Archive for the ‘società’ Category

Neonata trovata morta sotto un cavalcavia La madre: “L’ho tenuta sotto il cappotto”

Thursday, January 1st, 2009

Una neonata, probabilmente di poco meno di 24 ore, è stata trovata morta sotto un cavalcavia a San Vittorino Romano, un paese non lontano da Roma. Accanto alla bambina c’era una ragazza albanese di 22 anni che, secondo i primi accertamenti, dovrebbe essere la madre.

Ai sanitari del 118 che l’hanno soccorsa, la ragazza, trovata in stato confusionale nella zona di via Lunghezzina, ha raccontato di aver partorito qualche giorno fa e di aver tenuto la bambina avvolta nel suo cappotto.

Secondo i medici, invece, il parto potrebbe essere avvenuto ieri. La ragazza è stata trasportata in ambulanza nell’ospedale Pertini. Da una una prima analisi le sue condizioni non appaiono preoccupanti.

Secondo una prima ricostruzione i medici del 118 sono arrivati in via di Lunghezzina, nell’estrema periferia a est di Roma, in seguito alle segnalazioni fatte da alcuni automobilisti che avevano avvertito la polizia che c’era una donna in difficoltà sotto un cavalcavia.

Il magistrato ha disposto l’autopsia sul corpo della bimba mentre la polizia del commissariato Casilino sta ascoltando la donna.

Fonte: La Repubblica

Oroscopi per il 2008 chi ha previsto la crisi?

Tuesday, December 30th, 2008

Questo non è un articolo specificatamente sulle donne ma riguarda tutte noi che siamo le maggiori consumatrici di oroscopi. Da anni conduco una crociata contro tutti i ciarlatani che pretendono di influenzare il nostro futuro con la lettura delle stelle, dei fondi di caffè , di pietre o di qualsiasi altra cosa…

Donne… il futuro è quello che sappiamo costruirci… non vi è nulla di più della nostra volontà , del nostro lavoro e della nostra determinazione.

Buon 2009 a tutte… e lasciate stare le stelle…

Il 2009 è in vista, ed ecco fioccare gli oroscopi in tv, sui rotocalchi, sui quotidiani, nei mensili “specializzati”. E’ vero che persino Galileo Galilei in qualche caso tentò pronostici astrali non perché ci credesse ma per convenienza, ma all’epoca questo era un peccato veniale. Quattro secoli dopo non dovrebbero più esserci né alibi né attenuanti. Gli argomenti che dimostrano la totale inconsistenza dell’astrologia sono decine. Qui tuttavia non è il caso di richiamarli. Ci accontentiamo di rimandare all’analisi che il CICAP, Comitato per l’accertamento delle affermazioni sul paranormale, ha fatto delle previsioni astrologiche fatte un anno fa per il 2008…

Il governo Prodi durerà anni, Valentino Rossi diventerà campione in Formula Uno, l’Italia sarà in finale agli Europei di Calcio, Hillary Clinton sarà presidente degli Stati Uniti e gli alieni sbarcheranno sulla Terra il 14 ottobre. Che cosa hanno in comune queste affermazioni? Sono tutte previsioni per l’anno appena trascorso fatte da astrologi, maghi, veggenti, e sono tutte sbagliate.

«È dal 1989, anno della sua fondazione, che il CICAP compie queste verifiche di fine anno» dice Massimo Polidoro, psicologo e scrittore, segretario del Comitato. «Di solito, le previsioni fatte all’inizio dell’anno sono rapidamente dimenticate, e quindi le capacità degli astrologi non sono mai messe seriamente alla prova».

Da qualche anno, grazie allo sforzo di un gruppo di volontari coordinato da Andrea Proietti Lupi, il Comitato riesce a raccogliere un numero di previsioni sempre più grande. anche se, come nota «Siamo ancora lontani – dice Proietti Lupi – dal raccogliere tutto quanto affermato dagli astrologi: praticamente tutti i giornali e le trasmissioni concedono spazio all’oroscopo. Ma anche con tutto questo materiale, facciamo fatica a trovare affermazioni sufficientemente precise da essere verificate. Molte previsioni, poi, riguardano eventi che, in un modo o nell’altro, si ripetono: basta prevedere genericamente “un grosso scandalo”, “fenomeni di ribellione o intolleranza razziale” o “un forte terremoto” per avere la certezza di indovinare».

«Questa inchiesta, pur non essendo un vero e proprio studio scientifico, conferma il punto di vista della scienza: né l’astrologia né le altre pratiche divinatorie aiutano a prevedere il futuro» osserva Stefano Bagnasco, fisico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e coordinatore del Gruppo di Studio sull’Astrologia del CICAP. «In particolare, negli anni sono stati fatti diversi studi scientifici rigorosi dell’astrologia; abbiamo raccolto alcuni dei risultati in un sito web ( http://www.cicap.org/Astrologia2008 ) e il verdetto è inequivocabile: i consigli degli astrologi per il futuro non sono più utili di quelli dettati dal semplice buon senso di una persona informata, e possono anzi essere peggiori».

Lo scorso anno, le parole più cercate su Google nel periodo delle feste sono state proprio quelle relative agli astri; possiamo azzardare la previsione che anche quest’anno “oroscopo 2009” la farà da padrone. A maggior ragione a causa del momento di crisi che rende le persone più ansiose sul futuro.

