Posts Tagged ‘Berlusconi’

Si guarda allo specchio e si rovina la giornata

Wednesday, March 24th, 2010

Ecco a cosa siamo ridotte noi donne. Ecco a cosa è ridotta la politica:

L’ennesima gaffe di Berlusconi questa volta ha come vittima Mercedes Bresso, presidente del Piemonte e candidata del centrosinistra per le prossime regionali. Al Lingotto, nel comizio organizzato per dare l’ultima spinta al “suo” candidato, il leghista Roberto Cota, il Cavaliere si lascia andare ad una battuta di dubbio gusto: “Sapete perché - dice - Bresso è sempre di cattivo umore? Perché al mattino quando si alza e si guarda allo specchio per truccarsi, si vede. E così si è già rovinata la giornata”.

E’ una vergogna. Questa è la considerazione che in Berluscolandia si ha delle donne. Donne diciamo basta a questo modo di valutarci , giudicarci e sminuirci.

a bientot

Non in nostro nome qualunque giustificazione per la strage di Gaza

Tuesday, February 9th, 2010

C’è ancora qualcuno che ha interesse a conoscere gli eventi, a guardare in faccia la verità? Sembra di no, se ancora il “premier” italiano osa affermare che l’ attacco a Gaza nel dicembre 2008 fu “una giusta difesa” del popolo israeliano mentre mostra senza imbarazzo il più grande disprezzo dell’ONU.

Allora consideriamo alcuni fatti: il 19 giugno 2008 fu firmata una tregua di 6 mesi fra Hamas e Israele che prevedeva la sospensione dei razzi Qassam su Sderot in cambio dell’ apertura dei valichi di accesso alla striscia di Gaza per il passaggio di beni e persone. __ Ma l’ apertura dei valichi avvenne solo parzialmente e a singhiozzo e ne fecero le spese soprattutto molti malati bloccati ai valichi e privi di cure.
Inoltre il 5 novembre l’ aviazione israeliana compì un raid sulla striscia uccidendo 5 palestinesi. Puntualmente riprese il lancio dei missili. Il 19 dicembre Hamas dichiarò che non avrebbe rinnovato la tregua.

E’ interessante sapere che già prima di firmare la tregua concordata il ministro della difesa Ehud Barak aveva dato ordini all’ esercito di preparare l’ offensiva…
E che nella stessa Sderot ben 500 israeliani del gruppo “Voci diverse” firmarono un appello per chiedere di fermare le operazioni nella striscia. Dunque una tregua violata dal governo, un massacro non voluto da tanti israeliani coinvolti in prima linea.

Questo smentisce l’ affermazione che Tel Aviv esercita il diritto di difesa della sua popolazione: si è trattato di una aggressione sproporzionata, che ha causato tante sofferenze e la morte di centinaia di bambini, oltre a donne e civili, che è stata duramente condannata dall’ ONU dopo una attenta indagine.

Più volte l’ esercito israeliano ha rotto anche la tregua concordata nel gennaio 2009, sparando sui pescatori ecc. Questo la dice lunga sulle bugie del governo israeliano, infinite deformazioni della realtà, che discendono da quella prima bugia “fondante”: “Una terra senza popolo per un popolo senza terra”.

Ormai sembra passato nella testa di tanti, politici in primo luogo, che crimini, illegalità, disprezzo del diritto internazionale e di ogni diritto umano siano perfettamente legali e rientranti nel diritto alla difesa: l’illegalità diventata legale.

Questo è il punto che noi, amiche dei due popoli, non ci stancheremo di contrastare.

