YouTube contro la violenza alle donne
Saturday, February 13th, 2010DONNE europee, arabe, sudamericane. Donne di tutto il mondo che non si riconoscono nella cultura della violenza. Donne che si muovono in nome dei diritti, che ricordano che, secondo l’Oms, nel mondo, una donna su cinque ha subito, nella sua vita, abusi fisici o sessuali da parte di un uomo. Donne italiane consapevoli del fatto che nel loro Belpaese “democratico e occidentale” l’80% delle violenze avviene dentro le pareti domestiche, perpetrato da mariti, compagni, fratelli, padri. Donne ma non solo. Sono aspiranti registi che hanno scelto di dire “stop alla violenza” partecipando a un concorso lanciato a metà settembre dal Consiglio d’Europa, dalla Camera dei deputati e promosso da YouTube. “Action for women” è una gara sul web, una competizione nata in 11 paesi europei “per rompere il silenzio” e per raccontare, con dei cortometraggi inediti, cosa significa “violenza contro le donne”.
Con 6 milioni di visualizzazioni sul canale di Youtube, 2600 iscritti, “Action for women” sta per giungere al capolinea. Di 516 corti inviati, sono solo 10 quelli ancora in gara. I finalisti del concorso sono stati scelti da maestri della regia italiana e internazionale in base a dei criteri tecnici ben precisi. Ora, però, scatterà la fase finale. La parola passerà agli utenti della rete che, tra l’11 al 28 febbraio, potranno votare il “miglior video” del concorso. Il 4 marzo il verdetto e la consegna, al vincitore, di un premio: la proiezione del suo corto alla 67esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
L’esito del concorso sarà dunque dettato dalle logiche del web. Nulla di prestabilito, tutto nelle mani degli utenti, gli unici a poter premiare i cortometraggi tecnicamente migliori e “più artistici”. Ma c’è di più. L’essenza dell’iniziativa è nascosta nel nome che porta: “Action for women”. Premiare l’arte sì, ma non solo. Gli utenti sono infatti chiamati a valutare la sostanza e non solo la forma. La selezione dovrà infatti avvenire sulla base di un’acuta osservazione dei messaggi che ogni cortometraggio intende lanciare al pubblico. “La capacità dei cortometraggi di diffondere il ‘valore’ della non-violenza, quella di lanciare segnali ‘positivi’ finalizzati a rendere partecipi gli utenti, gli uomini, le donne e i cittadini tutti, di cosa voglia dire ‘rompere il silenzio’, sono degli aspetti di cui non si può non tenere conto” - spiega una responsabile del concorso. Premiare la tecnica quindi, ma non solo.
“Il progetto Action for Women su YouTube - spiega Giorgia Longoni, Direttrice Marketing Google Italia - è nato nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema sociale così rilevante”. E così poco trattato dai media e dalle istituzioni. In base al sondaggio lanciato da Action for Women, infatti, il 38 per cento degli utenti ha evidenziato “la perdurante disinformazione” sui temi legati al maltrattamento delle donne. Degli abusi che avvengono spesso e volentieri dentro le mura domestiche. Di più, il 25 per cento dei partecipanti al sondaggio ha indicato come “fenomeno ancora sommerso”, e spesso taciuto, anche la discriminazione femminile sul posto di lavoro, la discriminazione sociale (il 21 per cento) e lo stalking, fenomeno sul quale il 17 per cento degli utenti ritiene non vi sia informazione sufficiente. “Chiunque abbia preso parte al concorso video - conclude la Direttrice - o più semplicemente abbia risposto al sondaggio, ha quindi collaborato a tenere alta l’attenzione sul problema”.

Un concorso internazionale, quello promosso da Youtube. Un gara sul web accessibile da ogni parte del mondo, perché la violenza sulle donne non ha confini. Non risparmia nessun paese, nessuna nazione. E anche in Italia, infatti, la questione è di grande attualità. Il 67 per cento dei partecipanti al sondaggio dichiara di conoscere donne che hanno subito violenza (fisica o verbale) senza, in molti casi, averla denunciata, forse, per paura del proprio aggressore. E’ per scongiurare queste eventualità che il 50 per cento dei partecipanti al sondaggio chiede “allo Stato pene più severe contro chi intraprende azioni di violenza contro le donne”. Una richiesta arrivata dal popolo della rete. A conferma del fatto che socialnetwork come YouTube rappresentano, in Italia e nel mondo, un’importante piattaforma di dibattito sociale.
Fonte: La Repubblica

