La Conferenza Stato-Regioni ha approvato il programma per il parto sicuro, elaborato dal Ministero della Salute e articolato in dieci indirizzi d’azione. Obiettivi: la promozione e il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e la riduzione del parto cesareo. Le linee guida, che saranno avviate congiuntamente a livello nazionale, regionale e locale, contengono misure di politica sanitaria e di accreditamento, una carta dei servizi per il percorso nascita, integrazione territorio-ospedale, sviluppo di direttive sulla gravidanza fisiologica e taglio cesareo da parte del Snlg-Iss (Sistema Nazionale Linee Guida - Istituto Superiore di Sanità); elaborazione di raccomandazioni e strumenti per la sicurezza del percorso nascita, procedura di controllo del dolore nel corso del travaglio e del parto, formazione degli operatori, monitoraggio e verifica delle attività, istituzione di un coordinamento permanente per il percorso nascita.
GRAVIDANZA - Per quanto riguarda la gravidanza fisiologica, queste sono le direttive del Ministero, Istituto superiore di sanità e Centro per la valutazione dell’efficacia dell’assistenza sanitaria: un minimo di quattro visite durante la gravidanza, presa in carico dall’ostetrica, intervento del medico solo in caso di complicazioni, e assistenza durante tutta la gravidanza dagli stessi professionisti. Il documento, redatto sotto forma di quesiti e raccomandazioni, contiene indicazioni sui principali aspetti della gestazione - allattamento, screening ed esami diagnostici - e il tipo di assistenza da offrire. Il modello delineato prevede la presa in carico della gestante da parte dell’ostetrica, in collaborazione con il medico di medicina generale, i consultori e le altre strutture territoriali e il coinvolgimento dei medici specializzati in ostetricia e gli altri specialisti in caso di complicazioni. Durante tutta la gravidanza la donna dovrà essere assistita dagli stessi professionisti in modo continuativo. Nelle linee guida è inoltre stabilito che il numero minimo di visite non potrà essere inferiore a quattro e alla donna dovranno essere date informazioni scritte sul programma delle visite, tempi e contenuti. Per quanto riguarda la diagnosi di anomalie fetali è raccomandata l’indagine ecografica tra la 19esima e 21esima settimana, mentre per la diagnosi prenatale della sindrome di Down questa deve essere offerta a tutte le donne entro la 13esima settimana.
PARTO SICURO - Ecco le dieci linee guida per il parto sicuro:
1) Misure di politica sanitaria e di accreditamento: si vuole razionalizzare/ridurre nell’arco di tre anni i punti nascita con numero di parti inferiore a 1.000 l’anno, prevedendo l’abbinamento per pari complessità di attività delle unità operative ostetrico-ginecologiche con quelle neonatologiche/pediatriche, riconducendo a due i precedenti tre livelli assistenziali, mettendo a regime, contemporaneamente, il sistema di trasposto assistito materno (Stam) e neonatale d’urgenza (Sten). Le strutture dovranno essere autorizzate e accreditate sulla base di standard. La rete dei servizi territoriali, in particolare i consultori familiari adeguatamente supportati nel numero e negli organici, rappresenta il punto nodale per la presa in carico della gravidanza fisiologica, ricorda il documento. Vengono suggerite strategie di incentivazione/disincentivazione economica su soglie di appropriatezza degli interventi e l’implementazione delle misure individuate viene indicata quale obiettivi specifici per la valutazione dei direttori generali, dei direttori di dipartimento e di unità operativa complessa.
2) Carta dei servizi per il percorso nascita: le aziende sanitarie in cui è attivo un punto nascita devono sviluppare una carta dei servizi specifica per il percorso nascita, in cui siano contenute le informazioni generali sulla operatività dei servizi contenenti i principali indicatori di esito, sulle modalità assistenziali dell’intero percorso nascita, sulle modalità per favorire l’umanizzazione del percorso nascita, sulla rete sanitaria ospedaliera-territoriale e sociale per il rientro a domicilio della madre e del neonato atta a favorire le dimissioni protette, il sostegno dell’allattamento al seno e il supporto psicologico.
