Posts Tagged ‘prostituzione’

Il governo taglia il numero verde stop al telefono salva-prostitute

Sunday, August 1st, 2010

Chiuse le 14 postazioni territoriali: tagli al bilancio. In dieci anni assistite 14mila donne costrette a prostituirsi. La protesta delle associazioni

di VLADIMIRO POLCHI

ROMA - Ionela si è salvata. Il marciapiede l’ha visto solo una sera. Nessun cliente è riuscito ad avvicinarla. Le è bastata una telefonata. La sera stessa, davanti alla questura di Torino, gli assistenti del Gruppo Abele l’hanno portata in comunità.

Ionela, romena, pensava di dover lavorare in un ristorante, non sapeva che il marito l’aveva venduta ai suoi sfruttatori. A salvarla un numero di telefono o, meglio, una delle 14 postazioni locali del numero verde antitratta, che dalla mezzanotte di questa sera chiuderanno i battenti.

Il governo infatti ha deciso di sopprimere dal primo agosto tutti i 14 uffici territoriali, per sostituirli con un’unica postazione centrale e ridurre i costi: “Un regalo alle organizzazioni criminali” denunciano gli enti pubblici e le associazioni impegnate nell’assistenza alle vittime di tratta (tra i quali i Comuni di Venezia, Ravenna, Firenze, Perugia e Napoli, e la Regione Emilia-Romagna).

Eppure la tratta di esseri umani, stando alla relazione del Copasir del 29 aprile 2009, “alimenta un mercato illegale che rende diversi miliardi di dollari l’anno, una cifra inferiore soltanto al traffico di stupefacenti e di armi”. Le vittime vengono sfruttate nella prostituzione, nell’accattonaggio e nel lavoro nero. “Tra marzo 2000 e maggio 2008 - scrive il Copasir - sono stati realizzati 13.517 programmi di sostegno a vittime di tratta, dei quali 938 in favore di minori”. E ancora: dal 2004 al 2009 le persone indagate per reati di tratta sono state 8.913. Un sistema, questo, che rischia ora di crollare.

“Le postazioni locali del numero antitratta - spiegano gli enti coinvolti - non si limitano a una funzione di ascolto, ma sono in grado di attivare una risposta immediata, 24 ore su 24, alle richieste di aiuto, proprio perché sono integrate in un sistema territoriale, che ha permesso in dieci anni di assistere oltre 14mila persone”. Insomma se fino a oggi una vittima poteva essere facilmente raggiunta da una delle 14 postazioni attive sul territorio, da domani a rispondere sarà solo una postazione centrale nazionale, con sede a Venezia, “incapace di garantire interventi tempestivi”.

Gli enti e le associazioni impegnate contro la tratta lamentano anche il modo in cui si è arrivati a questa decisione: “Una comunicazione è stata inviata appena 10 giorni prima della scadenza delle convenzioni, non permettendo l’attivazione di una soluzione alternativa e facendo perdere il posto di lavoro a 80 operatori specializzati”.

Denunciano, inoltre, una più generale “volontà di smantellamento di un sistema di intervento che è considerato un modello di eccellenza”, vista anche “la decisione di ridurre di 800mila euro i fondi destinati ai progetti di inserimento sociale a favore delle vittime”. Per tutto questo, l’Anci chiede un incontro urgente al ministro per le Pari Opportunità.

 Fonte: La Repubblica

L’adolescenza rubata in strada a Milano

Sunday, June 13th, 2010

Una ventenne denuncia il mercato delle ragazze in viale Aspromonte: «Bisogna fermare questo scempio»

LA LETTERA

L’adolescenza rubata in strada a Milano

Una ventenne denuncia il mercato delle ragazze in viale Aspromonte: «Bisogna fermare questo scempio»

Caro direttore, sono una ragazza di 22 anni, ma prima di diventare la giovane donna che sono, sono stata anche una felice e spensierata adolescente. Premetto questo perché ogni sera, quando torno a casa verso mezzanotte o poco più tardi, dopo aver bevuto, chiacchierato e riso con alcuni amici, passo da piazzale Aspromonte e la mia felicità incontra l’amarezza, la rabbia e la tenerezza davanti ad un gruppo di giovani ragazzine.