Proprio sulla crisi la tendenza a essere ottimisti mostrata da molti astrologi si è rivelata disastrosa: Alma Galli sul Magazine del Corriere della Sera parla di una «ripresa apprezzabile» da settembre, mentre Franca Mazzei su Astra prevede crisi economica in USA ma Europa ed Euro «che volano». Prevedono una ripresa economica anche Branko e Mauro Perfetti, mentre Barbanera è più preciso: ripresa dell’occupazione con economia stabile e paese in netta ripresa a settembre-novembre. Hillary Clinton sarebbe diventata presidente degli Stati Uniti secondo la sensitiva Teodora Stefanova su quotidiano.net, mentre su Sirio Grazia Bordoni prevedeva per Benedetto XVI un vistoso calo di energie, seguito forse da un piccolo intervento chirurgico. Che non c’è stato.

Per restare in ambito politico-economico, non c’è quasi mai stato consenso tra gli astrologi sulla tenuta del governo Prodi: secondo Carla Cerri il governo avrebbe retto «per nove mesi», oppure tutto l’anno secondo Hassen Charni; secondo Grazia Mirti invece la situazione si sarebbe sbloccata in primavera. Una delle poche volte in cui si sono trovati d’accordo non è stato con grande successo: durante una puntata di Porta a Porta all’inizio del 2007 Paolo Crimaldi e Barbara Massimo hanno convenuto che il governo sarebbe durato anni se solo avesse superato l’autunno di quell’anno, confortati da Horus che aggiungeva come «il caos della sua coalizione lo terrà al potere». L’autunno l’ha superato, ma poi il Governo Prodi cade. Il più avventato è stato però proprio Charni, il “Nostradamus arabo”, che vide Prodi «saldo al timone» per tutto l’anno a gennaio 2008: l’inchiostro non fa in tempo ad asciugarsi che il governo rassegna le dimissioni proprio il 24 gennaio.

Non va meglio su argomenti più leggeri: la finale dei Campionati Europei di calcio sarebbe stata tra Portogallo e Francia secondo la maga Rosalinde Haller, Francia e Germania secondo il mago-sensitivo Massimo Pagnini, Italia e Olanda secondo Peter Van Wood, o Italia e Germania secondo la sensitiva Teodora Stefanova. Ha vinto invece la Spagna.

La Stefanova, complice una serie di presenze in varie trasmissioni sportive, si lancia in una lunga serie di previsioni calcistiche: l’Inter vince la finale della Champions League contro una squadra inglese (ha vinto invece il Manchester United contro il Chelsea), il magnate australiano Ruperth Murdoch si offre di comprare la Juve dalla famiglia Agnelli, Mancini sulla panchina di un grande club come il Barcellona, Juventus campione d’inverno, Milan o Roma campioni d’Italia, Fabio Capello nuovo CT della Nazionale, Marcello Lippi in Spagna o al Chelsea, Alessandro Nesta di nuovo in Nazionale, Frey nuovo portiere del Milan e ancora altre. Non ne ha azzeccata una.

Il celebre Branko, ancora a gennaio 2006, intervistato a Domenica In annuncia il ricomporsi della coppia artistica Christian De Sica e Massimo Boldi: «Ve lo dico io, si rincontreranno nel 2008!» Barbanera pronostica un amore importante e relative nozze per George Clooney mentre Barbara Massimo prevede un «anno in discesa» per Madonna, invece impegnata in uno dei più costosi divorzi della storia dal secondo marito, Guy Ritchie, e un «matrimonio lampo» per Anne Hathaway, invece in rotta con il fidanzato Raffaello Follieri, accusato di frode. Per Manuela Arcuri l’astrologa Sirio vedeva addirittura l’amore con un uomo molto ricco e importante; matrimonio in vista per lei anche secondo Barbara Massimo. Niente da fare.

Naturalmente anche quest’anno non sono mancate le interpretazioni delle oscure quartine di Nostradamus. Luciano Sampietro riesce a leggerci un attentato al Papa durante la sua visita negli USA; molti altri, nella migliore tradizione, hanno tratto previsioni apocalittiche, a causa dell’accensione di LHC, il nuovo acceleratore di particelle del CERN di Ginevra.

Non tutte le previsioni sono sbagliate, naturalmente: Grazia Bordoni su Sirio dice chiaramente che «alcune delle previsioni fatte lo scorso anno si sono verificate, altre no». D’altronde, con affermazioni come «potrebbero venire alla luce in Italia imbrogli politici o finanziari» si va abbastanza sul sicuro. Un altro modo per essere sicuri di azzeccarci, prima o poi, è prevedere periodicamente la stessa cosa fino a quando non accade, come sta facendo Barbara Massimo con il matrimonio di Alberto di Monaco, previsto ormai ogni anno. Mentre alcuni astrologi sono molto sicuri di sé, come Luisa de Giuli che su La Stampa sostiene di indovinare addirittura «con assoluta precisione al 90%» grazie al suo oroscopo «karmico, scientifico, matematico-stellare», Marco Pesatori sul settimanale Donna de La Repubblica è disarmante: «l’ansia meschina di dover essere sempre veritieri a senso unico si può accantonare. Così è possibile perfino estrarre a caso una sentenza scegliendo un numero da uno a 12. Sarà il vostro segno della settimana».

