Archive for the ‘prostituzione’ Category

una storia dolorosa

Saturday, December 6th, 2008

Sonia, 17 anni, romena di Macin, non accusa nessuno. Lei vuole solo tornare a fare la prostituta in corso Potenza. Domanda del pm Cristina Bianconi: «Ma non è terribile là fuori? Devi stare con vecchi, malati, gente pericolosa». Risposta della ragazzina: «Ci si abitua a tutto, dottoressa. Io non ho paura. Io voglio guadagnare bene, e essere libera».

Nuove schiavitù. «Ci troviamo di fronte a uno scenario che sta cambiando - spiega il pm Bianconi - la maggior parte delle ragazze partono dalla Romania consapevoli di quello che verranno a fare. Spesso sono indotte ed accompagnate da fidanzati con cui hanno storie malate. Ma non c’è più violenza fisica, non ci sono ricatti. Nella maggior parte dei casi c’è solo la volontà di guadagnare tanti soldi nel modo più veloce possibile». Perché nonostante la crisi, dice il magistrato, l’industria della prostituzione continua ad andare fortissimo: «L’altro giorno ho interrogato una ragazzina che mi ha detto di aver guadagnato 30 mila euro in tre mesi. Diciamo che la media è di 600 euro al giorno».

La storia di Sonia a Torino non ha precedenti. Il suo protettore è stato arrestato: continuava a sentirla mentre lei era in Comunità, discutevano insieme su come tornare al lavoro. Denunciata anche la madre della ragazza: è arrivata apposta dalla Romania come garante, voleva restituirla alla strada. Denunciata la stessa Sonia, sempre per false dichiarazioni al pm: «Abbiamo intercettato le sue conversazioni - dice la dottoressa Bianconi - abbiamo verificato inequivocabilmente che ci ha mentito. Non vuole essere liberata, vuole tornare a vendersi».

Sonia arriva a Torino la scorsa estate. Dice di lavorare come badante, casa in via Borgomanero. Con lei abitano una ragazza romena maggiorenne e suo marito. I carabinieri del nucleo operativo la rintracciano presto. Perché frequenta posti già noti per un’altra indagine: “Oro Rosso”. Quella servita per sgominare un’organizzazione criminale che riduceva in schiavitù ragazzi ladri di rame. Stesso punto di partenza: Macin.

Sonia viene presa dalla strada mentre aspetta i clienti. Per due mesi resta in comunità. Seguita da psicologi ed assistenti sociali. Gli investigatori cercano di capire chi possa tirare i fili della sua esistenza, ma trovano solo silenzi, bugie, coperture, complicità. Lunedì scorso è stato arrestato il suo protettore, Caldararu Florin, 30 anni, difeso dagli avvocati Domenico Peila e Alessandro Bellina: «Abbiamo presentato richiesta di riesame - spiegano - l’udienza è fissata per il 5 dicembre davanti al Tribunale della Libertà. Abbiamo 500 pagine di atti da studiare». Il finale però è già scritto. Così vuole Sonia: «Quando farò diciott’anni tornerò sul marciapiede di corso Potenza». Giovanissima, come richiede il mercato. «Continuano ad arrivare - dice il pm Bianconi - sempre più giovani, il fenomeno è in aumento. L’altro giorno una ragazzina mi ha detto. “Non vedo l’ora di diventare maggiorenne così passo dalla strada al night”». Un salto di qualità. Senza moralismo: soldi, soldi, soldi.
fonte: La Stampa

Perchè queste ragazze pensano che il denaro sia tutto? Chi le ha convinte che tutto sia lecito in nome del consumismo?  Questa storia mi ha resa triste… Sento che in qualche modo anche noi siamo colpevoli…

PROSTITUZIONE: 100 NIGERIANE PER 50MILA DLR

Saturday, November 22nd, 2008

TRIESTE - “Comprate” per 50 mila dollari in Nigeria, portate in Italia e costrette, anche con riti voodoo, a prostituirsi per ripagare, con anni di sfruttamento sessuale, il loro ingresso clandestino: è la storia di un centinaio di ragazze nigeriane scoperta dalla Squadra Mobile della Questura di Trieste.