 

Fonte:http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article5750

Il paese delle donne

QUEST’UOMO OFFENDE NOI DONNE FERMIAMOLO

Saturday, October 10th, 2009

È ormai evidente che il corpo della donna  è diventato un’arma politica di capitale importanza, nella mano del Presidente del consiglio. È usato come  dispositivo di guerra contro la libera discussione, l’esercizio di critica, l’autonomia del pensiero. La donna come lui la vede e l’anela è avvenenza giovanile, seduzione fisica, ma in primissimo luogo è completa sottomissione al volere del capo. È lì per cantare con il capo, per fare eco al capo, per mettersi a disposizione del capo, come avviene nelle fiere promozionali o nei dispotismi retti sul culto della personalità. Le qualità giudicate utili per gli show pubblicitari si trasformano in doti politiche essenziali, producendo indecenti confusioni di genere: ubbidienza e avvenenza diventano l’indispensabile tirocinio per candidarsi a posti di massima responsabilità. Diventano il burqa gettato sul corpo femminile, per umiliarlo sulle scene televisive e tramutarlo in  arma che ferisce tutti  e tutto. Contro questa cretinizzazione delle donne, della democrazia, della politica stessa, protestiamo. Quest’uomo offende le donne e la democrazia. Fermiamolo.Michela Marzano

Barbara Spinelli

Nadia Urbinati

 

per aderire : http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391110

Il premier è nudo, sono solo le suddite a legittimarlo

Saturday, October 3rd, 2009

Sarò breve e partirò dal comportamento con le donne del presidente del consiglio italiano. Ritenendo evidentemente di essere – come da sue plurime esternazioni – una persona di talento dotata di capacità superiori, una specie di genio insomma, Silvio Berlusconi presume che a lui, come appunto ai geni, tutto sia permesso. Non soltanto, ma che tutto ciò che fa debba suscitare consenso e ammirazione, non importa se si tratti di governare a colpi di decreti-legge, di calpestare le decisioni uscite dai referendum (l’aborto, il nucleare), di insultare e querelare la stampa critica o di esternare nei confronti delle donne ciò che egli sembra considerare complimenti galanti e che altro non sono invece che espressioni di disprezzo e superiorità nonché implicite manifestazioni di incapacità di confrontarsi con esse alla pari.

Sulla base dunque di tale presunta superiorità che gli permette di star sopra la morale se non al semplice buon gusto, il presidente del consiglio italiano ama da una parte dar di sé l’immagine di un adorabile Don Giovanni, e quindi via coi lazzi sulle donne poco procaci, i complimenti per quelle giovani e formose, la richiesta del numero di telefono a terremotate e giornaliste straniere etc., senza, si badi bene, e qui la colpa è nostra, che le suddette reagiscano con irritazione o magari con un ceffone, tanto più che le manovre non provengono da un bel giovanotto ma da un anziano truccato e tinto al pari del colonnello Gheddafi. Quindi: se ci prova, rispondere con un gelido: «Ma lei come si permette?». Dall’altra parte però egli si premura di dar di sé l’immagine di un uomo adulato sì dalle donne ma anche circondato da nemici (i famosi «comunisti»).

Ma torniamo ai comportamenti verso le donne, che dalle donne stesse, di buono o di cattivo grado, vengono accettati e permessi. E questo non va bene, e questo è silenzio complice che rende possibile il perpetuarsi di tali comportamenti. A chi giovano, viene comunque da chiedersi, queste forme di presunta galanteria? Evidentemente a raccogliere consensi da chi ritiene che a un personaggio con funzioni e responsabilità politiche di altissimo livello sia lecito, anzi giovi, presentarsi come uno cui piacciono le donne, che ama essere contornato da ragazze giovani e bellocce al punto di promuoverne alcune al rango di «ministre» (mai termine fu più appropriato, se minister, da minus, è il funzionario di ordine minore di fronte a quello di ordine superiore, il magister). Il presidente del consiglio italiano segue, con le donne, modelli comportamentali anni ‘50, tipo la «Settimana Enigmistica» o i film interpretati da Maurizio Arena con contorno di battute salaci, occhiate languide e sguardi rapaci, per coprire la sua incapacità di trattare con le donne in base al loro ruolo e non dell’involucro corporeo del gentil sesso (ma dove le vanno a prendere certe espressioni?).

E questo non nel privato di qualche sua villa, dove immagino che i pizzicotti sul sedere del personale femminile si sprechino tra le risatine dei presenti, ma nel pubblico di assemblee, convegni, incontri di rappresentanza dove, se finora sembra che tutte e tutti – da Merkel a Obama a Zapatero - chiudano gli occhi, a parte qualche sparuta moralista come me, forse, prima o poi, chi sa, un innocente, di fronte a tante patetiche esibizioni, avrà il coraggio di esclamare che «il re, o meglio il presidente, è nudo».