Sono più piccole della sottoscritta, non si preparano per andare a dormire e non hanno nemmeno passato la serata con i loro coetanei. Restano lì, a ondeggiare sul ciglio della strada aspettando che qualcuno si fermi e le accompagni in una stanza senza peluches, senza libri, senza musica e nemmeno amore. Mi sono chiesta in questi giorni come sia possibile che nessun altro occhio oltre al mio si sia fermato sui loro visi da bambine, sui loro jeans stretti, come sia possibile che nessuno abbia udito le loro risate silenziose e nessuno abbia denunciato questo scempio. Quando le guardo per quel breve attimo, mi vengono in mente i miei quattordici anni, e mi ricordo di quanto era bello la sera, prima di andare a dormire, sapere che la mamma sarebbe venuta a salutarti e a darti il bacio della buona notte, e che se ne avevi voglia, prima di addormentarti potevi leggere un libro o ascoltare la musica oppure chiamare un’amica e farti qualche risata con lei. E poi, giunta la stanchezza, potevi accovacciarti nel tuo letto con il tuo profumo, e sognare quel ragazzo, il tuo amore, un amore dolce, senza lividi, senza barba, senza moglie né figli. Ora mi appello a voi, voi che avete avuto la possibilità come me di vivere la vostra adolescenza cullati da ingenui pensieri e dalle coccole dei vostri genitori, mi appello a voi che avete la fortuna di avere delle figlie e che vi preoccupate che non facciano tardi la sera e siano riaccompagnate a casa da persone fidate; a voi che chiedete amore per strada a ragazze dell’età di vostra figlia o di vostra nipote, a voi che avete messo una legge apposta per eliminare questo orrore e che dormite sonni tranquilli quando queste giovani sono in giro a «lavorare». Mi appello a tutti voi e vi chiedo di proteggerle e di ridare loro una vita degna, almeno dei 20 anni degni, perché i quindici non tornano indietro più. 

Cecilia Laudiso
Fonte: Corriere della Sera

 
 

Treviso, le 12enni che vendono a scuola video hard girati con cellulare e webcam

Tuesday, February 2nd, 2010

L’età dell’innocenza sembrano averla perduta da tempo, anche se non hanno più di dodici o tredici anni. Ma non esitano a mostrare la propria nudità o a cimentarsi in giochi erotici. Per i soldi con cui togliersi qualche sfizio o solo per vantarsi con gli amici. Una ragazzina di una scuola media della provincia si è autoripresa in situazioni hard, per poi rivendere il filmino ai compagni per pochi euro. Di compratore in compratore, di mail in mail, il video è arrivato fino a un’altra scuola di Padova.

In un’altra media trevigiana sono stati gli insegnanti a segnalare il caso di una giovanissima studentessa -nessun particolare problema personale, famiglia normalissima - sorpresa a distribuire, via telefonino, le sue immagini osè a un gruppo di amici. Nessun tornaconto economico, forse solo l’esasperato desiderio di far colpo sui coetanei. Altra scuola, età simile, alcuni allievi hanno raccontato di vere e proprie gare a suon di prestazioni sessuali, tra gruppi di adolescenti, nei bagni dell’istituto durante la ricreazione. Dalle aule scolastiche alle mura domestiche: pure nella Marca sarebbe in netto aumento il fenomeno delle “web-girl”, ragazze che si spogliano a pagamento davanti a una web-cam. Magari mentre i genitori guardano ignari la televisione nella stanza accanto.

In episodi simili, gli psicologi che lavorano con il mondo giovanile si imbattono con frequenza crescente: «Spesso succede che i ragazzini sleghino l’affettività e l’amore dalla corporeità e dalla sessualità - spiega Andrea Sales, responsabile del centro di formazione Paradoxa -. A noi capita molto spesso di trovare situazioni in cui i ragazzini si svendono, senza rendersi conto che vendere un’immagine o un filmino di sé è comunque un modo di relazionarsi».

