Archive for the ‘Senza Categoria’ Category

L’appello dei pediatri . Un giorno senza TV

Tuesday, November 25th, 2008

Questo è un invito che anche io rivolgo a tutte le mamme:

Staccare la spina, in senso letterale. Riporre il telecomando almeno per un giornata. L’appello arriva dalla Società Italiana di Pediatria, che lancia in collaborazione con Repubblica.it la campagna “un giorno senza televisione”. Per sensibilizzare le famiglie ai rischi nascosti legati a quello che troppo spesso appare come un innocuo passatempo per bambini e ragazzi. E per invitarle a impiegare almeno 24 ore in modo “rivoluzionario”. Qualche idea? Parlare, giocare, leggere, fare una passeggiata con i propri figli, portarli al parco. Le alternative possono essere tante e vi invitiamo a raccontarcele sul nostro forum.

PARTECIPA AL FORUM

Un appello simbolico per un problema più che concreto. Passare pomeriggi e serate davanti alla televisione, troppo spesso usata come babysitter catodica, significa prima di tutto togliere tempo al gioco con i propri coetanei, al movimento fisico - fondamentale perché l’obesità infantile è crescita - allo scambio in famiglia, a stimoli culturali. Ma vuol dire anche un bombardamento eccessivo di pubblicità nella “fascia protetta” e un’esposizione a scene violente inadatte ai più piccoli e ai loro fratelli maggiori. Dagli ultimi rilevamenti della Sip relativi al secondo quadrimestre 2008, su Italia 1 - la rete più vista da bambini ed adolescenti - la media oraria di spot è risultata essere 47,6 ogni ora, con una percentuale di pubblicità pari al 26,29% del tempo totale di trasmissione. Non cambia granché neppure per Canale 5, altra rete molto seguita dai piccoli, con risultati sostanzialmente allineati.


L’overdose televisiva influisce in modo negativo non solo sui comportamenti alimentari - si mangia di più e meno bene accoccolati sul divano davanti a cartoni e telefilm - ma anche su quelli sociali per il tipo di messaggi e modelli proposti. Un’indagine sull’adolescenza condotta dalla Sip per il 2007 - i nuovi dati relativi al 2008 verranno presentati il 2 dicembre - indicano con chiarezza che chi guarda di più la tv (oltre 3 ore al giorno) è anche più influenzato dalla pubblicità (92,2% contro l’80,9% di chi la guarda per meno di un’ora al giorno); tende a mangiare più merendine (25,8% contro il 15,2%) e risulta maggiormente predisposto alla violenza (54,9% contro 37,6%).

Il presidente della Sip Pasquale Di Pietro non si fa illusioni: “Sappiamo bene che non è con un giorno di moratoria che si risolvono i problemi, ma il nostro obiettivo è iniziare a sensibilizzare sia i genitori che i ragazzi sul fatto la tv non deve rappresentare una assoluta necessità e che ogni tanto se ne può anche fare a meno. Se poi la giornata senza tv diventasse almeno una abitudine settimanale, tanto meglio”, dice.
Può bastare poco ad innescare un ciclo virtuoso. Almeno, ci si può provare.
Fonte: La repubblica

StrisceRosa: i parcheggi “col pancione”

Sunday, March 30th, 2008

MILANO - Tutto è nato con un tam-tam in Rete e di questi tempi non è infrequente. La particolarità è che i protagonisti non sono giovani “smanettoni”, ma mamme che hanno deciso di unirsi per chiedere un aiuto nella (spesso disperata) ricerca di un posto auto nei punti più critici delle città. L’iniziativa “Striscerosa” è stata “adottata” e promossa dalla redazione di Quimamme.it, che fa parte del canale “Donna e mamma” di Corriere.it.

PUNTI CRITICI - La richiesta: parcheggi gratuiti riservati alle donne in dolce attesa o con bambini piccoli, da realizzare nei punti critici della città per chi si muove con pancione o pargoli al seguito: vicino agli ospedali pediatrici o reparti maternità, accanto agli asili e alle scuole ma anche in centri commerciali e supermercati. Quimamme.it, in collaborazione con Fiat Idea, ha realizzato un punto di incontro virtuale dedicato, www.striscerosa.it, dove è possibile scoprire e segnalare i parcheggi rosa già esistenti in tutta Italia (promossi per il momento con formule di cortesia). Sul sito Striscerosa.it è anche possibile sottoscrivere la petizione che la redazione di Quimamme.it presenterà a Comuni e istituzioni per trasformare le “Striscerosa” in parcheggi veri e propri, regolamentati dal Codice della strada.