A fianco delle previsioni sbagliate, ci sono quelle mancate: così, ad esempio, nessuno sembra aver previsto eventi come la protesta dei monaci buddisti in Cina, la liberazione di Ingrid Betancourt, la Spagna vittoriosa agli Europei di calcio e in coppa Davis, gli attentati a Islamabad e Mumbai o la scomparsa di personaggi come lo scrittore Aleksandr Solgenitsyn, l’alpinista sir Edmund Hillary, l’attore Paul Newman, lo stilista Yves Saint Laurent, la cantante Miriam Makeba, il patriarca ortodosso Alessio II o l’editore Carlo Caracciolo.

Quelle qui riportate sono solo una parte delle previsioni raccolte dal CICAP disponibili, insieme a ulteriori informazioni e approfondimenti, alla pagina web: http://www.cicap.org/Astrologia2008

Il CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, è un’organizzazione scientifica ed educativa senza fini di lucro. Fondata nel 1989 da Piero Angela, ha tra i suoi garanti scientifici Silvio Garattini, Margherita Hack, Tullio Regge, Giuliano Toraldo Di Francia e Aldo Visalberghi e tra i suoi membri onorari Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia e Umberto Eco.
Fonte: La Stampa

Scopre un nuovo Hiv Fra 3 mesi la ricercatrice resterà senza posto

Wednesday, December 24th, 2008

 Nell’anno del premio Nobel al francese Luc Montagnier, scopritore del virus dell’Aids, una biologa molecolare italiana ne ha individuato una pericolosa variante: l’Hiv-1. Pericolosa perché non registrabile da alcuni dei test più frequentemente usati per sapere se l’infezione è in corso oppure no. Per esempio per valutare se il sangue donato è «pulito». Negli Stati Uniti la scoperta ha avuto il giusto risalto al meeting annuale dell’American association of Blood Banks (l’associazione americana delle banche del sangue), svoltosi nei giorni scorsi. L’Aids per il mondo è un nervo ancora scoperto e la «variante Lecco», così è stato chiamato l’Hiv-1 (frutto della ricombinazione di due ceppi diversi del virus), riaccende l’attenzione anche per quanto riguarda la sicurezza delle trasfusioni.

Quello che non è chiaro negli Stati Uniti, ma anche in Gran Bretagna dove la biologa di Lecco ha passato una settimana (a Cambridge con soldi dell’Unione europea) per sequenziare la «sua» variante, è che l’artefice della scoperta guadagna poco più di mille euro al mese (1.200 con gli straordinari) e che a fine marzo sarà disoccupata. È il «paradosso italiano» a colpire ancora. Barbara Foglieni, 32 anni, artefice della scoperta della nuova variante del virus dell’Aids, è una precaria. Tra tre mesi sarà disoccupata: il suo contratto a termine all’ospedale «Manzoni » di Lecco scade a fine marzo. «Spero me lo rinnovino», dice. Lei lavora nel laboratorio di Biologia molecolare del Dipartimento di medicina trasfusionale e di ematologia (Dmte) del «Manzoni», diretto da Daniele Prati. Ancora tre mesi di lavoro garantito. E poi? Potrebbe diventare un «cervello in fuga ».

È già corteggiata dai centri di ricerca di mezzo mondo. Dieci ore al giorno in laboratorio con una paga da badante, una passione per la ricerca scientifica e una vita di studi. L’amore per la scienza sbocciato sui banchi del liceo. «Dopo la lettura di un libro del nobel per la chimica Kary Mullis, la cui scoperta ha rivoluzionato la genetica», racconta. L’esperienza negli Usa (Clinica pediatrica di Philadelphia) e al San Raffaele di Milano. Quindi, nel 2007, Barbara torna a Lecco. Perché? «Per due motivi — risponde —: qui vive la mia famiglia e il primario Prati mi ha convinto a seguirlo da Milano a Lecco». Ma anche perché convinta che in un’ospedale di provincia «si possa fare dell’ottima ricerca, basta tantissima buona volontà». Tanta buona volontà. E Barbara Foglieni ne ha tanta. Basti pensare che per lavorare in una struttura pubblica, si è addirittura dovuta laureare due volte. Burocrazia italiana. Altro paradosso.

Una storia nella storia: «La prima laurea nel 2000 in Biotecnologie alla Statale di Milano non mi permetteva di iscrivermi all’ordine professionale dei Biologi. Mi hanno obbligato a conseguirne una seconda (a Napoli, dopo tre esami e una nuova tesi, nel settembre scorso), di quelle che adesso si chiamano “specialistiche”, sempre in biotecnologie. Stessi studi e stesse materie, ma ora posso lavorare nel pubblico». Vinta anche la burocrazia, due mesi fa Barbara, con l’équipe guidata da Prati, ha scoperto la «variante Lecco» del virus dell’Aids. In Inghilterra o negli Stati Uniti avrebbe già un finanziamento personale per portare avanti gli studi. In Italia no. Per la brillante Foglieni c’è lo spettro della disoccupazione.