Certo, si tratta di singoli casi, o tutt’al più di una minoranza dei giovanissimi trevigiani. Ma rappresentano, tuttavia, la spia di una visione del sesso sempre più presente anche tra gli adolescenti. Filtrata dai media e dalla pubblicità e potenziata da internet: «Sicuramente la società di oggi, da una quindicina d’anni, come ci insegnano la sociologia, l’antropologia, la psicologia sociale, è una società molto, molto mercificata e mercificante. I ragazzini hanno bisogno di strumenti valoriali, emozionali, ma anche cognitivi per evitare di cascare in questa rete. Altrimenti rischiano di perdere di vista quello che è il valore della propria persona». Oltre a perdere troppo precocemente l’innocenza.

Fonte : Il Messaggero

Io non capisco più il mondo.  Le donne hanno lottato per anni per veder riconosciuta la loro  dignità  ed il loro diritto  a non essere confuse per oggetti e basta un po’ di tv per trasformare le nostre figlie - bambine in prostitute?  Io non capisco più il mondo!( NdR)

La fuga della baby prostituta

Sunday, October 18th, 2009

VICENZA - Lo spiraglio verso la libertà le si è aperto quando è riuscita a impadronirsi del telefonino del suo cliente. Lei, quattordicenne ungherese costretta da mesi a prostituirsi in Italia, ne ha subito approfittato per comporre il numero di telefono di sua madre che, disperata, la cercava da mesi. È cominciata così la fuga della ragazza dal ferreo controllo dell’organizzazione che la costringeva a battere sul Terraglio, il tratto trevigiano della strada statale che da Mestre porta a Tarvisio, al confine con l’Austria. “Mi trovo in Italia, a Vicenza - ha detto la bambina alla madre - in una grande casa blu con tanti alberi intorno… “.

Sono partite così le indagini dell’Interpol, che ha messo in contatto la polizia ungherese - alla quale la madre della ragazza aveva denunciato la scomparsa della figlia - con la squadra mobile di Vicenza. Controllando i numeri di telefono, indagando sui giri della prostituzione vicentina, gestita da clan albanesi, e individuando la cella attivata dalla ragazza con la sua telefonata, la polizia è riuscita a scoprire dov’era. E l’hanno localizzata nel cuore della notte a Mogliano Veneto, nel centro della città.

Gli agenti la rassicurano, dicono che la porteranno in salvo in una casa protetta, e lei parla. Dice di provenire da una famiglia disagiata della periferia di Budapest e racconta di essere stata accompagnata in Germania per una gita. Al ritorno, però, i suoi sfruttatori hanno preso una strada diversa, l’hanno portata in Italia. Le hanno garantito un lavoro pulito. Poi, nel giro di pochi giorni, le hanno procurato una carta d’identità falsa che le ha aumentato l’età di quattro anni, spacciandola per maggiorenne. E le hanno detto dove doveva prostituirsi, affiancandola a un’altra donna più matura che le ha insegnato come si fa.

La ragazza - che proprio oggi compie quindici anni - ora si trova in una casa protetta, affidata ai servizi sociali, e potrà riabbracciare la madre, che è arrivata dall’Ungheria per vederla. Alla polizia ha rivelato i soprannomi dei suoi protettori ma, ritengono gli investigatori, terrorizzata dai suoi aguzzini potrebbe aver raccontato solo una parte della verità. Ora le squadre mobili di Vicenza e di Treviso, coordinate dal pm vicentino Marco Peraro, stanno dando la caccia a chi regge le fila del racket, gestito in Italia da boss albanesi con agganci in Ungheria. Il coinvolgimento della malavita ungherese sta emergendo sempre più spesso nelle indagini sulla prostituzione: a luglio sono stati arrestati due sfruttatori a Udine e altre segnalazioni arrivano da Ancona.

