Una moglie americana su 5 guadagna più del marito
Wednesday, January 20th, 2010“Proprio questo scenario - sottolinea - dimostra che in realtà resta ancora da valutare la ricaduta complessiva della crisi sulle donne e sulla debolezza strutturale dell’occupazione femminile e restano da considerare le sfide più a lungo termine sulla parità di genere nel mercato del lavoro, nell’ottica di un’effettiva inclusione e coesione sociali. Ma la crisi - conclude Isabella Rauti - può diventare addirittura un’opportunità se si raccoglie la sfida, se si implementano politiche attive per l’occupazione femminile e se si offrono, come stanno facendo i ministri per le Pari Opportunità e del Lavoro, misure concrete per favorire la conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro”.
“Finalmente - commenta con LABITALIA Daniela Santanchè, leader del Movimento per l’Italia - quello americano è un risultato importante anche perchè le donne stanno conquistando livelli sempre più alti di istruzione”. “Spero -ha affermato- che anche in Italia si arrivi presto a questa situazione, così le donne non avranno più bisogno di combattere battaglie di genere. Visto che le cose arrivano prima in America e poi da noi -ha auspicato la Santanchè- mi auguro che anche nel nostro Paese venga raggiunto un risultato così importante”.
“Un dato positivo anche se, al momento, in Italia è impossibile raggiungere questo obiettivo”. Sottolinea Susanna Camusso, segretario confederale della Cgil. “Nel nostro Paese - spiega a LABITALIA - esiste un quadro strutturale che impedisce l’emersione della donna che lavora. Il tasso di occupabilità femminile è ancora troppo basso; addirittura nel Mezzogiorno le donne rinunciano anche a cercare un posto”. “Ma l’Italia - rimarca Susanna Camusso - è anche il Paese dei pregiudizi: basta vedere che nella lista degli incarichi dirigenziali e istituzionali i nomi femminili scompaiono. E poi non dimentichiamo che sono sempre di più le lavoratrici che dopo la nascita del primo figlio sono costrette a lasciare il posto e non certo perchè ne vogliono un secondo, ma perchè è impossibile conciliare i tempi di lavoro con quelli di cura della famiglia”.
“Era ora. Per ora avanti ci sono loro, tra una generazione ci arriveremo anche noi”. Con queste parole Marina Salomon, imprenditrice veneta fondatrice di una tra le maggiori aziende europee di abbigliamento commenta con LABITALIA i risultati del rapporto americano. “E’ chiaro - precisa - che gli Stati Uniti ci siano arrivati per primi, la nostra è una società più antica, ancorata a vecchi schemi. Occorrerà almeno una generazione per metterci anche noi al passo con i tempi”. “Del resto - osserva - noi italiane siano più brave a scuole dei ragazzi. Più del 50% dei laureati è donna e si cominciano a privilegiare i percorsi universitari scientifici”.
“Molto è stato fatto - conclude Marina Salomon - pensiamo solo alle presidenti di Confindustria e dei giovani imprenditori, anche se non ci è stato fatto nessun favore. Sono ruoli più che meritati”.