Mario Pappagallo
Fonte: Corriere della Sera

Dalla Betancourt ad Alda Merini il calendario delle “fate sapienti”

Saturday, December 20th, 2008
Sono le fate sapienti del 2009. Si chiamano Ingrid Betancourt, Chiara Gamberale, Federica De Paolis, Franca Valeri, Anilda Hibrahimi, Francesca Sanvitale, Christiana Ruggeri, Alda Merini, Ippolita Avalli, Helga Schneider, Silvia Cossu, Giosetta Fioroni. I volti, le figure -guida di un calendario letterario che ha conquistato negli anni un pubblico sempre più vasto ed è ormai diventato un vero e proprio oggetto di culto. Scandiscono i mesi e i giorni de “Le fate sapienti”, ideato e curato da Francesca Pansa con fotografie di Muriel Oasi, proposto per la settima volta come strenna natalizia dall’Associazione Librai Italiani, e dal suo presidente Paolo Pisanti, e sponsorizzato da Ax-Amicucciformazione e da Novidra.Ma scrittrici, intellettuali, artiste non sono soltanto immagini. Secondo una felice formula, alternativa creativa ai tanti calendari patinati che escono all’insegna della esibizione sessuale del corpo femminile, “Le fate sapienti” si presentano anche come una piccola e significativa antologia di testi. Cosi Ingrid Betancourt, che apre il calendario, in una delle sue lettere “dall’inferno” della giungla, rievoca i momenti di tenerezza con i suoi figli lontani. Un altro rapporto intenso e vitalissimo è quello con Goffredo Parise di Giosetta Fioroni che lo ricorda con immagini nitide e struggenti. Franca Valeri racconta il suo rapporto con quei piccoli “esseri pensanti” che sono i cani. Le spine dell’eros sono nelle pagine di Chiara Gamberale e Silvia Cossu. Le ferite della nostra storia novecentesca e gli abissi del male traspaiono nelle parole di Christiana Ruggeri e Helga Schneider. E di amore e delle sue molte manifestazioni parlano anche, con i loro piccoli racconti, Federica De Paolis, Anilda Hibrahimi, Francesca Sanvitale, Alda Merini, Ippolita Avalli.Dice la curatrice Francesca Pansa: «Non bisogna solo sfogliarlo, ma si può anche leggerlo il calendario. Quest’anno ho voluto in modo particolare scegliere scrittrici giovani o esordienti, come Ruggeri, De Paolis, Gamberale, Cossu, Ibraihimi per stabilire un ideale punto di passaggio e di confronto con l’esperienza letteraria più consolidata e riconosciuta di Francesca Sanvitale o di Alda Merini o di Ippolita Avalli».

L’edizione 2009 de “Le fate sapienti” è dedicata a Malalai Kakar, primo ufficiale donna nella polizia afghana, direttrice del dipartimento per la lotta ai crimini contro le donne, assassinata dai telebani a Kandahar lo scorso 28 settembre.
“Le fate sapienti” saranno presentate venerdì 19 presso la Libreria Croce a Roma da Barbara Alberti, Annabella D’Avino, Massimo Di Forti, Maria Serena Palieri, Andrea Velardie con le autrici Franca Valeri, Giosetta Fioroni, Anilda Ibrahimi, Christiana Ruggeri,Francesca Sanvitale, Federica De Paolis, Silvia Cossu e Ippolita Avalli.
 

 

Film romantici: nocivi all’amore

Friday, December 19th, 2008

“NEI film d’amore lui la rincorre, sale i gradini di una scala antincendio con una rosa in bocca e, sfidando vertigini e pregiudizi, le chiede di sposarlo. E anche quando non ha l’intraprendenza di Richard Gere, il protagonista delle commedie romantiche non riesce comunque a dimenticare la sua lei e vaga sconsolato per le strade di Notting Hill. Secondo gli psicologi specialisti in relazioni familiari dell’Università Heriot Watt di Edimburgo tutto questo fa male all’amore: le commedie romantiche danno una visione edulcorata della realtà e di conseguenza poco sana per la vita di coppia. Una conclusione che farà felice lo psicoterapeuta statunitense Gary Salomon, il primo nel 1997 a parlare di cineterapia, secondo il quale i film hanno un effetto preciso sui nostri equilibri mentali.

Lo studio scozzese è partito da un esperimento pratico che ha coinvolto 100 volontari, ad alcuni facendo guardare commedie come Serendipity e ad altri film di David Linch. I primi, dopo aver seguito le “magiche casualità” che legano i destini di Kate Beckinsale e John Cusack, erano più propensi a credere all’amore predestinato, e comunque al di là del film avevano una concezione più “fiabesca” dell’amore. I fan di “Love actually”, “Se scappi ti sposo”, “C’è posta per te” e “Ghost” credono insomma che il prototipo dell’amore sia quello presentato da queste commedie, dove generalmente i due si innamorano, si rincorrono e alla fine, aiutati da un destino benevolo, vanno a convivere felici e contenti.