La Polizia del capoluogo giuliano ha sgominato una presunta organizzazione criminale (composta da undici nigeriani, tutti arrestati in vari momenti dell’inchiesta) che secondo l’accusa aveva realizzato una vasta rete di prostituzione estesa dal Friuli-Venezia Giulia, al Veneto, alla Lombardia, all’Emilia Romagna, alla Puglia. Le ragazze - secondo la ricostruzione fatta dalla Polizia - venivano contattate in Nigeria, comprate da famiglie e parenti, portate in Italia attraverso Bulgaria, Grecia e Austria, e “custodite” in luoghi sicuri per essere poi costrette a prostituirsi.

Fonte: ANSA

Prostituzione, blitz a Castrovillari: 10 arresti e centinaia di romene coinvolte

Saturday, October 11th, 2008

Si è svolta in mattinata in provincia di Cosenza un’operazione della Polizia contro un’organizzazione criminale composta da italiani e romeni dedita allo sfruttamento della prostituzione. Il personale del commissariato di Castrovillari, ha eseguito dieci ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di altrettanti presunti componenti dell’organizzazione, che avrebbe avuto la sua base logistica a Sibari, nella zona dell’alto Jonio cosentino. Agli arrestati viene contestata l’associazione per delinquere finalizzata all’induzione e allo sfruttamento della prostituzione. L’organizzazione che è stata sgominata avrebbe avuto diramazioni anche in Emilia Romagna. L’indagine che ha portato all’emissione delle ordinanze di custodia cautelare si basa su una serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali dalle quali è emersa la fitta rete di rapporti e complicità tra i componenti dell’organizzazione per lo sfruttamento nell’attività di prostituzione nella quale erano coinvolte decine di donne, molte delle quali romene.

CENTINAIA DI ROMENE COINVOLTE - Sarebbero centinaia le donne di nazionalità romena coinvolte nel giro di prostituzione gestito dall’organizzazione che è stata sgominata la scorsa notte dalla polizia con l’operazione Ursaru. Le romene, tra cui molte minorenni e molte donne in gravidanza, venivano introdotte irregolarmente in Italia, con false promesse di lavoro o di matrimonio, e portate a Bologna, da dove venivano smistate in Calabria ed in altre regioni per essere avviate alla prostituzione. L’attività dell’organizzazione andava avanti da alcuni anni e le donne fatte prostituire venivano cambiate ogni mese per evitare che si radicassero sul territorio. Dalle indagini è emerso anche il caso di una giovane costretta a prostituirsi malgrado fosse in stato di gravidanza e che, per cause in corso d’accertamento, ha perso il figlio. Le donne sfruttate dall’organizzazione sarebbero state sottoposte a violenze fisiche e pressioni psicologiche.

Fonte : Corriere della Sera

La tratta delle orfane

Saturday, October 4th, 2008
Per reclutare le donne da avviare
alla prostituzione sceglievano, in Romania, ragazze senza famiglia
o ospiti negli orfanotrofi. Ventuno arresti
TORINO
Avvicinavano ragazze senza famiglia nei pressi degli orfanotrofi in cui vivevano o dai quali erano da poco uscite e approfittavano delle loro difficoltà per portarle a Torino dove venivano avviate alla prostituzione: questa l’ipotesi investigativa della Squadra Mobile della Polizia di Torino che ha arrestato 3 persone per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e altre 18 per associazione a delinquere finalizzata al furto, alla ricettazione e al riciclaggio di macchine da lavoro ed escavatori.

Indagando infatti sullo sfruttamento delle ragazze romene, i poliziotti hanno scoperto anche un gruppo che rubava macchinari nel nord Italia e poi li rivendeva in Romania e in altri paesi dell’est.
I responsabili dello sfruttamento delle giovani romene sono due albanesi e un romeno. Secondo quanto emerso dai racconti delle giovani, pare che i membri della banda fossero in contatto anche con alcune persone che lavoravano all’interno degli orfanotrofi in Romania e che segnalavano loro le ragazze più in difficoltà e dunque più facilmente avvicinabili: si tratta di un’ipotesi ancora da verificare, sulla quale le indagini continueranno in collaborazione con la polizia romena. Tra gli arrestati per i furti e il riciclaggio dei macchinari, c’è anche Nicolò Vivona, 76 anni, con una “carriera criminale” cinquantennale. Era chiamato dagli altri membri della banda «Il Vecchio», proprio per suoi numerosissimi precedenti penali

Fonte : La Stampa

Quanto?