Fonte: L’Unità

La rivolta delle donne contro Berlusconi

Monday, September 21st, 2009

«Dopo un’ estate in cui Silvio  Berlusconi è stato varie volte accusato di “frequentare  minorenni”, di dormire con prostitute e di dare viziosi party  nella sua villa in Sardegna, è giunto il momento della reazione  femminista». Così, l’Observer, l’inserto domenicale del  quotidiano britannico The Guardian, torna sul caso  Berlusconi-D’Addario e sugli strascichi che ha prodotto in
questi ultimi mesi. A cominciare dalla lunga serie di interventi pubblicati da l’Unità e aperti dalle riflessioni di Nadia Urbinati, L’articolo, intitolato «Il “sessista” Berlusconi affronta il boomerang della rabbia delle italiane»,  prende spunto dal documentario, “Il Corpo delle donne” apparso su web e visto «da più di mezzo milione di persone»  che «è un’aspra critica al sessismo quotidiano che caratterizza la tv commerciale italiana».

Secondo l’Observer infatti, «il bersaglio» di questa «rivolta» femminista, «non è solo Berlusconi ma la cultura diffusa di un paese in cui un premier può sopravvivere a simili accuse». Un femminismo che, scrive l’Observer, è partito quest’ estate dalle docenti universitarie e ora sta «montando fuori dai corridoi degli atenei». Così, «mentre giudici, senatrici, suore, storiche e donne d’affari hanno fatto circolare due petizioni per la fine del sessismo in tv, la Corte europea dei diritti dell’uomo dovrà decidere se Berlusconi potrà essere sanzionato per sessismo dopo che due politiche, Donata Gottardi e Anna Paola Concia, hanno adito alla Corte per le ripetute dichiarazioni irrispettose della vita e della dignità delle donne», conclude l’Observer.

Fonte: L’Unità

Berlusconi querela le donne del quotidiano l’Unità

Wednesday, September 2nd, 2009

La direzione dell’Unità annuncia di aver ricevuto nella mattinata di oggi due citazione per danni per un totale di due milioni di euro dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per il tramite del suo legale romano Fabio Lepri. Il capo del governo chiede inoltre la condanna a una pena pecuniaria di 200.000 euro ciascuna per il direttore responsabile Concita De Gregorio, per le giornalista Natalia Lombardo e Federica Fantozzi, per l’opinionista Maria Novella Oppo e per la scrittrice Silvia Ballestra.
La richiesta si riferisce a tutti i servizi dedicati allo scandalo sessuale che ha coinvolto il premier pubblicati sui numeri del 13 luglio e del 6 agosto del quotidiano: gli editoriali del direttore (intitolati “l’etica elastica” e “iniezioni di fiducia”), i servizi di cronaca e i commenti.

I due atti di citazione, lunghi complessivamente 32 pagine, contestano le critiche rivolte al premier a proposito della sua mancata partecipazione a impegni internazionali per la contemporanea partecipazione a incontri con la escort Patrizia D’Addario. Viene anche giudicata diffamatoria la ricostruzione dei rapporti tra gli ambienti vicini al premier e le gerarchie vaticane affinché queste ultime assumessero un atteggiamento indulgente nei confronti del premier. “Diffamatoria”, inoltre, la ricostruzione dei rapporti tra Rai e Mediaset in funzione anti-Murdoch. Viene indicata come lesiva dell’onorabilità del premier l’attribuzione del controllo dell’informazione in Italia e il suo abuso.

Contestata pure la citazione di battute di Luciana Littizzetto a proposito dell’utilizzo, parte del premier, di speciali accorgimenti contro l’impotenza sessuale. “Affermazioni false e lesive dell’onore” del premier del quale, scrive il legale, “hanno leso anche la identità personale presentando l’on. Berlusconi come soggetto che di certo non è, ossia come una persona con problemi di erezione”.