2000 ADESIONI - Un appello che, ad oggi, ha raggiunto oltre 2000 sottoscrizioni. Nella prossima edizione di «Bimbinfiera», il salone per l’infanzia più importante d’Italia che si terrà a Roma il 5 e 6 aprile, verrà lanciata ufficialmente l’iniziativa. Vicino allo Stand di Quimamme.it si potranno vedere le “Stiscerosa”, chiedere informazioni alla redazione e aderire alla sottoscrizione.

ON THE ROAD - Più in generale, Quimamme.it è nato con l’obiettivo di cercare (e trovare) soluzioni che migliorino la qualità di vita delle famiglie. In attesa di nuove politiche per le famiglie che aiutino soprattutto i neo-genitori e le mamme che lavorano, la redazione si fa portavoce di mamme e papà: basta scrivere le proprie proposte o segnalare disservizi e mancanze a ontheroad@quimamme.it e seguire su Quimamme.it e Corriere.it/donnaemamma tutti i reportage della prima redazione online al servizio delle mamme.

Fonte: Corriere della Sera

Adesca bambina di 11 anni sul web

Sunday, March 30th, 2008

Atti di autoerotismo davanti a una bambina di 11 anni. Con questa accusa è stato denunciato per adescamento aggravato di minorenne un uomo di anni 40 anni, residente in provincia di Napoli, incastrato dalla ‘trappola’ tesagli dalla polizia postale di Catania.L’indagine ha preso avvio dalla denuncia della madre della piccola che ha riferito agli investigatori che la figlia era stata contattata sulla chat MSN da un soggetto sedicente adulto, consapevole dell’età della minore, che aveva iniziato a rivolgergli domande intime e volgari.

Agenti della polizia postale, autorizzati dalla Procura distrettuale del capoluogo etneo, hanno avviato un’attività sotto copertura e, fingendosi una bambina di 11 anni, sono entrati in contatto con l’utente acquisendo elementi utili a comprovare la sua attrazione verso i minori. In una delle varie sessioni di chat l’uomo ha compiuto anche atti di autoerotismo davanti a una webcam.

Le investigazioni hanno consentito di risalire ai luoghi da dove avvenivano le connessioni ad internet, un’azienda del napoletano. Nel corso delle perquisizioni, disposte dal pm Cascino, è stato identificato il responsabile dell’adescamento e delle molestie, che ha confessato.

Fonte : Il quotidiano .net

India, “strega” picchiata e seviziata

Saturday, March 29th, 2008

NUOVA DELHI - Legata a un palo, picchiata, presa a pugni. È la durissima punizione inflitta in India a una donna accusata di praticare la magia nera. Le immagini del linciaggio, girate a Dumaria Adalchak, alla periferia di Patna (capitale dello stato orientale del Bihar), sono state trasmesse in tv, dalla New Delhi Television, e hanno scosso l’intero Paese.

VIDEO - Il filmato (guarda: immagini particolarmente scioccanti) mostra infatti la “strega” presa a pugni in faccia e a calci da un uomo, poi una seconda persona le taglia i capelli. Decine di abitanti del villaggio assistono alla punizione culminata con un corteo-gogna nel villaggio. A scatenare la rabbia, riferisce la polizia locale, il tentato suicidio di una donna psicolabile che la “strega” avrebbe dovuto curare: il primo aggressore (arrestato) è il marito della malata mentale.

Fonte: Corriere della Sera

Giornata online per le pari opportunità

Friday, March 28th, 2008

 Il prossimo lunedì 31 marzo la rete ospita un evento tutto italiano dedicato alle donne e alle pari opportunità online. Sul sito “Web@lFemminile” si svolgerà una maratona multimediale di 24 ore, ideata da Microsoft e sostenuta da Accenture, Acer e RCS, a cui parteciperanno rappresentanti di vari settori lavorativi e personaggi famosi. Gli utenti potranno seguire gli interventi online, le videochat e potranno interagire attraverso uno spazio blog, già attivo in questo momento, lasciando commenti, domande per gli ospiti e testimonianze personali.

GENDER GAP – In un periodo in cui, per la prima volta dopo molti anni, alcuni dei diritti conquistati nel ‘68 vengono messi in discussione, le pari opportunità e la discriminazione delle donne tornano a far parlare di sé. In Italia i dati relativi alla discriminazione sessuale evidenziano che la disparità, soprattutto a livello lavorativo, non è ancora stata appianata: il nostro paese occupa l’84° posto nella classifica mondiale del World Economic Forum sulle disparità di genere ed è addirittura penultimo in Europa in quanto a numero di donne occupate (solo il 46 per cento delle italiane lavora).