Wednesday, October 1st, 2008

Ho trovato in internet questi manifesti, facevano parte di una mostra internazionale di grafica sul tema della prostituzione , sono passati due anni ma queste opere restano più che mai attuali… e ho pensato di proporveli:

 le donne ed i bambini non sono merce

 

Una notizia :

Tanto innamorata da accettare di prostituirsi per lui. È la storia di una ragazzina pugliese di 14 anni. È anche la storia di un terribile sopruso, dato che la ragazza veniva picchiata dal compagno quando si rifiutava di vendersi ad altri uomini. Una storia che per fortuna ha avuto fine, con l’arresto dell’aguzzino. La vittima è figlia di una coppia di professionisti.

SOLDI SPESI IN VESTITI - Il fidanzato, che ora ha 18 anni ma all’epoca dei fatti era minorenne, è stato arrestato dalla Squadra mobile di Foggia su provvedimento del Tribunale per i minori di Bari, che ha stabilito la detenzione in una comunità di recupero fuori dalla provincia. Il ragazzo è accusato di sfruttamento e induzione alla prostituzione. L’indagine è partita quando la 14enne si è confidata con un’assistente sociale raccontando di essere stata costretta a prostituirsi per due mesi in un appartamento a Manfredonia; il ricavato, 150 euro per ogni prestazione, veniva utilizzato dal fidanzato in vestiti o divertimenti. La ragazzina ha detto di essere comunque rimasta innamorata del compagno. Una relazione problematica, osteggiata dai genitori della ragazza che però non avevano idea di cosa stesse realmente accadendo.

Fonte: Corriere della Sera

Le nuove Lolite, messaggini e filmati su internet:così Baby Pikkolina adesca i grandi

Wednesday, September 24th, 2008

 Forse al lavoro, o a tavola, o al telefono, magari davanti alla tivvù, comunque lontanissimi, e dispersi, e senza bussola, anche se il mondo dei propri figli è lì a due passi, oltre un corridoio,  in un territorio delimitato dal confine di una parete, e di una porta chiusa. Chissà cosa fanno e cosa pensano, i genitori di Bambolina, di Cuccioletta ’94, di Piskelleta, di Venere Maliziosetta ’92, di Baby Pikkolina, di Ilona Tossika ’95, di tutte le altre, mentre le figlie e si avventurano tra gli agguati digitando, navigando sui siti di incontri per giovanissimi più frequentati, dissimulando la propria identità dietro un nickname, lasciando fluire oscenità in forma di parole, di foto, di immagini, di appuntamenti, progetti di sesso occasionale. E qualche volta si mettono in vendita, per soldi o per qualche ricarica di cellulare, in saldo, con l’automatismo di chi sta praticando un passatempo di tendenza, a beneficio di un Cucciolo, di un Drago, di un Bastard, di un Sonocarino, di qualcun’altro che le vuol comprare, che forse è un coetaneo e forse no, magari è un adulto travestito, o dichiarato, un buon offerente, o solo uno che ti gratifica, ti fa sentire grande.

In un kit tecnologico istruzioni per l’anima non ce ne sono, e il concetto di ”spirituale” non è diverso da quello di ”virtuale”, riguarda solo ciò che non si tocca. In un kit tecnologico, ciò che non si tocca, però, si può vedere, e successivamente si può pure incarnare, senza miracoli, è solo una questione di intraprendenza, di tempo, di occasioni. O di tariffe. In un kit tecnologico l’amore e il sesso sono due concetti dissociati, un corpo lo puoi vendere e comprare, e il contratto non prevede clausole troppo impegnative, nulla che imponga uno scambio emotivo, o un sentimento.
Perciò potremmo raccontarci che a sterilizzare l’anima dei nostri figli siano stati i kit tecnologici, possiamo maledirli, per aver diffuso un virus letale che ha indebolito gli anticorpi, il rispetto di sè e del proprio corpo, il senso del pudore, l’affettività, i freni inibitori.