Berlusconi, «le donne italiane si ribellano»

Thursday, August 27th, 2009

Una mano femminile, con la fede al dito, spunta da un piatto di spaghetti: con questa vignetta il New York Times illustra un commento di Chiara Volpato «Le donne italiane si ribellano». La vignetta evoca quella di Der Spiegel, che negli anni di piombo mise in copertina un piatto di spaghetti con sopra una pistola. Molti fuori dall’Italia – scrive Volpato - credono che Silvio Berlusconi la faccia franca con il suo «comportamento sessista» perché gli uomini italiani lo perdonano e le donne per lo meno lo tollerano. «Non è più vero. Oggi ci sono due Italie: un’Italia ha assorbito l’ideologia di Berlusconi sia per interesse sia per incapacità di resistere ai suoi enormi poteri di persuasione; l’altra contrattacca».

«Era ora: la condotta di Berlusconi è stata vergognosa», si legge ancora sul New York Times. Il commento di Volpato, docente di psicologia sociale all’Università di Milano, ricorda gli episodi più recenti: il premier italiano ha consigliato a una studentessa di sposarsi un uomo ricco per uscire dalle difficoltà economiche, si è vantato della bellezza delle candidate al Parlamento del suo partito, ha designato una ex modella con cui aveva flirtato come ministro delle Pari Opportunità. Finché la moglie Veronica lo ha accusato di amoreggiare con giovani donne e ha chiesto il divorzio.

«Perché gli italiani devono sopportare tutto questo?». Rispetto agli altri Paesi europei, scrive Volpato, in Italia le idee conservatrici sono dure a morire, in parte a causa della nostra cultura patriarcale, in parte a causa dell’«enorme influenza della Chiesa cattolica», la cui interferenza politica e sociale sembra essersi rafforzata da quando Berlusconi è diventato Primo ministro nel 1994.

Il «tetto di cristallo» che le donne non riescono a spezzare sembra essere più resistente da noi: l’Italia è solo al 67.mo posto su 130 nel recente rapporto del World Economic Forum sull’indice del divario sessuale, dopo l’Uganda, la Namibia, il Kazakhstan e lo Sri Lanka. Secondo l’Ocse, solo metà delle donne italiane hanno un lavoro, contro una media di due su tre. Gli uomini italiani hanno 80 minuti in più al giorno di tempo libero, la differenza più grande tra i 18 Paesi considerati. «Non c’è da stupirsi che molte donne italiane non vogliano prendersi il peso di allevare bambini». E il tasso di natalità dell’Italia è estremamente basso.

I media italiani non fanno che esacerbare la realtà, continua Volpato, presentando un’immagine della donna «incomprensibile nel resto d’Europa». Bellezze poco vestite fanno da silenziose decorazioni in show condotti da uomini, più vecchi e «vestiti di tutto punto». Con questo «lavaggio del cervello», l’ambizione più diffusa tra le ragazzine è di diventare una «velina».
Secondo Volpato, ci sono segni di cambiamento. Gli italiani denunciano il comportamento sessista di Berlusconi con denunce alla Corte europea dei Diritti dell’uomo, con il documentario di Lorella Zanardo «Il corpo delle donne». Prima del G8, un gruppo di accademiche, tra cui Volpato, ha presentato una petizione per invitare le first ladies a boicottare il vertice. In pochi giorni, la petizione ha ottenuto 15mila firme. La popolarità di Berlusconi è calata sotto il 50%. Il commento si conclude con un appello alle donne (e anche agli uomini) dissenzienti di farsi avanti perché l’Italia è finalmente pronta a scendere in piazza.

Sempre con Berlusconi nel mirino, il Guardian oggi mette a confronto l’atteggiamento delle mogli del premier italiano e dei fratelli Kennedy: mentre Veronica attacca il coniuge, le donne dei Kennedy hanno sempre coperto gli eccessi dei rispettivi mariti. Così – ironizza Alexander Chancellor - Berlusconi potrebbe anche avere vissuto con maggiore probità dei fratelli Kennedy, «eppure il primo ministro italiano è oggetto di derisione universale, mentre i Kennedy, anche dopo la loro morte, sono sempre ai primi posti nel pantheon degli dei americani».
E’ stata la moglie di Berlusconi – ricorda il Guardian - a lanciare l’ondata di accuse sulla sua ossessione per le giovani donne. Le mogli dei Kennedy invece erano unite nel proteggere i mariti dall’esposizione pubblica delle loro debolezze.