LE DONNE E LA TECNOLOGIA – Questa del 31 marzo sembra un’ottima occasione per aprire una nuova e provvidenziale finestra di comunicazione tra il mondo online (e più in generale delle tecnologie) e quello femminile. La nascita di un’alleanza tra donne e informatica non può che avere risvolti positivi, data la nota propensione delle prime all’efficienza e la versatilità della seconda in tal senso. Spesso quello che manca è solo lo stimolo e la difficoltà iniziale ad avvicinarsi a un mondo nuovo e sconosciuto.

CHI INTERESSA E COSA OFFRE – Le principali destinatarie di questo evento quindi sono tutte le donne, studentesse o lavoratrici, manager o casalinghe che siano. Ma sono bene accetti anche gli uomini che vorranno dire la propria riguardo al ruolo femminile nel mondo del lavoro.
L’iniziativa “Web@lFemminile”, che fa parte dell’ampio programma di responsabilità sociale di Microsoft, propone sin da ora interessanti anticipazioni e curiosità online, come test, giochi e dibattiti a tema. Tra i migliori servizi attualmente disponibili online, molto utile la sezione “Corsi formativi”, che guida l’utente passo per passo alla scoperta di alcuni degli strumenti informatici più utili e diffusi: il mondo di Windows Live Messenger, la protezione in linea e il mondo di Office.
Lunedì, tra i vari eventi in palinsesto, si alterneranno videochat e interviste tematiche, che avranno come protagonisti personaggi della politica, dell’informazione, dello spettacolo, fra cui Michelle Hunziker e la campionessa olimpionica Valentina Vezzali. Ma verranno proposte anche numerose interviste a donne comuni che racconteranno esperienze personali e il proprio rapporto con la tecnologia. Inoltre, ad approfondire ulteriormente il tema, ci saranno dodici inchieste speciali e altrettanti brevi servizi con i consigli degli esperti (ad esempio su come fare carriera nel mondo dell’Information Technology). Attraverso il sito sarà possibile visitare la mostra sull’immagine della donna nei manifesti pubblicitari, intitolata “Chi è il maestro del lupo cattivo?”, del fotografo Ico Gasparri e quella sui “Nobel negati alle donne di scienza”, a cura di Lorenza Accusani.
Durante la giornata verrà anche lanciata una campagna contro il cyberbullismo, per sensibilizzare i ragazzi a un uso responsabile della tecnologia. Dal giorno successivo all’evento, per tutto il mese di aprile, il sito continuerà a offrire molti servizi utili e sarà aggiornato con nuovi contenuti.

Valentina Tubino

Fonte: Corriere della Sera

oggetti anche in internet

Thursday, March 27th, 2008

Casa gratis in cambio di sesso”
in Rete il mercato degli affitti hard

C’E’ chi scrive “cerco un aiuto domestico”. E invece vuole sesso in cambio di un tetto, una stanza. Perché desidera una ragazza che si muova per casa, che entri ogni tanto gli faccia compagnia. Una donna con la quale ridere davanti alla tv. “Offro a ragazza italiana o europea max 32 anni posto in camera doppia centro di Milano. Completamente gratis. Prestazioni saltuarie da concordare. Sono un professionista di 29 anni, sano e pulito”.

Per avere quella ragazza si va su internet, ci si affida ad una bacheca virtuale, un portale di annunci. Si spera che dall’altra parte, davanti al computer, ci sia una studentessa, magari fuori sede, senza troppi soldi. Una disponibile. E la si trova. Perché se decine e decine sono i messaggi di maschi che cercano e che ogni giorno vengono pubblicati da portali conosciuti e rispettabili, parecchie sono le risposte delle ragazze.

“Ho bisogno di mini appartamento e persona discreta con cui condividere affitto in zona centrale. Sconto in cambio di sesso”. Repubblicatv ha incontrato gli uomini che preferiscono la scorciatoia. Ha risposto ai loro inviti lanciati dai siti più comuni: Kijiji, Porta Portese, Bakeka. Da una mail è nata una telefonata. Poi un appuntamento al bar. Dopo diversi imbarazzi ecco l’appartamento, la stanza, il conteggio dei rapporti. “Quante volte al mese?”. Dipende. Davanti ad una persona in carne ed ossa, gli uomini sembrano più impacciati. Sospettosi. Il video che testimonia gli incontri (girato con telecamera nascosta) è all’indirizzo web tv. repubblica. it. Qui vi raccontiamo come è nata e cresciuta questa inchiesta.

