogarmi. E a scavare un po’ nella memoria.

Mi è tornata in mente Alice B. Toklas che a quasi ottant’anni aveva uno strano modo di giggling, di fare una risatina silenziosa stringendosi nelle spalle, come una ragazzina. Regale e tenerissima, era molto premurosa nei miei confronti, forse a causa dell’ ammirazione che avevo dimostrato per Gertrude Stein con cui aveva condiviso molti anni della sua vita. Nell’ aprile 1954 Alice era venuta a trovarmi nella mia casa di via Cappuccio a Milano, città a lei piuttosto sconosciuta, per «vedere» dove e come abitavo. Si era molto rassicurata quando aveva visto la terrazza deliziosa che dava sul parco di non ricordo che cardinale con la deliziosa vista sulle montagne lontane, illuminate dal tramonto rosato.

Fernanda Pivano con Alice B. Toklas
Fernanda Pivano con Alice B. Toklas

 

Allora ero giovane, con il sangue che scorreva veloce nelle mie vene. Solo molti anni dopo ho capito il coraggio che i ragazzi possono dare a chi è già vecchio. Ho molta nostalgia di quegli anni. Ma mi consola chi viene a farmi autografare i libri di Ernest Hemingway, di Jack Kerouac, di Gregory Corso, di Allen Ginsberg, di tutti gli autori che hanno permesso loro di sognare e che io sono orgogliosa di poter dire di aver contribuito a far conoscere. A questi sognatori ricordo sempre che devono ringraziare la follia di Gregory, la visioni di Ti Jean, le preghiere di Allen e tutti i miei amici che se ne sono andati. E che rimpiango. Tutti loro hanno raggiunto gli immensi spazi profumati dell’ eternità quando al massimo avevano compiuto settant’ anni. Troppo presto.

Fernanda Pivano con Allen Ginsberg
Fernanda Pivano con Allen Ginsberg

 

Ma se penso ad Henry Miller, penso che anche un genio come lui se n’ è andato troppo presto. E di anni ne aveva 88. Non ho mai voluto accettare le malattie dell’ età e ne ho le scatole piene di dover prendere tutte queste pastiglie che i medici mi prescrivono. Ho sempre cercato di vivere di passioni e tutto questo mi riporta solo alla disperazione dei miei 92 anni, con le vene che non reggono la pressione di una semplice iniezione. Ma grazie a Dio ci sono questi ragazzi di 18 anni che mi mandano le loro poesie, i loro racconti, i loro auguri e mi chiedono suggerimenti su come fare a superare le tragedie della vita. Ahimè. A 92 anni ancora non so cosa rispondere. Dico loro di sperare. Di battersi per vivere in un mondo senza guerre volute solo da capitani ansiosi di medaglie. Di sorridere senza il rimorso di non aver aiutato nessuno. E proprio questi giovani sono una grande, meravigliosa, consolazione. Il segno che qualcosa di ciò che hai fatto ha lasciato un piccolo segno, un piccolo seme.

Posso confidarvi che l’ ultima volta che ho incontrato Gore Vidal per la presentazione di un suo libro, nel gennaio 2007, io ero appena uscita da un ricovero in ospedale e lui camminava aiutandosi con un bastone. Ma a cena, quando gli ho chiesto cosa potremmo fare insieme, lui mi ha risposto: «Let’ s make a baby - facciamo un bambino». Forse è questo il segreto per riuscire a sopravvivere anche a questa età. Forse è questo il segreto del vecchio Suonatore Jones dello Spoon River caro alla mia giovinezza «che giocò con la vita per tutti i novant’anni»

Fernanda Pivano
18 agosto 2009

L’ora di rompere il silenzio: se le donne ritrovano la voce

Saturday, August 15th, 2009

Da «Indovina dove sono», la domanda di una ragazza che telefona contenta alla madre dal bagno attiguo alla camera da letto del presidente del Consiglio, è partita la catena: e voi dove siete? Dove sono gli italiani, dove sono le donne?, si chiedeva l’altro ieri Nadia Urbinati, docente di Teoria politica, mentre ci parlava di «democrazia docile e apatica». Le ha risposto Lidia Ravera: «La nostra rivoluzione è stata interrotta. Riportiamo i corpi in piazza, contiamoci per contare».

Di rivoluzione interrotta parla oggi Simona Argentieri, psicoanalista: «I diritti sono ereditati ma non ereditari». Arrivano in dote alle nuove generazioni ma facilmente si possono perdere. Nelle pagine di Forum Paola Concia, deputata, propone di ripartire «dalla forza di quel che si è conquistato in questi anni, come ci hanno mostrato gli operai dell’Innse». Centinaia di lettori e lettrici hanno scritto e partecipato ai blog dell’Unità. Vi proponiamo uno spaccato delle lettere.

Moltissimi di loro mettono in relazione la forza della classe operaia («gli eroi dell’Innse») e la debolezza di chi non riesce ad esprimere la propria rabbia, il proprio dissenso. Ribellarsi fa bene, abbiamo titolato in prima pagina pensando ad entrambi: a chi lo fa e a chi non osa.