Un altro commento sul sito del Guardian, «Indulging Berlusconi», si occupa dell’indulgenza plenaria. Il premier conta di farsi assolvere i peccati nella “Perdonanza” che si terrà a L’Aquila nel weekend, scrive John Hooper. «Ma lo salverà?». Comunque, «ci sono dubbi sul fatto che l’eternamente controverso primo ministro italiano sia desideroso – o capace – di approfittare dell’opportunità». Semplicemente partecipare alla processione significherebbe annunciare al mondo che si considera un peccatore. Per di più, è divorziato e «quindi non può fare la comunione».

L’uscita del libro «Tendenza Veronica», di Maria Latella, è oggetto di cronache su numerosi siti esteri. Il britannico Times titola: «Terapia per dipendenza sessuale potrebbe salvare il matrimonio di Silvio Berlusconi, dice libro». Il corrispondente Richard Owen fa notare che nella prefazione all’edizione paperback, Latella rivela che alcune delle persone più vicine al premier gli hanno consigliato di entrare in una clinica per curare la dipendenza sessuale come parte del processo di riconciliazione. La sola clinica specializzata in questi problemi in Italia è a Bolzano. Il direttore Cesare Guerreschi normalmente cura uomini e donne tra i 30 e i 40 anni. La cura dura da sei mesi a un anno. «La terapia appare essere una precondizione per ogni prospettiva di distensione tra il Primo ministro e sua moglie».

Il sito della Bbc richiama sulla homepage l’uscita del libro. Ne parla anche il Telegraph: «Berlusconi ha preso in giro il matrimonio aperto». Il Nouvel Observateur pubblica varie agenzie: «La moglie di Berlusconi giustifica la sua domanda di divorzio» (Reuters); «Le menzogne hanno condotto al divorzio, racconta Veronica» (Ap). El Pais riprende un’Efe: «Veronica Lario: Non ho potuto evitare che mio marito facesse il ridicolo». Il sito spagnolo Abc titola: «La signora Berlusconi si confessa». La notizia gira parecchio anche sui siti Usa, tra cui il New York Times con il titolo: «Moglie di Berlusconi: è ridicolo davanti al mondo», il Chicago Tribune, il San Francisco Chronicle.

Fonte: Il Sole 24 ORE

Paolo Guzzanti attacca il Cavaliere:”Che disgusto per i suoi comportamenti”

Thursday, August 6th, 2009

E’ un gran porco”. L’ex senatore del Pdl Paolo Guzzanti non usa toni soft per giudicare i comportamenti privati di Berlusconi. “E’ una persona che ha corrotto la femminilità italiana schiudendo carriere impensabili a ragazze carine che hanno imparato solo quanto sia importante darla alla persona giusta al momento giusto - scrive sul suo blog Guzzanti - sollecitate in questo anche dalle madri, quando necessario”. E tra verbali mai pubblicati e “disgustosi contenuti” l’ex parlamentare del Pdl tira in ballo anche il capo dello Stato le cui sollecitazioni avrebbero impedito la pubblicazione delle intercettazioni.

In serata le dichiarazioni di Guzzanti diventano il caso del giorno, interviene perfino il Quirinale. “E’ assolutamente priva di fondamento l’insinuazione, riferita dal sen. Paolo Guzzanti, secondo la quale il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avrebbe sollecitato non si sa quali direttori di giornali a non pubblicare taluni atti giudiziari che sarebbero in loro possesso”. Una smentita che il senatore accoglie con “rispetto e piacere”.

Ghedini, avvocato di Berlusconi, giudica di “nessuna importanza” la vicenda: “Quelle intercettazioni sono state distrutte”. Ma sorvola sulle critiche del suo ex compagno di partito.