LO STUDENTE
Marco ha un altro nome. Ma viene davvero dall’Abruzzo, studia Giurisprudenza a Roma, ha 23 anni. Lui su internet è spavaldo. Da Bakeka. it annuncia: “Offro a studentessa una stanza doppia, costo 270 euro. Per il pagamento chiedo solo prestazioni sessuali”. Rispondiamo al messaggio, ci manda una mail con il suo numero di cellulare. Telefoniamo. È mattina. Lui è a casa a studiare. “Vediamoci, così parliamo con calma”. Sì, ma quante volte, non vorrei ci fossero equivoci. “Ora non so dirti, è meglio se ci incontriamo”.
Ci troviamo in un bar sulla via Tuscolana, non lontano da Cinecittà. Marco si nasconde dietro agli occhiali neri. Ha l’aria un po’ arrogante. Ordina il caffè, si siede. Alza le lenti. Racconta. “Ci sono dei miei amici che lo fanno, hanno delle ragazze in casa. Sono studentesse pure loro. Solo che facendo sesso risparmiano sull’affitto. Io sto in una camera grande. C’è un letto a una piazza e mezza. Se vuoi quello lo do a te, ne possiamo mettere uno più piccolo vicino. Ogni mese pago 270 euro, in casa c’è pure un coinquilino. Tu magari potresti trasferirti piano piano. Così non se ne accorge il proprietario”. Non voglio diventare una fidanzata, cosa ti aspetti, due o tre volte al mese? “Non lo so, te l’ho detto. Ma non faccio beneficenza, all’annuncio hanno già risposto tre ragazze prima di te. Non voglio forzature”.

Un caso isolato? No. “Non si può dire quanti siano gli universitari che alimentano questo mercato - dice Giulia Serventi Longhi, direttrice di Studenti Magazine - ma dal nostro sito Studenti. it abbiamo lanciato due forum per sapere se in ateneo c’è chi usa il corpo per fare soldi. Pensavamo ad una provocazione, ci hanno risposto in tantissimi. C’è chi ha l’amico gigolò, chi la compagna che fa la camgirl e si spoglia davanti alla webcam. Se non si hanno problemi di coscienza, l’affitto in cambio di sesso è una strada percorribile”.

IL QUARANTENNE
In Francia a gennaio è stato pubblicato il romanzo-confessione Mes chères études (”I miei cari studi”) della ventenne Laura D. Senza falsi pudori la giovane parla delle sue esperienze di studentessa costretta a prostituirsi, via internet, per pagare le tasse universitarie. Il quotidiano “Le Figaro” si è occupato di sesso in facoltà: citando uno studio del sindacato Sud etudiantes del 2006 ha registrato che 40mila giovani tra i 19 ed i 25 anni erano pronti a concedersi per pagare rette e affitti. E un altro giornale, “Liberation”, si è interessato al fenomeno del “sesso per un tetto”: pagamenti in natura in cambio di una stanza o un appartamento.

Notizie che hanno colpito un inserzionista napoletano di 45 anni. Su Vivastreet. it ha pubblicato questo messaggio: “Annuncio serio. Come a Parigi. Offro gratuitamente una stanza arredata indipendente con bagno in palazzo signorile zona Vomero a studentessa universitaria. In cambio di due prestazioni sessuali mensili”. Non siamo arrivati all’incontro. Il signore aveva già trovato compagnia.

L’UFFICIALE DELLA FINANZA
Lui ha 30 anni. Una casa grande. Intorno troppo silenzio, Arriva in anticipo in un bar sulla via Prenestina, a Roma. Vuole spiegare. “L’appartamento me l’ero venduto, adesso però lo sto ricomprando. Vorrei qualcuno con cui ridere se vedo un film comico, una persona con la quale scambiare due parole. Questa cosa del sesso sì, l’ho scritta. Ma adesso non so quantificare. Tu come fai? Quattro volte al mese che vuol dire? Conosciamoci, proviamo a capire di più. Non ti sto chiedendo di fare le pulizie. L’importante è avere in casa una persona fidata. Una che se lasci un braccialetto non te lo fa sparire”.

Tra i vialetti dell’università “La Sapienza” nessuno si scandalizza. Entriamo in diverse facoltà, spieghiamo dell’inchiesta. Non si sorprendono. Molti studenti dicono che “non si fa per necessità, ma per avere una vita più facile”. Però non vogliono giudicare. “Ne ho sentite parecchie di queste storie. Ognuno è libero. L’importante è non essere sfruttati”.
Fonte: La Repubblica

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Due squillo raccontano come si sono prostituite via computer per libera scelta, senza intermediari e a tempo determinato

Avrà problemi a pagare l’affitto da oggi in poi Ashley Alexandra Dupré, 22enne call girl della società Emperors, che è costata la poltrona al governatore di New York Eliot Spitzer, moralizzatore con il vizietto delle squillo. Un caso che ha riacceso i riflettori sul mondo della prostituzione d’alto bordo con tariffe per ricchissimi, se è vero che Spitzer pagava 5000 dollari l’ora.