Adesso. Perchè le cose cambiano, intanto. Presto sarà tardi. La «recrudescenza stagionale» di violenza e di delitti - donne uccise da uomini - è un segnale che viene dalla cronaca nera, un segnale che naturalmente non parla di follia (follia collettiva? epidemia di follia?) ma di disagio, di incultura, di regresso.

Le pubblicità elettorali che esibiscono tette e culi di titolari anche autorevoli (il seno della cancelliera tedesca, per esempio) sono un segnale che viene dalla politica, dal linguaggio che si usa per farla. L’icona di Berlusconi nell’Erotica Tour che fa impazzire le notti di Ostia (slogan: «Vi aspetto nel lettone di Putin») chiude il dibattito sulla distinzione tra pubblico e privato: quale distinzione? Siamo già allo slang. Il lettone di Putin è in piazza. Ora tocca a noi.

Fonte: L’Unità

Sanatoria per colf e badanti, le risposte dell’esperto

Friday, August 14th, 2009

Rispondiamo ad alcune domande che gli utenti ci hanno posto dopo la pubblicazione della guida alla regolarizzazione di colf e badanti

Nel 2007 ho presentato domanda per una collaboratrice domestica. Non ho saputo più niente. La collaboratrice si trova nel suo paese d’origine, per cui non posso regolarizzarla con la sanatoria. Vi chiedo se possibile di aiutarmi a capire.
1) Saranno ammesse tutte le domande del decreto flussi 2007 ?
2) Nel caso siano ammesse le domande flussi 2007, bisognerà pagare comunque i 500 € di cui si parla?
3) nel caso non siano ammesse le domande flussi 2007, come posso fare per regolarizzare una colf che stà nel suo paese d’origine? Datemi una mano grazie.

Sì, possono partecipare alla sanatoria anche tutti coloro che avevano presentato domanda durante il decreto flussi del 2007. Se la richiesta viene accettata, si annulla automaticamente il nulla osta ottenuto nel 2007. Se la sua colf si trova temporaneamente nel paese d’origine, nel frattempo può comunque iniziare la procedura. L’importante è che la colf sia impiegata a casa sua almeno dal 1° aprile 2009 e che, al momento della firma del contratto di soggiorno, sia tornata in Italia.


E se la badante o colf ha il 31 marzo come timbro di ingresso in italia? Come vengono conteggiati i mesi? Può essere regolarizzata?
Se la colf o la badante ha cominciato a lavorare a casa sua il giorno stesso o il giorno dopo il suo arrivo in Italia (quindi massimo il 1° aprile), può partecipare alla sanatoria. Se è impiegata da meno di 3 mesi al 30 giugno 2009, invece, non rientra nella sanatorie.


Vorrei sapere se il reddito è inferiore a 20.000 euro e la persona interessata è allettata si dovranna lo stesso versare le 500 euro. E se la badante cambia ogni 3 mesi ogni volta si versa la somma di euro 500?
Se il lavoratore che deve regolarizzare è una badante, non è richiesto alcun reddito minimo. È sufficiente un certificato medico (dalla Asl o da un medico convenzionato) che attesti la non autosufficienza della persona assistita. Tenga conto che il 30 settembre è il termine ultimo per presentare domanda di emersione dal lavoro nero. Questo significa che, se impiega una nuova badante irregolare dopo questa data (o se lo ha già fatto dopo il 1° aprile 2009), non potrà regolarizzarla.


Se un pensionato italiano ha dichiarato € 16.000,00 di redditi nel mod. 730 o nel modello unico e ha però ulteriori redditi da interessi in BOT e CCT per ulteriori € 5.000,00 (quest’ultimi non vanno indicati ai fini fiscali da nessuna parte) può presentare domanda o rischia di vedersela respinta? Basta un’autocertificazione a dimostrazione di ulteriori redditi? Può effettuare con tranquillità il pagamento di € 500,00 o rischia di perderli?? Grazie per la vostra eventuale risposta al mio quesito
Nella circolare ministeriale non viene fatto riferimento al reddito da Bot o Cct. Ad ogni modo, se nel suo modello 730 i 5.000 euro sono considerati come reddito imponibile, può tranquillamente partecipare alla sanatoria. In caso contrario, per lo Stato il suo reddito è pari 16.000 euro e non può presentare domanda di regolarizzazione per una colf.


Essendo interessato, la domanda mi sorge spontanea e ovvia: ma se una badante è stata (per modo di dire) “assunta” non in regola a luglio 2009, posso sempre regolarizzarla asserendo che è da marzo che collabora, così si salterebbe il vincolo dei tre mesi prima di essere regolarizzata? O mi sbaglio? Chi può dire il contrario visto la non regolarizzazione?
La falsa dichiarazione di emersione è considerata un reato, e chi presenta documenti contraffatti rischia fino a 6 anni di carcere.

Fonte: Kataweb