“Si tratta del primo studio sistematico su questo argomento - spiega lo psicologo Roberto Cavaliere, Presidente della Asipdar (Associazione Studio e Intervento Problematiche e Dipendenze Affettive e Relazionali) - e, per quanto riguarda gli effetti sul processo relazionale, sono assolutamente d’accordo con i risultati della ricerca. Certe commedie, così come certi libri, non aiutano a capire che la relazione di coppia è qualcosa che va progettata nel tempo, attraverso mille difficoltà. Diciamo però che questi film fanno male a chi ha già di per sé una visione patologica dell’amore. Si tratta insomma di un qualcosa che accentua un problema di fondo già esistente

Fonte: La Repubblica

I chirurghi: «Per Natale non regalate interventi estetici alle figlie»

Thursday, December 18th, 2008

Niente chirurgia al seno come «regalo di Natale». L’appello a non cedere alle richieste di adolescenti insoddisfatte del proprio aspetto arriva dai chirurghi estetici della Sicpre (Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica).
Da qualche anno - sottolinea una nota diffusa dalla Sicpre- sempre più ragazze di età inferiore ai 18-20 anni chiedono ai genitori, come regalo di Natale di compleanno, di promozione un intervento di chirurgia estetica.
Il fenomeno riguarda molti Paesi europei - in Germania 100 mila casi nel 2007 - e anche l’Italia, sebbene non ci siano dati precisi è coinvolta dal problema.
In occasione del periodo natalizio gli specialisti hanno voluto intervenire sul fenomeno sottolineando alcuni aspetti da tenere presente.

DIFFERENZE - «Va fatta una distinzione- precisa la nota- fra inestetismi stabili già durante l’adolescenza e che non possono modificarsi da soli (per esempio orecchie a ventola o naso non bello) e caratteristiche che semplicemente non corrispondono ai canoni di moda, che fra l’altro sono suscettibili ancora di trasformazioni oltre i vent’anni, fra cui il volume del seno e la distribuzione del grasso corporeo. Di conseguenza, è evidente che mentre un intervento estetico come la rinoplastica (correzione del naso) può essere ammissibile e utile anche a 16 anni, per il seno o per le liposuzioni il discorso è molto diverso».

MAI PRIMA DEI 20 ANNI - «In particolare, -ricordano i chirurghi- sotto i 20 anni l’aumento di seno non va mai praticato: fino a quell’età sono possibili modificazioni spontanee del suo volume dovute alle variazioni dell’assetto ormonale. Anche la riduzione del seno è sconsigliata nella maggior parte dei casi e può essere ammissibile solo in situazioni estreme. Stessi criteri per la liposuzione. Anche la distribuzione e il volume del grasso è infatti influenzata dall’assetto ormonale. Intervenire chirurgicamente è giustificato solo in casi gravi».

COL TEMPO SI CAMBIA IDEA - «La chirurgia», chiarisce il professor Carlo D’Aniello, Presidente della Sicpre, «anche quella estetica, è un atto traumatico e mai privo di rischi, per quanto minimi. Quindi, nel dubbio che un inestetismo possa attenuarsi o addirittura sparire, è saggio aspettare. Tanto più che l’adolescenza è un’età di trasformazioni anche psicologiche, e ciò che appare insopportabile a 15 anni può diventare gradevole a 18 o 19. Inversamente, c’è anche il rischio che una correzione chirurgica eseguita troppo presto diventi sgradita col passare degli anni. Insomma, la chirurgia estetica richiede maturità sia fisica sia psichica». In Germania è in discussione da qualche mese la proposta (della Cdu) di vincolare gli interventi al parere favorevole di due diversi chirurghi plastici, mentre altri dicono che basterebbe obbligare a un periodo di riflessione di 6 settimane tra visita e intervento. La Sicpre non entra nel merito né si augura l’introduzione di norme di legge rigide sull’argomento. Però chiede a tutti i genitori e a tutti i chirurghi italiani di tenere conto responsabilmente di queste raccomandazioni. «Sono peraltro cose che i chirurghi plastici estetici sanno bene» dice il professor Francesco D’Andrea, Segretario Sicpre. «Ma i pazienti devono guardarsi da cliniche estere, da chirurghi provenienti da Paesi dove la nostra disciplina è praticata con troppa disinvoltura e anche da alcuni medici non specialisti in chirurgia plastica e ricostruttiva».

Fonte: Corriere della Sera

Beve troppa acqua e muore

Saturday, December 13th, 2008

Ci sono cose che mi fanno impazzire. A cosa sono disposte le donne pur di corrispondere al modello che la società impone?  Ma come è possibile morire per essere  più belle? Donne amiamoci di più e se dobbiamo dimagrire non affidiamoci alle riviste…

Jacqueline Henson ha bevuto quattro litri di acqua in appena due ore. Il medico legale: «Un tragico incidente»
LONDRA
Morta per aver bevuto troppa acqua. Una donna britannica, madre di cinque figli, nel disperato tentativo di perdere peso, si era convinta che bevendo ingenti quantità d’acqua sarebbe riuscita a dimagrire. Jacqueline Henson, 40 anni, aveva quindi deciso di seguire la dieta di una rivista, LighterLife, che prevedeva una massiccia assunzione di acqua insieme a una rigidissima dieta.