Le accuse di Guzzanti. Al parlamentare, padre dei comici Sabina e Corrado, un tempo esponente di primo piano del Polo ed ex vicedirettore del Giornale, si deve l’invenzione del termine “mignottocrazia”. Lo usò al culmine dello scontro con il ministro Mara Carfagna quandò puntò il dito contro le presunte “nomine di scambio”. Dove la merce di scambio sconfinava nel pettegolezzo sessuale. Da allora Guzzanti non ha smesso di attaccare il premier su questo tema. Sul quell’atteggiamento “puttaniero” che “corrompe la gioventù e mina il rispetto della donna”. Il suo blog nel pomeriggio è andato in tilt da troppi accessi e non risultava raggiungibile. Ma il sito dell’Espresso ha registrato tutti i contenuti.


Mesi fa, intervistato da Repubblica.it, Guzzanti non si nascose dietro le parole: “Siamo in presenza di un capo di governo che è circondato da pettegolezzi a sfondo sessuale. E questo è un danno per il Paese. Non faccio processi sommari, ma Berlusconi ha fatto della sua sessualità un evento politico e su questo, dicono anche alcuni del suo partito, prima o poi potrebbe inciampare”. E oggi sferra un nuovo affondo contro il Cavaliere. Tirando in ballo le intercettazioni sull’inchiesta di Napoli (poi distrutte) che conterrebbero dialoghi a sfondo esplicitamente sessuale che hanno il Cavaliere come protagonista assoluto. Dialoghi di cui molto si è parlato ma che non sono mai diventati pubblici.

“Un famoso direttore…”. Guzzanti, invece, riferisce di voci “attendibili” che affermerebbero come “un famoso direttore ha mostrato e fatto leggere a un numero imprecisato di persone (deputati e deputate di Forza Italia per lo più) i verbali che tutti i direttori di giornale hanno, ma che avrebbero deciso di non usare su sollecitazione del Presidente Napolitano”. Si tratterebbe delle ormai famose intercettazioni napoletane “in cui persone che ora ricoprono cariche altissime si raccontano fra di loro cose terribili che la decenza e la carità di patria mi proibiscono di scrivere, anche se purtroppo sono sulla bocca di coloro che hanno letto i verbali. Io ne conosco almeno tre”.

“Dettagli disgustosi”. A questo punto Guzzanti entra nel dettaglio. Sollecitato da un lettore racconta di “cose assolutamente disgustose”: “Rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino, discussioni sul prossimo set, consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio”. Dicendosi disponibile a raccontare tutto ad un magistrato: “A cui direi da chi ho avuto queste relazioni e chi fosse il giornalista che ha fornito il materiale in lettura”. E la sua battaglia contro l’uomo “che odia le donne” continua.

Fonte: La Repubblica

 

le donne nel mondo di Berlusconi

August 3rd, 2009

Che fine hanno fatto le donne?

I nostri giornali , la nostra televisione, anche  il cinema , ci mostrano ossessivamente immagini di donne. Donne che influenzano il reale ma che con la realtà non hanno nulla da spartire.

Veline, miss, escort, prezzemoline, rifatte , presentatrici amiche del direttore, giornaliste con monili presidenziali, ministre per abilità di suzione.

Donne dipendenti dal loro corpo e a disposizione del maschio.

Donne “felici” di essere appese come prosciutti ( Nina Moric) , donne relegate sotto i tavoli ( Flavia Vento) , donne inguainate in tutine sadomaso (la gatta nera) .

Donne che registrano le conversazioni “birichine” col capo per avere un quarto d’ora di celebrità.  Donne che sperano in un posto da show-girl o da deputato ( pare si equivalgano anche se il primo è più ambito)

Madri che offrono le figlie all’imperatore.

Attrici cinquantenni, “imbotulinate” da sembrare androidi,  in posa a dimostrarci che sono ancora “appetibili” , che sono ancora sul mercato…

Donne che in qualche modo devono e hanno come unico fine nella vita quello di  corrispondere ai sogni erotici degli “utilizzatori finali” perchè Rita Levi Montalcini e Margherita Hack vengono sbeffeggiate ( anche in parlamento) per la loro età o per il loro aspetto fisico.

Donne alle quali per fare un complimento si dice che sembrano veline ( accadde alla Marcegaglia in tailleur rosa)

Queste sono le donne di Berluscolandia, l’unico modello che le nostre figlie hanno.

a bientot