Possiamo raccontarci che a rovinarli siano stati i cellulari, e le catene di sms e mms che li hanno strangolati, e quella dipendenza tossica dalla Rete, da Msn, dai social networks, da YouTube e YouPorn, da tutto quello che misura in giga il loro campo di energie, li espone alla moltiplicazione capillare degli incontri, delle immagini contagiose, delle tentazioni ispirate dall’esibizionismo. Potremmo raccontarci che non sarebbe accaduto ciò che accade, che le femmine non sarebbero mai arrivate a mercificare il loro corpo e i maschi a comprarlo, se non fosse stato per via delle protesi con le quali sia le une che gli altri tendono a sdoppiare i loro gesti, la loro voce, il loro sguardo, e a smarrire il confine tra ciò che è reale o ciò che non lo è. Possiamo raccontarci tante cose, su quello che è accaduto e sta accadendo, anche se poi sappiamo che non è così. Non solo.

Sappiamo che la mutazione antropologica è maturata tra le nostre mani e sotto i nostri occhi, che le sostanze chimiche sono reperibili in giro tutti i giorni: sono luoghi comuni, ormai, e come tutti i luoghi comuni sembrano parole vuote vuote, parole inflazionate, la solitudine, la distrazione, il consumismo, il vuoto di valori e di passioni, la noia, il bombardamento di modelli fuorvianti. Si sa. E allora, a volersi tappare le orecchie, si potrebbero almeno aprire gli occhi.

In fondo basterebbe poco. Basterebbe, ad esempio, imparare a digitare. Basterebbe, magari, frugare su quel sito che il proprio figlio frequenta assiduamente, con i suoi coetanei adolescenti, per fare l’inventario dell’offerta di gruppi che si possono frequentare, «privati e accessibili solo ai loro membri, se vuoi farne parte chiedi il permesso al proprietario».

I titoli e i loghi, però, son tutti lì, ”Il più bel fondoschiena”, ”Ragazze web cam”, ”Bad girls, ”Miss perizoma” ”Sex no limits”, e via dicendo, in un crescendo di spregiudicatezza, ma non di fantasia. E basterebbe controllare di tanto in tanto le gallerie di foto sui cellulari, o gli abiti che son custoditi nei cassetti, o negli zaini, e i trucchi, e la disponibilità di denaro che c’è nei portafogli. E basterebbe controllare meglio i muri dei bagni delle scuole, o le panchine in cortile, dove la domanda si incrocia con l’offerta, e si possono leggere i numeri di cellulare, le prestazioni gratuite o a pagamento, o i tariffari. Gli indizi son tutti in vista, basta volerli rintracciare. Forse basterebbe, o forse no.

Forse sarebbe necessario imparare a frugare prima di tutto negli sguardi. Ad ascoltare. A cercare una mappa per orientarsi, con il coraggio e la pazienza degli esploratori, oltre quel corridoio, quella parete, quella porta chiusa. Forse, là dietro, c’è qualcuno che, senza saperlo, sta aspettando.

Fonte : Il Messaggero

Approvato il ddl Carfagna, prostitute e clienti saranno arrestate

Friday, September 12th, 2008

Vita dura per le lucciole ed i loro clienti: il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge relativo alle «misure contro la prostituzione» messo a punto dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna insieme ai colleghi Angelino Alfano e Roberto Maroni. Il ddl introduce il reato di «prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico». Sarà dunque vietato prostituirsi nei parchi, nelle strade, nelle campagna e in ogni altro luogo pubblico. Le sanzioni previste sono l’arresto da cinque a quindici giorni e un’ammenda da 200 a 3 mila euro. La medesima sanzione si applicherà sia a chi si prostituisce sia a chi si avvale del sesso a pagamento. Cambia così, dopo 50 anni, la legge Merlin che nel 1958 sanciva l’abolizione della regolamentazione della prostituzione in Italia e la chiusura delle case chiuse. Con l’attuale normativa infatti la prostituzione per le strade è un comportamento del tutto libero e sostanzialmente lecito.  