Così la donna, dopo aver bevuto quattro litri di acqua in appena due ore, è svenuta e non si è più ripresa. Jacqueline Henson è morta per un edema cerebrale. Il marito, Brian, ha riferito che la moglie si era convinta che «quanta più acqua avesse bevuto, tanto più peso avrebbe perso». La dieta seguita da Jacqueline prevedeva un consumo di sole 500 calorie al giorno per 12 settimane, sostituendo i pasti esclusivamente con liquidi quali frullati, zuppe e ovviamente tanta acqua.

Il consumo raccomandato giornaliero per una donna adulta è invece di 2000 calorie. «Il nostro programma spiega chiaramente che l’acqua va consumata regolarmente nel corso della giornata», ha spiegato un portavoce di LighterLife esprimendo «dispiacere» per quanto accaduto alla donna. «Il medico legale», ha sottolineato il portavoce, «ha comunque confermato che si è trattato un tragico incidente».

Fonte : La Stampa

basta con i genitori che non sanno fare i genitori

Friday, December 12th, 2008

Erano annoiati, poverini. Hanno dai tredici ai diciassette anni e alcuni genitori li hanno pure giustificati: in fondo, non hanno fatto del male a nessuno. Erano ubriachi: quattro maschi e tre femmine. Hanno distrutto anche l’ascensore per i disabili, loro che sono i normali, vengono da famiglie “bene” e si sono vantati con i loro compagni a scuola.

Ci sarebbe da raccontare della disperazione di questi ragazzi che di “bene” non hanno niente , la follia che prende per noia, non avere valori e ideali in cui credere, crescere con genitori che ti giustificano in tutto, perchè se non fai del male fisico, puoi tutto sommato distruggere il patrimonio pubblico o fare il vandalo, tanto non è poi così grave. Ci sarebbe da parlare di ragazzi che si possono ubriacare facilmente perchè in qualsiasi locale vengono tranquillamente venduti alcolici ai minorenni. Ci sarebbe da riflettere sul ruolo di rieducare al vivere civile nelle scuole.
Ci sarebbe da supplicare gli psicologi perchè rieduchino i genitori con corsi serali gratuiti dove insegnare che non basta mettere al mondo i figli, ma bisogna anche crescerli , educarli e se costa tempo e fatica, pazienza, perchè allora tanto vale non averli.

 

Ci sarebbe da urlare che dire NO ad un figlio è dolorosissimo, ma è un bene necessario, perchè i No aiutano a far capire il valore dei Sì. Invece siamo qui a leggere l’ennesimo atto di disperazione di una società che sparlucchia, affrontucchia in manieruccia molto labile uno dei problemi più grandi che abbiamo al mondo. La formazione dei nostri ragazzi, le violenze che si portano dentro, le rabbie che non sanno gestire, il sesso buttato ai quattro venti, e il bisogno di distruggere.per emergere per essere qualcuno, costi quel che costi. Per esistere.
E questo, forse, non è anche un disperato grido di aiuto?

Forse..e allora ogni volta che leggiamo un articolo del genere, alziamoci , andiamo in camera dei nostri figli , o dei nostri nipoti , sediamoci , guardiamoli negli occhi e incominciamo a parlare, a capire ad ascoltare, forse quel ragazzino che hai davanti è una vittima, forse è un violento, forse è ancor peggio, un indifferente,e per una buona volta mettiamoci in discussione senza giustificarli in tutto e aiutiamoli a crescere

Forse…che questo ci dia una speranza di riflessione ogni volta che ascoltiamo o leggiamo di violenze , siamo tutti sconcertati, ma questo non può bastare, dobbiare lottare e rifiutare la normalizzazione di questi fenomeni, avendo il coraggio di denunciare, di raccontare e di fare un “mea culpa”, noi genitori per primi, le istituzioni, gli psicologi, riportare tutto a dei valori più semplici dove il saper ascoltare giochi un ruolo centrale,ma dove anche l azione possa portare ad un risultato concreto..che questo ci dia così la speranza di essere anche noi delle persone migliori, delle persone “bene”, unn bene inteso come un bene vero, un bene che lotti contro il male della noia e della solitudine dei nostri ragazzi.

di Eleonora Frescobaldi

Fonte : Il quotidiano net

Che ne pensate?

“Sarà un mondo di femmine”

Tuesday, December 9th, 2008

Avevamo notato tutti che i maschi assomigliano sempre di più alle femmine, arrivando alla conclusione che la moda di vestirsi o tagliarsi i capelli in un modo più frivolo sarebbe prima o poi passata. Ma la realtà di questo fenomeno è molto più grave di quanto pensassimo, e riguarda tutti i maschi dei vertebrati che abitano la Terra e minaccia la sopravvivenza stessa delle specie, compresa ovviamente la nostra.

La colpa, sostiene il più serio rapporto mondiale sull’argomento che sarà reso noto oggi, è dei 100 mila agenti chimici che abbiamo immesso negli ultimi anni nel terreno, nell’acqua e nell’atmosfera, avendo solo una idea vaga dei danni che avrebbero potuto fare. E quello che stanno già facendo, hanno scoperto gli scienziati in tutto il mondo, è cambiare il sesso degli esseri viventi.