Una dimensione da pellicola hollywoodiana che non è però molto lontana dalla realtà e che proprio il cinema ci ha raccontato già più di 40 anni fa, quando Luis Buñuel portò sul grande schermo la “prostituzione della donna della porta accanto”. Nel film Bella di giorno la protagonista Severine vende il proprio corpo in una casa di appuntamenti per espiare colpe interiori e per sfuggire alla monotonia di una vita borghese. Una continua oscillazione tra un’esistenza di normalità e una seconda vita di trasgressione e masochismo.

Più di recente il regista tedesco Sam Garbarsky ha aggiornato il tema con il suo apprezzatissimo Irina Palm, film nel quale la pensionata Maggie trova lavoro in un locale a luci rosse per aiutare il nipote che ha bisogno di cure molto costose. Troppo anziana per esibirsi, soddisfa le voglie dei clienti in speciali cabine nelle quali l’unico contatto con loro avviene attraverso un buco nella parete: allungando una mano Maggie, nome d’arte Irina Palm, procura piacere ai suoi clienti, inaspettatamente sempre più numerosi.

Ashley Alexandra Dupré, call girl della società Emperors, al centro dello scandalo che ha travolto il governatore di New York Eliot Spitzer

«Il film Irina Palm rispecchia bene un fenomeno che attraversa la nostra società», sostiene Serenella Salomoni, psicologa e psicoterapeuta.«Una donna, anche di una certa età, che ha bisogno di soldi e cerca un lavoro, onesto. Non lo trova ed è costretta ad entrare nel mercato del sesso a pagamento».

L’associazione di cui Salomoni è presidente, “Donna e qualità della vita”, ha condotto un’indagine su questo fenomeno, che, secondo gli esperti, ha assunto negli ultimi anni proporzioni sempre crescenti, grazie anche all’affermazione di internet. L’inchiesta, realizzata attraverso circa 400 interviste telefoniche, in forma anonima, ad altrettante “prostitute a domicilio”, traccia il profilo della “squillo dell’era digitale”: spesso laureata (una su quattro), o diplomata (il 34%), consumatrice di libri e quotidiani (il 38% dichiara di leggere almeno un giornale al giorno) e grande utilizzatrice della Rete.

Sul web le opportunità di “mercato” sono infinite, tante quanti i siti che propongono annunci per chi cerca o offre sesso a pagamento. Un contatto diretto, senza bisogno di mediatori, possibile semplicemente con un computer, una connessione e un po’ di conoscenza di internet. Basta sapere quali sono le regole, conoscere il linguaggio, il codice condi viso da chi frequenta siti web di questo genere: la parola chiave è “incontri” e non si parla mai direttamente di denaro, né di euro, bensì di “rose”. «Trecento rose per un incontro di un paio d’ore».

Non c’è traccia di schiavitù o costrizione, si tratta di prostitute per scelta (il 37% delle intervistate si dice soddisfatta di questo tipo di lavoro) e “a tempo determinato”, con la prospettiva di svolgere l’attività soltanto per un periodo breve della propria vita (43%).

Niente a che fare con le circa 70 mila prostitute che, secondo una stima del dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio, operano nel nostro Paese. Da questi dati sfuggono le “escort”, le cosiddette squillo di lusso, e tutte quelle donne (e uomini) che decidono di prostituirsi per un periodo limitato della propria vita. «Il fenomeno esiste», afferma Pia Covre, leader del Comitato per i diritti civili delle prostitute onlus .«Colpa della precarizzazione del lavoro e della vita e colpa anche della logica consumistica. All’interno del mondo delle sex workers ci sono giovani donne che non vogliono identificarsi soltanto nella prostituzione, ma che rivendicano il diritto di guadagnarsi da vivere come vogliono. Semplicemente valutano anche la possibilità di fornire prestazioni sessuali come lavoro retribuito ».

Il bisogno di denaro, la precarietà del lavoro, come spinta principale ad entrare nel sex business, proprio come emerge dalle interviste realizzate dall’associazione di Salomoni: «C’è un fattore sociale importante alla base di tutto ed è il bisogno di denaro. Parliamo soprattutto di casalinghe e studentesse, alle prese con problemi economici sempre più pressanti, dalla rata del mutuo, alla difficoltà di arrivare alla fine del mese. Tanti i casi, poi, di studentesse universitarie che si prostituiscono per far fronte alle tasse scolastiche e alle spese di alloggio».