3) Integrazione territorio-ospedale: si vuole garantire la presa in carico, la continuità assistenziale, l’umanizzazione della nascita attraverso l’integrazione dei servizi tra territorio e ospedale e la realizzazione di reti dedicate al tema materno-infantile sulla base della programmazione regionale. Sono previsti percorsi assistenziali differenziati che favoriscano la gestione delle gravidanze fisiologiche presso i consultori e le dimissioni protette delle puerpere e dei neonati.
4) Sviluppo di linee guida sulla gravidanza fisiologica e sul taglio cesareo da parte del Sistema nazionale linee guida-Iss.
5) Programma di implementazione delle linee guida: attraverso analisi del contesto assistenziale a livello regionale e locale verranno identificate le criticità e le barriere che ostacolano il cambiamento. Verrà promossa la continuità assistenziale e l’integrazione con l’assistenza territoriale. Viene quindi promosso il ruolo dei vari professionisti nel percorso nascita, anche tramite l’individuazione dei percorsi differenziati per l’assistenza alla gravidanza fisiologica e a rischio fisiologica. Per favorire l’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo verranno sviluppati percorsi clinico-assistenziali aziendali, sulla base delle linee di indirizzo.
6) Elaborazione, diffusione e implementazione di raccomandazioni e strumenti per la sicurezza del percorso nascita. Verranno promossi strumenti quali le raccomandazioni per la prevenzione della mortalità materna, per la prevenzione della mortalità neonatale nonché l’adesione a sistemi di monitoraggio di eventi sentinella/eventi avversi/near miss e relativi Audit.
7) Procedure di controllo del dolore nel corso del travaglio e del parto: vengono promosse procedure assistenziali, farmacologiche e non per il controllo del dolore in corso di travaglio-parto e definiti di protocolli diagnostico terapeutici condivisi per la partoanalgesia, dando assicurazione della erogabilità di tale prestazione con disponibilità/presenza di anestesista sulla base dei volumi di attività del punto nascita.
Formazione degli operatori: all’interno dei percorsi di formazione/aggiornamento di tutte le figure professionali coinvolte nel percorso nascita, con modalità integrate, viene dato particolare peso alla formazione inerente il programma di implementazione delle linee guida e all’audit clinico quale strumento di valutazione della qualità dei servizi e delle cure erogate. Con il Miur si desidera attivare sistemi per la verifica e adeguamento dei livelli formativi teorico-pratici delle scuole di specializzazione in ginecologia e ostetricia, nonché in pediatria/neonatologia e del corso di laurea in ostetricia, in linea con gli standard assistenziali. Un ruolo non secondario nella formazione degli operatori assume l’effettiva integrazione della funzione universitaria di didattica con gli ospedali di insegnamento nonché la promozione del coinvolgimento delle società scientifiche nella formazione continua dei professionisti sanitari. Nel favorire la diffusione delle procedure di controllo del dolore nel corso del travaglio e del parto viene prevista attività formativa in tema di metodiche farmacologiche e non di controllo del dolore, con carattere di multidisciplinarietà. Viene infine promosso un percorso strutturato per l’inserimento dei professionisti nuovi assunti, confacente alle caratteristiche dei livelli assistenziali garantiti.
9) Monitoraggio e verifica delle attività: per tutte le attività previste viene promosso l’utilizzo di sistemi di monitoraggio e valutazione, capaci di definire le ricadute cliniche e assistenziali attraverso indicatori misurabili.
10) Istituzione di una funzione di coordinamento permanente per il percorso nascita: per un adeguato coordinamento e verifica delle attività è prevista la costituzione di un Comitato per il percorso nascita (Cpn), interistituzionale, con funzione di coordinamento, con il coinvolgimento delle direzioni generali del Ministero della Salute (programmazione, prevenzione, comunicazione, ricerca, sistema informativo), delle regioni e province autonome e di altre istituzioni sanitarie nazionali (Iss, Agenas). Analoga funzione dovrà essere attivata a livello di ogni singola regione e provincia autonoma.
Fonte: Corriere della Sera