Pillola contraccettiva E’ sicura o no?

La pillola contraccettiva non smette di far discutere. E non parliamo adesso di questioni etico-politico-religiose, ma di salute della donna.

A riaccendere la polemica sulla sicurezza dei contraccettivi orali è un articolo scientifico pubblicato sul Canadian Medical Association Journal che dice (in sintesi): le pillole contraccettive contenenti l’ormone progestinico drospirenone aumentano il rischio di trombosi venosa e tromboembolismo polmonare rispetto alle altre che non lo contengono (lo studio è israeliano). E il rischio è tanto più elevato quando più la donna non è giovanissima, ha una pressione arteriosa alta e ha qualche chilo di troppo.

Quante volte i medici prescrivono la pillola (anche alle adolescenti) senza richiedere un esame del sangue? Sembra piuttosto spesso.

 

Stiamo parlando di una pillola di “quarta generazione” propagandata perché non provoca, rispetto ad altri prodotti, aumento di peso e ritenzione di liquidi.

Quello del giornale canadese è solo l’ultimo degli allarmi sulla sicurezza dei contraccettivi più moderni.

Prendiamo il quotidiano francese Le Monde del 15 novembre scorso. Titolo (richiamato addirittura in prima pagina): Le risques de la pilule de 3e génération sont sous- évalués, rischi sottovalutati per le pillole di terza generazione. A leggerlo ci si allarma non poco perché racconta il caso di un’adolescente che ha subito gravi danni dall’uso di queste pillole. E’ vero: aveva un’anomali genetica che riguardava la coagulazione del sangue e che la metteva a rischio di complicanze, ma non aveva avuto sufficienti informazioni sui possibili effetti collaterali del prodotto.

Per chiarire il problema, facciamo un passo indietro. Quali sono queste pillole di terza- quarta generazione e quali ormoni contengono?

I contraccettivi estro-progestinici esistono fin dagli anni Sessanta e contengono ormoni simili a quelli prodotti dalle ovaie (estrogeni e progestinici) e hanno lo scopo di bloccare l’ovulazione, garantire il sesso “sicuro”, almeno per quando riguarda le gravidanze indesiderate (ma non mettono al riparo dalle infezioni sessualmente trasmesse per cui sarebbe auspicabile l’uso, in parallelo, del preservativo).

I primi preparati prevedevano dosi piuttosto elevate di ormoni. Poi sono arrivate le pillole di seconda generazione, che contengono, come estrogeno, l’etinilestradiolo, associato a un progestinico (il levonorgestrel), e quelle di terza che hanno sempre l’etinilestradiolo, ma differenti progestinici come il desogestrel o il gestodene. Quelle di quarta contengono il drospirenone, come progestinico.

Insomma cocktail di ormoni diversi ed effetti collaterali diversi. Che sembrano più frequenti (almeno per quanto riguarda il rischio trombosi) per quelle di ultima generazione.

Prima dell’ultimo lavoro canadese, ce n’è stato un altro, danese, di cui ha riferito anche il Corriere online che metteva in guardia sui rischi di trombosi per le pillole che contengono i nuovi progestinici come il drospirenone, il desogestrel e il gestodene: la loro presenza raddoppierebbe il rischio trombotico.

Da sottolineare: il rischio è molto basso e la stessa gravidanza comporta un rischio di trombosi  tre volte piiu grande di quello della pillola. L’importante, però, è saperlo e decidere.

Adesso la Food and Drug Administration, l’ente federale americano per il controllo dei farmaci, sta valutando una serie di lavori sull’uso di pillole contenenti il drospirenone e sui suoi effetti collaterali. E arriverà presto a qualche conclusione.

Nel frattempo chi deve scegliere un contraccettivo è bene che analizzi a fondo il problema, soprattutto se è una madre che deve dare qualche suggerimento a una figlia adolescente ..…..

E si rivolga un medico scrupoloso disposto a discutere pro e contro della contraccezione e non si limiti soltanto a scrivere una ricetta…

Le informazioni sulla pillola, del resto, non sono mai troppe: l’amministrazione Obama ha appena annullato una decisione dell’Fda che autorizzava le giovani donne (sopra i diciassette anni) a comperare, senza ricetta, la pillola del giorno dopo (quella che si prende dopo un rapporto a rischio di gravidanza). La motivazione? Il fatto che molte donne non sanno usare appropriatamente questo prodotto.

Fonte: Corriere della Sera

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