Proprio le studentesse sono protagoniste di un fenomeno che non riguarda soltanto l’Italia e mette in allarme le istituzioni anche in Gran Bretagna e Francia. Una ricerca condotta a Londra da esperti della Kingston University segnala che in pochi anni il numero delle ragazze entrate nel mercato del sesso (dalla prostituzione alle esibizioni nei locali di strip tease, fino all’attività di “accompagnatrice”) è aumentato del 50%. Anche Varsity, il prestigioso settimanale studentesco dell’ Università di Cambridge, ha di recente pubblicato testimonianze in questo senso: per colpa delle rette elevate molte giovani dell’ateneo inglese accettano di offrirsi per sesso a pagamento.

Anche la Francia ha scoperto questo fenomeno, grazie a uno studio condotto dal sindacato studentesco francese Sud-Etudiant e ripreso dal quotidiano Le Figaro: sarebbero circa 40mila le ragazze, tra i 19 e i 25 anni, che vendono se stesse per pagare l’affitto e per permettersi l’università. Una studentessa su 57 lavora per agenzie di “accompagnamento” oppure pubblica annunci via internet per offrire servizi sessuali. In Italia è stata la rivista Studenti Magazine a occuparsi della questione, tenendo conto non soltanto delle ragazze che si prostituiscono in senso stretto, ma più in generale di quelle che utilizzano il proprio corpo per mantenersi agli studi. L’esito conferma il quadro disegnato dalle due indagini britanniche e da quella francese: il 21 per cento degli intervistati italiani dichiara di avere compagne di corso che svolgono attività che hanno a che fare con il sesso, dalla lap dance nei locali a luci rosse, ai massaggi, al sesso virtuale delle web cam, a quello reale della prostituzione vera e propria. È proprio il sesso virtuale a rappresentare l’attività in maggiore espansione per questa categoria sociale, tanto da aver creato una nuova tipologia di “operatrice del sesso” al tempo di internet, la webcam girl: su richiesta di clienti disposti a pagare un tanto al minuto, si spoglia di fronte ad una telecamera digitale, accondiscendendo a richieste particolari di pose, gesti e atteggiamenti. Per lei è sufficiente lasciare acceso il computer e aspettare che un cliente si colleghi. Poi comincia lo spettacolo e, se la richiesta si fa troppo hard, basta disconnettersi. Non c’è contatto fisico, non c’è rischio di brutti incontri. E forse non c’è la percezione di essere una prostituta.

L’ADESCAMENTO È PIÙ FACILE «Il vero rapporto da analizzare è proprio quello tra il reale e il virtuale», afferma Luisa Leonini, docente di Sociologia dei consumi all’Università Statale di Milano. «Tutto ciò che è virtuale sembra finto, un simulacro, quindi non crea problemi, diventa molto più accettabile da parte della ragazza, che ha così la sensazione che mostrare il proprio corpo a pagamento non abbia nulla di riprovevole». La tecnologia ha un ruolo determinante anche nel caso della prostituzione reale, quella che prevede un incontro e un rapporto fisico, senza la protezione della virtualità. «La tecnologia ha reso più facile e privato l’adescamento», conferma la professoressa Leonini. «Il computer ha semplificato un fenomeno già presente, rendendo padrone di loro stesse le donne che decidono di vendersi. Grazie a internet oggi possono farlo senza intermediari né case di appuntamenti». Secondo Leonini «tutto questo ha a che fare con la cultura del denaro e delle merci: tutto è mercificabile. I confini, nella società contemporanea, si sono fatti sottili. La sessualità risulta sempre più disgiunta dall’affettività, anche per le donne. E il corpo, da sempre, è una risorsa facile».

Fonte: Corriere della Sera

continuiamo con gli orrori…

Wednesday, March 26th, 2008

Potremmo definirlo il circo degli orrori. Dove alcune ragazze venivano intimidite e violentate e poi terrorizzate costringendole ad affrontare animali pericolosi. Era stata costretta ad immergersi in una vasca trasparente di acqua gelida, nella quale nuotavano pesci piranha, una diciannovenne bulgara salvata dai carabinieri insieme con la sua famiglia a Petina (Salerno) dopo mesi di riduzione in schiavitù per mano di tre gestori di un circo arrestati dai militari di Eboli. A finire in manette Enrico Raffaele Ingrassia, 57 anni, il figlio William, 33 anni, entrambi di Santa Croce di Magliano in provincia di Campobasso e il genero Gaetano Belfiore, 25 anni, di Lucera (Foggia), tutti titolari del circo «Marino». I deferiti in stato di libertà sono S.I., 27 anni, e due cittadine bulgare. Le indagini, condotte dai militari e coordinate dal pm Mariella De Masellis, della Direzione distrettuale antimafia di Salerno, hanno consentito di liberare una famiglia di bulgari composta dai genitori e da due figlie, una di 19 anni e l’altra di 16 anni, che, dall’inizio del 2008, erano secondo l’accusa in uno stato di costante riduzione in schiavitù.