Il rapporto, che sarà pubblicato dal ChemTrust e che raccoglie più di 250 studi scientifici condotti dalle migliori università, evidenzia come i maschi di migliaia di specie, dagli orsi polari alle aquile, dagli anfibi agli alligatori, dai roditori ai grandi predatori, stiano assumendo da qualche anno tratti femminili, con una riduzione delle dimensioni dei loro organi riproduttivi, una tendenza all’ermafroditismo e la presenza di ormoni non appartenenti al loro genere.

Sotto accusa sono soprattutto gli ED (Endocrine Disrupters), prodotti chimici che alterano le funzioni endocrine o ormonali e che sono così diffusi che è ormai impossibile non venirne a contatto in una normale giornata di attività. La diossina, il DDT e i policlorobifenili non sono più usati, ma sono ancora presenti nell’ambiente. I pesticidi e gli antiparassitari sono largamente utilizzati in agricoltura, altre sostanze distruttrici delle funzioni ormonali si trovano nei detergenti, negli adesivi, nelle plastiche, negli amalgami del dentista, nei deodoranti, nei cosmetici, nel talco, nelle colle, nei ritardanti di fiamma presenti negli apparecchi elettrici e nei sedili degli aerei, nei conservanti dei cibi. Centinaia di altre sostanze contribuiscono ad alterare le funzioni endocrine degli esseri viventi. Gli ormoni femminili contenuti nelle pillole anticoncezionali superano ad esempio inalterati il trattamento di purificazione delle acque fognarie e finiscono nei fiumi.

Lo studio, anticipato ieri dall’Independent, arriva ad una conclusione drammatica: «Le principali specie di vertebrati sono entrate in contatto con le sostanze chimiche che si trovano nell’ambiente. La femminilizzazione dei maschi di queste specie è ormai un fenomeno largamente diffuso sulla Terra». Il dottor Pete Myers, forse la più grande autorità mondiale sulla materia, è convinto che sia in atto la più rapida evoluzione mai registrata sul nostro pianeta. «Ci sono 100 mila prodotti chimici che interagiscono con un sistema ormonale che è stato delicatamente bilanciato in milioni di anni. Non c’è da stupirsi se le conseguenze sono così serie».

A colpire gli studiosi è stata la somiglianza dei fenomeni in specie tanto diverse e in habitat tanto lontani fra di loro. Gli alligatori della Florida hanno organi sessuali più piccoli e la loro fertilità diminuisce; gli orsi polari sviluppano caratteri ermafroditi e hanno insieme pene e vagina; i rospi delle canne, una specie così indistruttibile che è diventata invasiva in Australia, hanno cambiato sesso; i cervi del Montana e dell’Alaska hanno deformità ai testicoli; le tartarughe dei Grandi Laghi, dove gli animali selvatici sono contaminati da 400 prodotti chimici diversi, hanno sviluppato tratti femminili. I pesci sono i più colpiti, perché vivono nell’acqua e assorbono le sostanze chimiche anche dalla pelle. Metà dei maschi che nuotano nei fiumi britannici sviluppano uova nel loro apparato sessuale, come le femmine.

Tra le migliaia di specie colpite, c’è anche quella umana. Gli scienziati dell’Università di Rochester nello Stato di New York hanno scoperto che le madri con più alti livelli del composto chimico «ftalato» nel corpo partoriscono bambini con un pene più piccolo e testicoli che non scendono e con una distanza fra l’ano e l’organo sessuale più corta, come nelle femmine. In Olanda, i ricercatori dell’Università di Rotterdam hanno notato che le madri esposte a PCB (policlorobifenili) hanno figli maschi più predisposti a giocare con le bambole piuttosto che con i tradizionali giochi dei bambini.

Nelle località più inquinate da componenti chimici di tipo ED, in Canada, Russia e Italia - afferma il rapporto - nascono il doppio di femmine rispetto ai maschi e globalmente la quantità di sperma per millimetro cubo dei maschi è scesa di due terzi negli ultimi 50 anni.

Mercoledì prossimo l’Unione Europea discuterà norme più severe contro gli inquinanti chimici, ammettendo che non esistono conoscenze approfondite sulla reale pericolosità dell’85% di quelli comunemente usati. Alcuni Stati, come la Gran Bretagna, fanno resistenza, temendo le ire della potente lobby dei coltivatori. Speriamo che i politici, almeno questa volta, non pensino solo a chi dovrà votarli alla prossima elezione.

Fonte: La Stampa

Quattro donne su dieci col cesareo ma decidono il medico e la paura

Tuesday, December 2nd, 2008
In Italia il 36,9% dei parti è praticato con il taglio cesareo, contro il 15% raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Spesso si sottovalutano i rischi e le ragioni per cui si dovrebbe preferire a quello vaginale. La scelta invece dovrebbe essere dettata dai reali vantaggi di cui beneficia sia la salute della donna sia quella del bambino

Cesareo o parto naturale? Molte donne, ancora prima della gravidanza, scelgono il cesareo. Non è un caso che la media nazionale si attesti intorno al 36,9% sul totale dei parti, contro il 15% raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Italia il record spetta alla Campania, con un 61,4% nel 2007 (ISTAT): in 20 anni l’aumento è stato del 528,2%, specialmente nelle case di cura private. Tutto il Sud, invece registra  valori medi del 50%. “Questo aumento – spiega la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’H. San Raffaele Resnati di Milano –  pur rispecchiando una tendenza internazionale, è molto più significativo rispetto ad altri Paesi. Ma una donna prima di scegliere deve chiedersi se ci sia almeno un vantaggio in termini di salute del bambino. La risposta è No. Anzi la Campania, la regione dei record, ha un tasso di mortalità neonatale superiore alla media nazionale: del 19,8 per mille rispetto al 17,37 per mille”(ISTAT, 2007). 