Anche nel Vicentino alcune operazioni della polizia hanno portato alla luce gruppi criminali che sfruttano le donne ungheresi in appartamento o nei night dove si balla la lap dance. Nei distributori o nei portici, davanti al collegio salesiano o davanti al Comune: a Mogliano, il paese della Marca trevigiana dove è stata scovata la baby prostituta, la prostituzione avviene di notte nel cuore della città. Le ragazze arrivano in treno oppure in auto, scortate dai loro protettori. Come succedeva per la quattordicenne ungherese, che aveva cominciato da poco a offrirsi ai clienti.

“Siamo riusciti a intervenire tutto sommato in tempo - spiega Michele Marchese, capo della squadra mobile di Vicenza - grazie al collegamento tra tutte le forze della polizia interessate”. La “casa blu” di cui parlava la ragazza è stata identificata: è una villa di Creazzo, sempre in provincia di Vicenza, sulla quale sono in corso degli accertamenti. Si sta cercando di capire se si tratta di un caso isolato e se i clienti fossero consapevoli del fatto che la ragazza fosse minorenne. Compreso il cliente che, involontariamente, distraendosi nel momento in cui la baby prostituta telefonava a sua madre, le ha fornito una via di salvezza.

Fonte: La Repubblica

In Costa d’Avorio bambine prostitute a 46 centesimi l’ora

Friday, October 2nd, 2009

Tra prostituzione, pornografia e violenze sessuali la situazione di moltissimi bambini in Costa d’Avorio . circa quattrocentomila - è drammatica. La denuncia è della ong Soleterre, che opera a favore di persone in stato di povertà estrema. C’è un dato sconvolgente: nel Paese africano, dove il reddito medio mensile delle famiglie è di 30 euro, per avere un rapporto sessuale con un bambina sono sufficienti 46 centesimi. Spesso i genitori non possono permettersi di mandare i figli a scuola né di comprare libri e quaderni. Così le minorenni decidono di prostituirsi per raccogliere i 230 euro necessari per iscriversi. Le famiglie fingono di non sapere, ma c’è anche chi abbandona bambini e ragazzini. Soleterre ha aperto nel 2008 un centro d’accoglienza e reinserimento socio-professionale a Bouakè per prostitute minorenni.

DALLA CITTÀ ALLA CAMPAGNA - Sono oltre 5mila le bambine prostitute dai 12 ai 18 anni censite nella sola Abidjan, capitale della Costa d’Avorio. Bambine che hanno perso i genitori nella guerra civile o a causa della crisi finanziaria che ha creato un fenomeno di immigrazione di ritorno, riportando le famiglie dalla città alla campagna. La povertà è il principale motivo per cui le bambine sono ridotte a schiave sessuali: ciò avviene nel 77% dei casi.

Tratta dalla Nigeria, 30 arresti del Ros

Thursday, June 25th, 2009

Maxi operazione dei carabinieri del Ros contro la tratta di esseri umani: 30 le ordinanze di custodia cautelare in corso di esecuzione in queste ore in Italia, Nigeria ed altri Paesi europei. Smantellata un’organizzazione a delinquere che reclutava ragazze nel Paese africano e le costringeva a prostituirsi in Italia, riducendole in stato di schiavitù, con minacce di vario genere. Tra gli arrestati anche due medici italiani che avrebbero fatto abortire alcune delle giovani.

A coordinare le indagini è la Procura distrettuale antimafia di Ancona, che ha chiesto ed ottenuto provvedimenti restrittivi nei confronti 30 persone, tutte accusate di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Al centro degli accertamenti del Raggruppamento operativo speciale dell’Arma un sodalizio transnazionale, di matrice prevalentemente nigeriana, dedito allo sfruttamento di connazionali, fatte giungere illegalmente in Italia e ridotte in schiavitù con il ricorso a violenza, riti esoterici e minacce ai familiari nel paese di origine. Documentate anche numerose interruzioni di gravidanza delle vittime da parte di due medici italiani e di due nigeriani, considerati dagli investigatori «referenti del sodalizio nella capitale», che sono stati raggiunti da un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Roma.

Fonte: Corriere della Sera