NELLA VASCA CON I PIRANHA - Secondo i carabinieri entrambe le ragazze erano sottoposte a torture. Una di esse era quella della vasca: se la ragazza tentava di emergere da una vasca d’acqua piena di piranha veniva costretta con una mano al capo da Enrico Ingrassia, uno degli arrestati, a rimanere sotto l’acqua. La sorella della giovane, di 16 anni, invece, era costretta a stare in un invaso mentre le si rovesciavano addosso rettili e anche una tarantola. Durante uno spettacolo sarebbe stata morsa da un serpente. Con minacce, inoltre, la famiglia di bulgari era costretta a svolgere turni massacranti di lavoro per 15-20 ore al giorno, ricevendo soltanto 100 euro alla settimana, rispetto ai 480 pattuiti. La famiglia viveva in condizioni disumane e di completo assoggettamento, in due cassoni di autocarro. Analoghe vessazioni erano praticate su altre persone provenienti dall’Europa dell’Est, riuscite a sottrarsi agli aguzzini. La famiglia bulgara è stata trasferita in una struttura protetta.

Fonte. Corriere della Sera

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Si chiama Miss Bimbo, in Francia ha già coinvolto 1,2 milioni di videogiocatori e in Gran Bretagna 200 mila (ma è stato appena lanciato), prevalentemente femmine tra i 9 e i 16 anni. L’ultimo videogame, molto di moda e molto discusso, consiste nel fornire ai giocatori un avatar,personaggio virtuale che ognuno potrà creare e vestire a proprio piacimento. Alla fine è previsto un concorso di bellezza e per vincere il titolo di più bella del reame vale un po’ tutto, pillole dimagranti e ritocchi di chirurgia estetica compresi.

PLASTICA E SOLDI – Il concorrente può optare per il look più suggestivo e può scegliere se alla propria bambola-web dona di più un seno prosperoso o una taglia più discreta. Scarpe, interventi di chirurgia estetica, parrucchiere, vestiti, ecc saranno tutti acquistati in bimbo-dollari, ma se il giocatore eccede il proprio acconto virtuale deve spedire un sms (al costo di una sterlina e mezzo) per continuare a giocare.

POLEMICHE – Non stupisce che Miss Bimbo abbia risvegliato molte critiche, non tanto perché a un certo punto chiama in causa i soldi veri (con il rischio che i ragazzini perdano di vista il portafoglio ed esigenze di controllo da parte dei grandi), quanto per i messaggi diseducativi che suggerisce. Le associazioni dei genitori, come Parentkind, si sono attivate con decisione, sostenendo che la chirurgia estetica non dovrebbe sfiorare il mondo adolescenziale e che il videogame è foriero di un modello di perfezione che potrebbe nuocere ai teenager che si trovano a inseguirlo. Anche le pillole dimagranti, che si possono somministrare ai personaggi virtuali per perdere qualche chilo, fanno parte dello stesso messaggio e gli stessi medici sono insorti, sottolineando le distorsioni di un videogioco simile.

I CREATORI - Ma i creatori lo difendono, sostenendo che il loro Miss Bimbo non fa altro che ricalcare le tendenze della società attuale. Secondo l’ideatore, il ventitreenne Nicolas Jacquart, la chirurgia estetica è solo una quota del gioco, la cui essenza sta soprattutto nel prendersi cura di un giovane personaggio, provvedendo a vari tipi di necessità e insegnando ai giovani a occuparsi di qualcuno. Il fatto che poi le acerbe concorrenti si imbattano nei seni di silicone fa parte della direzione che sta prendendo il mondo. Del resto cresce il numero di giovanissime che per i diciotto anni si fanno regalare da mamma e papà un seno nuovo o un bel paio di labbra carnose.