Per la Carfagna il ddl è uno strumento «per togliere linfa al mercato della prostituzione e punire un fenomeno vergognoso». Secondo il ministro la prostituzione in strada è un fenomeno di allarme sociale, «un fenomeno vergognoso che spesso è connesso alla riduzione in schiavitù, all’uso e all’abuso dei minori, che a volte sfocia anche in fenomeni di violenza come lo stupro».

Il ddl prevede anche sanzioni più severe per lo sfruttamento della prostituzione minorile. Per gli sfruttatori è previsto il carcere da 6 a 12 anni ed una multa da 15 mila a 150mila euro. Carcere da 6 mesi a 4 anni e multe tra i 1500 ed i 6mila euro se il minore ha tra i 16 ed i 18 anni. Il ddl, come chiarito dalla Carfagna, prevede anche il rimpatrio per i minori stranieri che si prostituiscono «se ci saranno le garanzie che nel paese di provenienza c’è ad attenderli la famiglia o, almeno, una struttura in grado di fornire assistenza adeguata». Infine chi si fa promotore e organizzatore di associazioni a delinquere finalizzate allo sfruttamento della prostituzione rischia tra i 4 e gli 8 anni di carcere, mentre chi vi partecipa potrà essere punito con una pena che va dai 2 ai 6 anni di reclusione.

Critiche al ddl Carfagna arrivano dal Gruppo Abele, la onlus di don Luigi Ciotti che dal 1965 è al fianco degli emarginati. «Rendere la prostituzione in strada un reato per le prostitute e per i clienti è assolutamente controproducente» dicono dalla onlus. Per il Gruppo Abele quello che più preoccupa non è la prostituzione all’aperto bensì al chiuso: è «l’appartamento, la casa isolata, il circolo privato dove si può violare meglio chi è fragile e sfruttato e dove ci sono più minorenni e dove le donne sono di fatto più indifese per l’impossibilità di ricorrere a qualsiasi aiuto» recita il comunicato dell’associazione. La strada invece, per quanto pericolosa, «è raggiungibile dalle forze dell’ordine e soprattutto da chi può dare aiuto, fare prevenzione sanitaria, informare che uscire dalla prostituzione forzata si può» dicono dalla onlus.

Fonte: L’Unità

 Tutto purchè il marcio non si veda…

Carfagna: “Non comprendo chi vende il proprio corpo”
 
 
 

 

   
… neanche noi!
 
 

 

 

Ddl Carfagna contro la prostituzione in strada multe e arresti per lucciole e clienti

Tuesday, September 9th, 2008

Nuove norme in arrivo contro la prostituzione in strada: i trasgressori, prostitute e clienti, andranno incontro a sanzioni che possono arrivare anche all’arresto. Questo il contenuto del ddl “Misure contro la prostituzione”, a firma del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, che sarà domani fra i primi provvedimenti all’esame del pre-consiglio dei ministri, per poi approdare alla prossima riunione dell’Esecutivo. 

Il ddl è improntato al contrasto del fenomeno della prostituzione, e non all’introduzione di una nuova regolamentazione, vietando quella di strada, senza entrare nel merito dell’esercizio in forme e luoghi privati. Il ddl, già annunciato prima dell’estate nell’ambito del pacchetto sicurezza (il suo impianto non ha subito modifiche rispetto alla stesura iniziale), introduce due novità: le sanzioni per i clienti e il divieto di prostituirsi nei luoghi aperti al pubblico. Le sanzioni ipotizzate prevedono l’arresto, da cinque a 15 giorni, oltre che un’ammenda, da 200 euro a 3 mila euro.

In arrivo anche un giro di vite contro la prostituzione minorile. Per chi sfrutta le baby prostitute è previsto il carcere da sei a 12 anni e multe da 15 mila a 150 mila euro. Si ricorrerà anche al rimpatrio assistito dei minori stranieri, purché sia nel loro interesse.

Fonte : Il messaggero

In pratica la nostra ministra ci ha riaperto le case chiuse senza colpo ferire… Non ci sto!