Chi lo sceglie. L’urgenza durante il travaglio e la volontà della donna e, soprattutto, del medico sono le ragioni principali per cui si sceglie. “Il cesareo è necessario quando compare una sofferenza fetale acuta o un problema materno, come una crisi ipertensiva grave o un distacco di placenta, che richiedono l’estrazione urgentissima del bambino. Ma – continua la Graziottin – spesso si pratica per indicazioni mediche e ostetriche. In pratica decide il ginecologo. Il problema è che non siamo in grado di dire quante volte accada”. Proprio per questo, continua a spiegare la Graziottin, è necessario modificare il Modello Nazionale di Certificato di Assistenza al Parto. Oggi funziona in modalità binaria, in pratica la paziente indica se il bambino è nato con il parto vaginale o meno. Mentre bisognerebbe specificare se il taglio cesareo di elezione è su indicazione materna (per scelta quindi della donna) o del medico. “Inoltre bisognerebbe anche includere il taglio cesareo di urgenza fuori travaglio, anche per le notevolissime implicazioni che ha”.

Perché la donna vuole il cesareo.
“Lo scelgono per paura del “trauma” del parto, di manovre violente di cui hanno sentito parlare, del “taglio” (episiotomia) che viene fatto per favorire l’uscita del bambino,  del forcipe o della ventosa, di avere danni permanenti dei muscoli del pavimento pelvico, con successiva incontinenza o prolasso, e non ultimo, per la paura di danni irreversibili al bambino in caso di sofferenza fetale grave”.  Paure che nascono dall’aver già fatto o sentito esperienze negative di parto vaginale o dall’avere complicanze della gravidanza in corso ma anche per desiderio di autoprotezione di sé e del bambino, usufruendo di una modalità di parto “programmata”, percepita come moderna, sicura e garantita.
“Ma le donne hanno scarsa conoscenza dei rischi legati al cesareo, spesso visto come “garanzia” di salute e di esito felice per sé e per il piccolo, senza considerare che, come ogni atto chirurgico, ha rischi operatori e anestesiologici, oltre che rischi specifici per future gravidanze”.

Ma quali sono i rischi? “Il cesareo aumenta dell’1-4% il rischio di una malposizione della placenta (“placenta previa”) e del 25% altre patologie placentari che complicano poi notevolmente le gravidanze successive. Purtroppo però si corrono anche rischi non praticandolo. Esistono infatti delle motivazioni materne al cesareo, presenti in circa l’1% delle donne, che vengono spesso trascurate dai ginecologi, portando a parti vaginali difficili, sofferti e problematici. Per esempio la fobia del parto vaginale può condizionare ‘l’ipertono’, ossia lo spasmo del muscolo elevatore, che chiude in basso il bacino e che dovrebbe distendersi per far uscire il bambino”. In pratica non avviene il rilassamento e il parto “naturale” può diventare estremamente traumatico e  rischioso. “Quindi esagerazioni da un lato, omissioni dall’altro. Bisognerebbe valutare attentamente la situazione e non si fa”. Spesso infatti a decidere sono anche questioni economiche, il parto chirurgico in privato fa guadagnare molto di più, inoltre va considerato ce c’è maggiore confidenza nella tecnologia e nella chirurgia che non nella naturalità del parto. “C’è dunque in corso uno scontro titanico tra le amministrazioni del Nord che vogliono ridurre i cesarei a tutti i costi, anche quando sarebbero indicati, con il rischio che a farne le spese siano donne e bambini, e quelle del Sud, in cui, con qualche luminosa eccezione, il numero di cesarei di elezione è altissimo”.

La situazione internazionale. “La richiesta della donna non può essere ignorata – spiega la Graziottin – ma va valutata in modo analitico e assecondata se le motivazioni sono accettabili. Così si esprimono le Società di Ginecologia Statunitense e Inglese. E l’atteggiamento è più restrittivo se la donna desidera altre figli, proprio per il maggior rischio di complicanze cui la espone il taglio cesareo”. In Italia, dove non accade tutto ciò, bisognerebbe umanizzare le sale parto. Spesso, conclude la Graziottin, assomigliano più ad una catena di montaggio che non ad un luogo sacro, in cui nasce una vita, e dare più spazio alle ostetriche sia per una migliore preparazione al parto sia in sala parto. “È importante insegnare la donna a rilassarsi in modo ottimale e  a imparare lo stretching che la aiuterà distendere il muscolo per far nascere al meglio il bambino, in un rapporto personale che può calmare le sue ansie e le sue paure (come le brave ostetriche sanno fare), rispettando i tempi di un parto naturale. In un ambiente ospedaliero con medici preparati e sereni, pronti a intervenire, se serve e quando serve, così da garantire quella sicurezza di nascita che ogni coppia e ogni bambino si aspettano e meritano”.
Fonte: Benessere Donna - La Repubblica