Emanuela Di Pasqua

Fonte : Corriere della Sera

Wikigender, enciclopedia online sulle disuguaglianze tra uomo e donna

Tuesday, March 25th, 2008

E’ stato inaugurato oggi il nuovo sito internet voluto dall”Ocse e incentrato sulle disparità uomo-donna nel mondo. Per accedervi basta cliccare su www.wikigender.org: si apre una sorta di ‘Wikipedia’, enciclopedia interattiva e in costante evoluzione.
Tutti possono inserire articoli, voci e dati, oltre ovviamente a consultare le ricerche del Centro di sviluppo dell’Ocse, che in ogni caso possono arricchire pubblicando testimonianze e articoli.
Per ora il neonato sito si basa essenzialmente sulle disparita’ che colpiscono le donne in Asia ed in Africa nera, ma presto il raggio di azione si amplierà, come pure www.wikigender.org - che ora è solo in inglese - verrà  presto tradotto in francese e in altre lingue.

Fonte: Il quotidiano .net

Abusi in classe, arrestato insegnante

Monday, March 24th, 2008

Choc a Reggio Emilia: le studentesse,
di età inferiore a 14 anni, sarebbero
state costrette ad atti sessuali in classe

REGGIO EMILIA
Un insegnante reggiano di 33 anni è stato arrestato dai carabinieri per violenza sessuale nei confronti di alcune studentesse di età inferiore a 14 anni e per detenzione di materiale pedopornografico. Secondo le indagini condotte dai militari di Correggio (Reggio Emilia) l’ uomo avrebbe costretto durante le lezioni alcune bambine a subire e compiere atti sessuali.

Durante una perquisizione nella sua abitazione i carabinieri hanno poi sequestrato foto di bimbe, scaricate da internet, anch’esse ritratte durante atti di tipo sessuale. Il giovane, hanno scoperto i militari, aveva inoltre un proprio blog su internet, per il quale è stato disposto l’oscuramento. L’uomo, celibe e incensurato, a quanto si è appreso aveva un contratto di prestazione d’opera nella scuola per svolgere un progetto di teatro. Le indagini hanno permesso di appurare che l’insegnante è amministratore di un’associazione culturale che opera nelle scuole del reggiano. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato emesso dal gip Cristina Beretti.

Le indagini condotte dai carabinieri di Correggio, guidati dal maresciallo Roberto Cesi, e coordinate dal pm Maria Rita Pantani hanno avuto un’ accelerazione negli ultimi giorni, quando i militari hanno raccolto le denunce sugli abusi di cui erano rimaste vittime cinque scolare fra gli 11 e i 13 anni di età. Già a febbraio la Procura reggiana aveva ricevuto una segnalazione a carico del giovane su presunti abusi, sempre con ragazzine “under 14″ al centro delle “attenzioni”, in un’altra località della provincia. Le piccole vittime dell’insegnante sono state ascoltate dagli investigatori in forma protetta, con tutte le cautele del caso. I riscontri hanno portato il pm a chiedere al gip il provvedimento restrittivo, che è stato eseguito nella tarda serata di ieri. L’uomo è stato portato nel carcere reggiano.

Gli atti sarebbero stati commessi, secondo le accuse, dal novembre scorso fino a questo mese. Le scolare sarebbero state fatte appartare a turno dall’uomo sotto i banchi o la cattedra, al buio, con il pretesto di effettuare giochi, poi sarebbero state costrette a toccargli o palpeggiargli le parti intime. Le indagini proseguono con l’esame di tutto il materiale sequestrato (tra cui computer, dvd, manoscritti di bambini), anche per verificare se altre bimbe sono state coinvolte. Nelle foto ritrovate dagli investigatori sul pc dell’uomo sono ritratte ragazzine intente a compiere o subire atti sessuali con persone adulte; gli accertamenti dovranno stabilire anche se si tratta unicamente di materiale scaricato dal web, o se il giovane ha avuto qualche ruolo legato alla realizzazione delle immagini.

Fonte: La Stampa

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La 194 è sulla pancia:

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/mostra-194/30.html

oggi una poesia

Sunday, March 23rd, 2008

In questo blog  che parla solo di donne mi sono resa conto che la maggior parte delle notizie sono terribili. Allora oggi eviterò i giornali e scriverò una poesia per tutte le donne che mi leggono

Per tutte le violenze

consumate su di lei

Per tutte le umiliazioni

che ha subito

Per il suo corpo

che avete sfruttato

Per la sua sessualità

che avete represso

Per la sua intelligenza

che avete calpestato

Per l’ingnoranza

in cui l’avete lasciata

Per la libertà

che le avete negato

Per la bocca

che le avete tappato

Per le sue ali

che avete tagliato

per tutto questo:

in piedi signori

davanti a una donna!

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non conosco l’autrice o l’autore ma ho pensato fosse un buon modo per fare gli auguri a tutte le donne che mi leggono.

Buona Pasqua!